Il 18 e 19 settembre 2023 si incontreranno per la prima volta insieme a New York, in occasione della Assemblea annuale delle Nazioni Unite, tutti i leader del mondo per discutere della attuazione degli obiettivi dello sviluppo sostenibile – adottati nel settembre 2015 – sulla base del rapporto sullo stato dell’Agenda 2030 pubblicato nello scorso luglio dall’ONU.
Mancheranno così sette anni e tre mesi e cioè 2660 giorni alla scadenza del 31 dicembre 2030 frutto dell’impegno assunto otto anni fa affinché “nessuno sia lasciato indietro”.
Alla vigilia del Vertice e facendo seguito alla Conferenza organizzata nell’Università di Torino il 17 maggio 2023, la rete europea European Partners for Environment in collaborazione con il Movimento europeo in Italia organizza a New York il 13 settembre un workshop in modalità ibrida sul tema “Blockchain for UN Charter Values and SDGs” sapendo che Papa Francesco ha deciso che il tema della Pace per il 2024 sia l’Intelligenza Artificiale nel suo significato più profondo della tecnologia al servizio della pace e della giustizia.
Se rileggiamo i diciassette obiettivi dello sviluppo sostenibile e le 169 misure o target di carattere economico, sociale, ambientale e istituzionale (www.sdgs.un.org), ci rendiamo conto che siamo ben lontani dalla realizzazione di un piano graduale ma vincolante per il completamento della Agenda 2030 e che il problema essenziale dell’economia mondiale non è la ripresa della crescita ma la sostenibilità sociale, culturale e ambientale delle politiche pubbliche insieme alla responsabilità sociale delle imprese e cioè del mercato nel quadro di una transizione ecologica creativa e non conservativa.
Dopo il G7 sotto presidenza giapponese nel 2023, il coordinamento (non vincolante. come tutte le conclusioni di quel consesso di paesi che erano i più industrializzati nel mondo) del Vertice passerà dal 1° gennaio 2024 e per un anno all’Italia che riunirà sette capi di Stato e di governo, i presidenti (uscenti) delle istituzioni europee Ursula Von der Leyen e Charles Michel e delle istituzioni finanziarie internazionali in Puglia nel mese di giugno 2024 avendo il governo italiano cinque priorità:
- il supporto all’Ucraina,
- la sicurezza economica,
- la sicurezza energetica,
- le migrazioni,
- e le relazioni con l’Africa.
Insieme al G7 e ad iniziativa del Presidente brasiliano Lula si riunirà nel 2024 a Rio de Janeiro il G20 e l’uno e l’altro precederanno il “Summit del futuro” convocato a New York dal segretario generale delle Nazioni Unite Guterres dal 22 al 23 settembre 2024 per discutere del rapporto “Multilateral solutions for a better tomorrow”.
Poiché la politica estera dal punto di vista della sicurezza, ambientale, economico e sociale è interesse non solo del governo ma di tutta la società italiana ci chiediamo e chiediamo
- se il Parlamento italiano ha previsto di organizzare una sessione speciale prima del Vertice delle Nazioni Unite del 18 e 19 settembre per definire gli impegni del governo italiano
- se i partiti hanno predisposto un programma di priorità da sottoporre alla approvazione del Parlamento italiano
- e se il governo italiano ha previsto di incontrare i partner sociali, i poteri locali e regionali e le organizzazioni rappresentative della società civile per discutere degli elementi essenziali del discorso che Giorgia Meloni, a nome dell’Italia ed in vista del G7, pronuncerà a New York il 18 e 19 settembre.
Attendiamo inoltre con grande interesse di conoscere la posizione che il Parlamento europeo esprimerà nella sessione plenaria di Strasburgo dall’11 al 14 settembre alla vigilia di quel Vertice e quali saranno le priorità internazionali e geopolitiche che la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen indicherà nel suo discorso del 13 settembre sullo ”stato dell’Unione”, a cui si aggiungerà il discorso del Presidente del Consiglio europeo Charles Michel.
Sappiamo infatti che la priorità essenziale della prossima legislatura europea 2024-2029 dovrà essere dedicata al contributo dell’Unione europea alla realizzazione della Agenda 2030 e dei suoi diciassette obiettivi che rappresentano gli elementi di un piano di governo mondiale – si potrebbe dire una “costituente della terra” – a cominciare dalla lotta alla povertà e alla fame (il primo e il secondo obiettivo) per concludersi con la pace, con la giustizia e con istituzioni forti (il sedicesimo obiettivo) e cioè democratiche – che vogliamo ricordare oggi a sessanta anni esatti dal discorso di Martin Luther King “I have a dream” del 28 agosto 1963 – ricordando che dal 2015 molti conflitti hanno insanguinato e continuano ad insanguinare il mondo sostenuti dalla crescente produzione e vendita delle armi e che l’assenza di pace e di giustizia sono in aperto contrasto con l’Agenda 2030.
Roma, 28 agosto 2023
Pier Virgilio Dastoli
