Newsletter 28 Aprile/2025

CARE LETTRICI E CARI LETTORI

La nostra newsletter settimanale Noi e il futuro dell’Europa è stata concepita per contribuire ad una corretta informazione sull’Unione europea e partecipare al dibattito sulla riforma dell’Unione, così come abbiamo fatto durante la Conferenza sul futuro dell’Europa e come continueremo a fare per la nuova legislatura europea.

Ecco l’indice della nostra newsletter di oggi:

– Editoriale, che esprime l’opinione del Movimento europeo su un tema di attualità

– Bando di concorso “Immagini per il futuro dell’Europa”

– Petizione al Parlamento europeo

– Rubrica “Attiriamo la vostra attenzione“

– La settimana del Movimento europeo

– Eventi principali, sull’Europa in Italia e Testi in evidenza

Siamo come sempre a vostra disposizione per migliorare il nostro servizio di comunicazione e di informazione e per aggiungere vostri eventi di interesse europeo nella speranza di poter contare su un vostro volontario contributo finanziario.

 

 


 L’EDITORIALE

Il Parlamento europeo s’è desto

Il Parlamento europeo s’è desto su due temi essenziali della vita dell’Unione europea che, come recita il Trattato di Lisbona, è fondata sulla doppia legittimità democratica e cioè su un insieme di Stati che condividono le loro sovranità e un insieme di cittadine e di cittadini a cui i Trattati attribuiscono precisi diritti in una democrazia in statu nascendi.

Il primo tema è quello della difesa comune che, a partire dal Trattato di Lisbona, è parte integrante o dovrebbe essere parte integrante della politica estera e di sicurezza comune (art. 42 TUE).

La difesa comune è tornata di drammatica attualità dopo l’aggressione della Russia all’Ucraina il 24 febbraio 2022 e in seguito ai ripetuti annunci di Donald Trump di voler chiudere l’ombrello militare che dal 1949 fu creato con la NATO per proteggere gli Stati dell’Europa occidentale che a quella Organizzazione internazionale hanno progressivamente aderito.

La protezione dell’ombrello di Washington è stata una conseguenza della sciagurata decisione della Assemblea nazionale francese il 30 agosto 1954 – con il silenzio complice dell’Italia – di rinunciare alla creazione di una Comunità europea di Difesa nel quadro di una Comunità politica secondo un modello federale.

Fra le decisioni che dovranno essere prese per creare una vera difesa comune, e cioè una capacità operativa fondata su strumenti sia civili che militari, c’è quella di un’azione per garantire la sicurezza dell’Unione europea nel quadro di una sua autonomia strategica che riguarda il rafforzamento delle industrie europee della difesa in buona parte pubbliche e dunque controllate dai Governi nazionali ma in parte anche private attraverso sovvenzioni e appalti.

La capacità operativa europea è praticamente inesistente in questo settore perché le industrie dei Paesi membri dell’Unione europea cooperano molto poco fra di loro e perché l’Unione europea dipende per l’80% da acquisti di prodotti statunitensi.

Per far fronte a questa situazione, la Commissione europea aveva proposto il 5 marzo 2024 un primo parziale strumento chiamato EDIP (European Defense Improvement Programme) con una per ora modesta dotazione finanziaria di 1.5 miliardi di euro all’anno – ai quali la Commissione dei bilanci del Parlamento europeo ha proposto di aggiungere 21 miliardi di euro all’anno dirottati dal programma SAFE – per misure di emergenza ma anche con un obiettivo più strutturale e a lungo termine che richiederebbe naturalmente un finanziamento ben più ambizioso.

Il progetto di regolamento EDIP è stato fondato sulla procedura legislativa ordinaria e cioè sulla codecisione fra il Consiglio che vota a maggioranza qualificata e l’accordo del Parlamento europeo garantendo così il controllo democratico.

Su questa base, le commissioni riunite difesa e industria del Parlamento europeo hanno dato il loro accordo al regolamento EDIP il 24 aprile 2025 con 70 voti a favore, 46 contrari (in particolare le delegazioni di Fratelli d’Italia, dei 5 Stelle e della Lega) e 8 astenuti in attesa del voto dell’aula e della successiva apertura di un negoziato con il Consiglio.

Nonostante il progetto di regolamento EDIP, che potrebbe costituire il quadro giuridico e operativo per futuri investimenti europei nel settore dell’industria della difesa se adeguatamente rafforzato nella sua dotazione finanziaria, la Commissione europea ha proposto il 19 marzo 2025 un nuovo progetto di regolamento denominato SAFE (Security Action for Europe) generato dal piano ReArmEurope e fondato sull’art. 122.2 TFUE con l’esclusione del  ruolo del Parlamento europeo (che sarà solo informato dal Presidente del Consiglio dopo la decisione presa) e dei parlamenti nazionali.

La commissione giuridica del Parlamento europeo ha rapidamente reagito il 9 e il 23 aprile contro la nuova proposta della Commissione europea 

  • contestando all’unanimità la base giuridica dell’art. 122.2 TFUE,
  • chiedendo alla Presidente Roberta Metsola di inviare la sua contestazione alla Commissione europea,
  • esigendo la ricerca di un’altra base giuridica che garantisca i poteri del Parlamento europeo
  • e annunciando ulteriori passi – nel caso in cui la Commissione europea non intenda modificare la sua proposta del 19 marzo 2025 – con un dibattito in seduta plenaria che potrebbe condurre all’apertura di un conflitto istituzionale anche con il Consiglio giungendo fino alla Corte di Giustizia.

Il secondo tema è quello del Quadro Finanziario Pluriennale a partire dal 2028 che, sulla base della proposta che la Commissione europea presenterà entro il 1° luglio 2025, dovrà essere adottato all’unanimità dal Consiglio entro il 31 dicembre 2027 previa approvazione del Parlamento europeo che si pronuncia alla maggioranza dei suoi membri.

La commissione dei bilanci del Parlamento europeo ha adottato il 23 aprile – con 23 voti favorevoli, 9 contrari e 2 astensioni – un rapporto di iniziativa sul Quadro Finanziario Pluriennale dal 2028 (LINK), un rapporto non previsto dai trattati ma indispensabile per indicare alla Commissione europea le priorità che consentiranno l’accordo della Assemblea sulla proposta del Consiglio.

Il rapporto, arricchito dai pareri di tutte le commissioni parlamentari, sottolinea in particolare:

  • La necessità di un bilancio ambizioso, ben al di là dell’1% del RNL su cui sono fondate da decenni le finanze dell’Unione europea, per far fronte alle crisi e alle nuove sfide
  • L’introduzione delle risorse proprie proposte dalla Commissione europea
  • Il rimborso europeo dei prestiti concessi agli Stati nel quadro del Next Generation EU che scade il 31 dicembre 2026
  • L’adozione di prestiti europei per finanziare non solo la difesa comune ma anche la transizione ecologica e la dimensione sociale
  • L’ostilità all’uso dei fondi strutturali per finanziare le spese militari garantendo invece la coesione economica, sociale e territoriale
  • Il rafforzamento delle politiche comuni di lotta alle diseguaglianze, alla povertà e all’esclusione
  • L’opposizione alla fusione di fondi, che rischierebbe di indebolire la trasparenza ed il controllo parlamentare, e alla creazione di piani nazionali come proposto dalla Commissione europea
  • La creazione di due nuovi fondi per far fronte a catastrofi naturali e ad emergenze imprevedibili
  • Il rispetto dello Stato di diritto con un meccanismo di “condizionalità intelligente” che penalizzi gli Stati ma non i beneficiari dei fondi europei.

Vale la pena di leggere attentamente i 135 paragrafi del rapporto della commissione dei bilanci del Parlamento europeo e dei pareri delle singole commissioni in vista del voto della Assemblea previsto per il 6 maggio perché da esso emergeranno le proposte specifiche del Parlamento europeo nel negoziato interistituzionale con il Consiglio che durerà almeno due anni  e da cui si svilupperanno le politiche pluriennali dell’Unione europea nella seconda metà di questa legislatura e nella prima metà della successiva. 

In vista del voto in seduta plenaria e di future integrazioni suggeriamo di rafforzare la posizione del Parlamento europeo sulla base di queste proposte:

  • La conferma della insufficienza delle nuove risorse proprie suggerite dalla Commissione europea che saranno necessarie per un finanziamento ambizioso del futuro Quadro Finanziario Pluriennale integrandole con imposte europee su esternalità negative tali da garantire beni pubblici europei (Rapporto ME–IT e CSF)
  • La conferma della proposta avanzata dal Parlamento europeo nel suo rapporto del 22 novembre 2023 di una scadenza quinquennale del Quadro Finanziario Pluriennale come previsto dall’art. 312.1 TFUE
  • La fissazione di una data per una revisione a metà percorso (Mid Term Review) e cioè nel corso del 2030 per tener conto fra l’altro delle conseguenze degli eventuali allargamenti, di una valutazione della realizzazione degli obiettivi dello sviluppo sostenibile e della lotta al cambiamento climatico, della realizzazione della difesa europea e delle priorità della nuova legislatura 2029-2034
  • L’organizzazione di “assise interparlamentari” per coinvolgere i parlamenti nazionali nel dibattito e nelle decisioni sul Quadro Finanziario Pluriennale che coinvolge la vita dell’Unione europea e dei suoi Stati membri che potrebbero aprire la strada ad un processo costituente di riforma dell’Unione europea.

Roma, 28 aprile 2025coccodrillo

 

 

 


BANDO DI CONCORSO “IMMAGINI PER IL FUTURO DELL’EUROPA”

Il Movimento europeo Italia, indice, con il supporto del Movimento Europeo Internazionale e della Commissione europea, la seconda edizione del bando di concorso “Images for the future of Europe”.

Il bando è rivolto alle studentesse e agli studenti delle scuole secondarie di secondo grado e agli studenti universitari presenti sul territorio nazionale, tra i 16 e i 25 anni.

Il concorso vuole essere un’iniziativa volta a sollecitare la partecipazione democratica da parte dei giovani e sensibilizzare in maniera apartitica e terza al tema del ruolo dell’Unione europea nel rafforzamento dei diritti, della democrazia e della sicurezza.

L’obbiettivo principale del concorso è quello di realizzare immagini significative ed espressive, tramite l’ausilio di strumenti di Intelligenza Artificiale, capaci di rappresentare le volontà, i desideri, e le necessità delle nuove generazioni nei confronti delle politiche europee. Si invitano i giovani a riflettere sulla propria visione di quella sarà l’Europa del futuro. Sarà possibile esprimersi tramite la compilazione di un PROMPT (ovvero la stesura di breve elaborato propedeutico alla generazione di immagini AI) oppure allegando direttamente le immagini complete.

Per accedere al bando di concorso e alla guida sintetica collegata:
BANDO CONCORSO
GUIDA – Come scrivere un buon “prompt”

Link al format per la candidatura

https://docs.google.com/forms/d/e/1FAIpQLSfS0Wj4kCIi0iGqbsmyStyYKwfen3lWHoxkTbW_2tVQLOYmTg/viewform

 

 


PETIZIONE AL PARLAMENTO EUROPEO

Promuovere nell’attuazione del Patto Europeo Migrazione e Asilo il

modello “Riace” per l’accoglienza e inclusione dei migranti

Il Movimento Europeo Italia, insieme al “Comitato 30 gennaio per l’europeizzazione del modello Riace”, ha presentato alla Commissione Petizioni del Parlamento Europeo una petizione per promuovere il modello Riace nell’attuazione del Patto Europeo su Migrazione e Asilo. 

Riace ha dimostrato che accoglienza e inclusione possono andare di pari passo con la rinascita dei territori e la costruzione di comunità più coese. Ora chiediamo all’Unione Europea di: 

  • Coinvolgere le autorità locali e la società civile nelle politiche migratorie. 
  • Finanziare un progetto pilota basato sul modello Riace. 
  • Promuovere un’iniziativa legislativa per garantire un trattamento equo ai migranti. 
  • Porre fine alla criminalizzazione di chi fornisce assistenza umanitaria. 

Abbiamo 90 giorni per raccogliere il maggior numero di firme possibile!

Firmare è semplice e veloce attraverso questo MODULO ONLINE.  

Vi invitiamo a sottoscrivere la petizione e a condividerla con i vostri contatti. Insieme possiamo costruire un’Europa più giusta e solidale! 

Testo della petizione disponibile in: [ITALIANO]  –  [INGLESE]  –  [FRANCESE]

 

 


 ATTIRIAMO LA VOSTRA ATTENZIONE

“Giorgio Napolitano e il Parlamento europeo”

a cura di Pier Virgilio Dastoli e Nicoletta Parisi con prefazione di Giuliano Amato  

(Editoriale Scientifica – Napoli)

prima

II volume trova la propria origine nell’evento dedicato a Giorgio Napolitano, tenutosi il 22 febbraio 2024 su invito e iniziativa del Senatore Pier Ferdinando Casini e del Movimento Europeo in Italia, nonché con il sostegno del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale a partire dal progetto dedicato ai “Beni comuni europei per una prosperità condivisa: opportunità e sfide del sistema Italia nella decima Legislatura europea”.

Il volume non si limita a raccogliere il testo degli interventi allora presentati da personalità che – per aver ricoperto incarichi nelle istituzioni europee e per essere state vicine a Giorgio Napolitano durante la sua esperienza di componente del Parlamento europeo – hanno voluto, prima, prendere parte all’evento e, poi, mettere a disposizione dei curatori il proprio contributo. Esso è infatti integrato da altre testimonianze – fra le quali quella espressa dalla Prefazione di Giuliano Amato – e dalla raccolta dei discorsi che Giorgio Napolitano ha tenuto nel corso della quinta legislatura del Parlamento europeo, dove Egli ha ricoperto l’incarico di Presidente della Commissione Affari Costituzionali (1999-2004). Quest’ultima scelta è stata motivata dalla volontà dei Curatori di far scaturire direttamente dalle parole del Nostro il grande contributo da Lui dato al processo di integrazione europea, attraverso l’affermazione dei valori dello Stato di diritto, della democrazia, del rispetto di diritti e libertà individuali.

Il volume vuole anche essere un ringraziamento postumo a un Presidente del Movimento Europeo in Italia (1995-2006) significativamente attivo: Egli ha riversato nell’Associazione energie intellettuali potenti, sostenendo l’idea di un’Europa politicamente integrata, secondo l’insegnamento di Altiero Spinelli e il pragmatismo di Jacques Delors (di stampo “monettiano”) fondato sulla strategia dei “piccoli passi” per costruire politiche comuni.

SOMMARIO.

 SCHEDA DI ACQUISTO LIBRO

 

 


LA SETTIMANA DEL MOVIMENTO EUROPEO

29 aprile

  • Roma, incontro “I siti del Marchio del Patrimonio europeo: identità europea e memoria storica dell’Europa” (Parlamento europeo, Commissione europea, Comune di Ventotene, Comune di Stazzema, Federculture, Movimento europeo Italia)

30 aprile

  • Roma, evento della serie “VIGOnomics” sull’“Unione del Risparmio e degli Investimenti” (Ambasciata della Repubblica Federale di Germania e Centro italo-tedesco per il dialogo europeo Villa Vigoni)

 

 


IN EVIDENZA

VI SEGNALIAMO

  • 29 aprile, ore 10:00-12:00, Roma. “I siti del Marchio del Patrimonio europeo: identità europea e memoria storica dell’Europa”. L’incontro avrà luogo a Roma presso Europa Experience – David Sassoli con l’inaugurazione della mostra “I siti Marchio del Patrimonio europeo”. Il Marchio del Patrimonio Europeo è un riconoscimento assegnato a siti culturali che hanno un particolare valore simbolico e/o che rivestono un ruolo importante nella storia e nell’identità europea. Questo marchio mira a promuovere la conservazione e la valorizzazione di tali siti, rendendoli più accessibili al pubblico e contribuendo a rafforzare il senso di appartenenza europea. Nel 2025, la Commissione Europea ha ricevuto 21 proposte da 15 paesi UE per il Marchio del Patrimonio Europeo. Tra questi, il Teatro Olimpico di Vicenza, patrimonio UNESCO, e il Parco Naturale Regionale Bosco delle Querce, entrambi candidati italiani, hanno suscitato l’interesse della Commissione. Presso lo Spazio Europa–David Sassoli si aprirà il progetto “????????? ?????? ??????? ??? ??? ??tes”, promosso dai siti di Sant’Anna di Stazzema e Ventotene, che prende vita con la mostra itinerante unica nel suo genere, realizzata con il sostegno del Bureau EHL e della Commissione Europea. PROGRAMMA
  • | SAVE THE DATE | 9 maggio, ore 9:00-18:30, Milano. Nel 75esimo anniversario della dichiarazione Schuman, si terrà a Milano, presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore, il Convegno intitolato: “A quarant’anni dal Consiglio europeo di Milano. Lo spazio pubblico europeo: strategie e strumenti per l’avvenire“.  L’evento è promosso dal Movimento Europeo Italia, insieme al Centro italo-tedesco per il dialogo europeo Villa Vigoni e con la collaborazione di sei Università milanesi – Università Cattolica del Sacro Cuore, Università Bocconi, Università degli Studi di Milano, Università degli Studi Milano-Bicocca, Università IULM e Università Vita-Salute San Raffaele – per approfondire le sfide e le difficoltà che il processo di integrazione del Continente europeo pone attualmente, cogliendo l’occasione di ricordare quanto sia stato propulsivo il Consiglio europeo tenutosi a Milano il 28-29 giugno 1985. L’iniziativa rappresenterà un’importante occasione di riflessione sul processo di integrazione europea, prendendo spunto dal ruolo chiave svolto dal Consiglio europeo di Milano del 1985, che avviò la modifica dei Trattati istitutivi, ponendo le basi per il completamento del Mercato Interno e per il riconoscimento della cittadinanza europea. Quegli sviluppi furono decisivi per il rilancio del progetto comunitario. Oggi, tuttavia, il percorso di integrazione appare rallentato da tensioni internazionali e da divisioni tra gli Stati membri, rendendo necessaria una nuova riflessione sulle prospettive future dell’Unione e sugli strumenti più efficaci per rafforzarne la governance. La partecipazione è gratuita, previa registrazione. PROGRAMMA e LINK DI ISCRIZIONE.

 

ARTICOLI E TESTI DELLA SETTIMANA

 

 

 


 LIMITAZIONE DELLA RESPONSABILITÀ
Ad eccezione de L’EDITORIALE, le opinioni espresse nella presente newsletter sono esclusivamente riconducibili alla responsabilità degli autori e non riflettono la posizione ufficiale del Movimento europeo.