La chiusura della Presidenza Portoghese: un Consiglio europeo interlocutorio
Si è tenuto il 24-25 giugno scorso il Consiglio europeo, ultimo della presidenza portoghese, caratterizzata ancora dall’obiettivo di un’intensa lotta alla pandemia e dallo sforzo di mettere in atto tutte le possibili azioni per un pronto rilancio dell’economia europea.
Tutti gli Stati hanno ratificato le decisioni che hanno permesso di poter dare il via al piano di rilancio economico attraverso il Next generation eu. Quasi tutti gli Stati hanno altresì ultimato e presentato alla Commissione i loro piani di rilancio e resilienza, in linea con le indicazioni della Commissione europea per una crescita verde e digitale.
La Presidenza si è chiusa dunque con un bilancio positivo che vede una campagna vaccinale pienamente in corso in tutta l’Unione, con effetti positivi sia in termini sanitari che economici, malgrado le preoccupazioni legate allo sviluppo di ulteriori varianti del virus. L’impegno dei capi di Stato e di governo dovrebbe ora essere quello di prendere spunto dalle lezioni apprese e prepararsi congiuntamente a fronteggiare prossime e future crisi.
La presidenza slovena sarà segnata in campo di cooperazione internazionale in materia sanitaria dall’impegno dell’Unione ad una maggiore solidarietà verso i paesi più poveri, che stanno ancora fronteggiando il COVID-19 e le sue varianti, attraverso la facilitazione di approvvigionamento e distribuzione dei vaccini.
Il dibattito nell’Unione prosegue anche nella sua attività esterna nei confronti di quegli Stati, come ad esempio, Turchia, Russia, Libia ecc., con i quali c’è un interesse a mantenere rapporti di cooperazione in settori quali salute, clima, lotta al terrorismo, questioni regionali, ecc., ma con i quali occorre sempre mantenere alta l’attenzione in materia di rispetto dei diritti umani, sia attraverso il costante dialogo e sia – qualora questo non fosse sufficiente – attraverso il ricorso a mezzi più incisivi quali sanzioni economiche, è questo il caso in particolare della Russia.
Il Consiglio europeo ha inoltre discusso ma non ha raggiunto nessuna conclusione sulle rotte migratorie che destano preoccupazioni e sulla urgente necessità di attivare partenariati e progetti di cooperazione con paesi di origine e di transito di migranti attraverso azioni concrete da presentare al prossimo Consiglio europeo in autunno.
I capi di Stato e di governo, insieme alla presidente della Banca centrale europea, Christine Lagarde, hanno quindi affrontato il tema della ripresa economica dell’Unione e di temi ad essa strettamente collegati quali la tassazione digitale, ovvero i progressi compiuti per quanto riguarda l’Unione bancaria e l’Unione del Mercato dei capitali.
Per quanto riguarda l’Unione bancaria, i leaders hanno invitato la Commissione a presentare un piano di lavoro graduale ma con scadenze indefinite. Stessa richiesta per l’Unione del mercato dei capitali: un piano di azione con un focus su alcuni temi quali l’insolvenza delle imprese. Inoltre, per quanto riguarda il mercato dei capitali è stato ribadito il ruolo dello sviluppo della finanza verde – anche le obbligazioni – per la ripresa economica.
Su entrambi questi temi, il Consiglio europeo di dicembre farà il punto della situazione.
Il Consiglio europeo si è dunque limitato a ribadire nelle sue conclusioni lì impegno politico per il rispetto dei diritti fondamentali sia all’interno (caso Ungheria) sia all’esterno dell’Unione (Turchia e Russia, ecc.), nonché ha sollecitato nuovamente la Commissione per un completamento di quegli strumenti indispensabili per un reale e coordinato rilancio economico dell’Unione.
Anna Maria Villa
