CARE LETTRICI E CARI LETTORI
La nostra newsletter settimanale Noi e il futuro dell’Europa è stata concepita per contribuire ad una corretta informazione sull’Unione europea e partecipare al dibattito sulla riforma dell’Unione, così come abbiamo fatto durante la Conferenza sul futuro dell’Europa e come continueremo a fare per la nuova legislatura europea.
Ecco l’indice della nostra newsletter di oggi:
– Editoriale, che esprime l’opinione del Movimento europeo su un tema di attualità
– La settimana del Movimento europeo
– Eventi principali, sull’Europa in Italia e Testi in evidenza
– Rubrica “Ultime da Bruxelles“
Siamo come sempre a vostra disposizione per migliorare il nostro servizio di comunicazione e di informazione e per aggiungere vostri eventi di interesse europeo nella speranza di poter contare su un vostro volontario contributo finanziario.
L’EDITORIALE
Giorgia Meloni e la sua visione trumpiana del mondo
Del discorso di sedici minuti del 24 settembre pronunciato dalla premier italiana Giorgia Meloni alla Assemblea annuale delle Nazioni Unite a New York (LINK), dopo il comizio di cinquanta cinque minuti di Donald Trump del 23 settembre, conviene sottolineare la sua visione del mondo e dell’Europa in cui viene smentita l’idea di una apparente equidistanza fra atlantismo ed europeismo con una conferma della sua visione trumpiana del mondo e della soluzione delle gravi sfide in corso a cominciare dalle guerre in Ucraina e Gaza.
In primo luogo, e contrariamente ad altri leader mondiali come i presidenti brasiliano Luis Lula, indonesiano Prabowo Subianto e colombiano Gustavo Petro, Giorgia Meloni non ha espresso nessuna concreta idea o proposta italiana sul dibattito relativo alla riforma delle strutture e dei programmi delle Nazioni Unite al centro del rapporto del segretario generale Guterres Shifting Paradigms: united to deliver (LINK) che si fonda sui tre pilastri del ruolo delle Nazioni Unite: pace e sicurezza, sviluppo sostenibile e diritti fondamentali.
Il rapporto sarà discusso il prossimo 15 ottobre e vorremmo conoscere quale è la posizione delle istituzioni europee (Commissione e Alto Rappresentante, Consiglio e Parlamento europeo) su questo rapporto.
Giorgia Meloni avrebbe potuto richiamare gli elementi essenziali del Patto delle Nazioni Unite per il futuro (LINK) approvato nel settembre 2024 grazie in particolare all’impegno di molti paesi di quello che si chiamava il “Sud Globale”, in cui sono emerse significative divisioni e distinzioni rispetto alle volontà imperialiste della Russia di Putin e dei suoi satelliti, sottolineandone gli aspetti innovativi ma anche le debolezze ed i silenzi (LINK).
Al contrario, Giorgia Meloni ha fatto propria la retorica demolitoria e anti-multilateralista di Donald Trump contro le Nazioni Unite ripetendo gli slogan sugli eccessi di burocrazia, sui costi e sulle duplicazioni e ignorando aspetti essenziali che riguardano l’urgenza di rendere il sistema della Organizzazione delle Nazioni Unite, nata ottanta anni fa, più coerente e più efficace in un mondo radicalmente mutato a cominciare dal numero degli Stati che oggi compongono l’Assemblea generale e i rapporti fra l’Occidente e il resto del mondo.
A dieci anni dalla firma degli accordi sugli obiettivi dello sviluppo sostenibile (LINK) e della enciclica Laudato Sì (LINK) – che si ispirava alla difesa della natura di Francesco d’Assisi citato a sproposito dalla premier – in vista della ormai imminente scadenza della Agenda 2030, Giorgia Meloni si è totalmente appiattita sulla campagna di Donald Trump contro gli impegni nella lotta al cambiamento climatico con la sua grottesca esaltazione della bontà del carbone (America’s Beautiful Clean Coal Industry).
Giorgia Meloni ha ripetuto pedissequamente le bugie di chi si schiera contro la cosiddetta “ideologia ambientalista” che contrasta con le evidenze scientifiche ed economiche tutte concordi sulla necessità e l’urgenza di accelerare il raggiungimento di quegli obiettivi.
La linea trumpiana di Giorgia Meloni in materia ambientale è particolarmente grave per tre ragioni legate
- alla preparazione dell’imminente e trentesima Conferenza delle Parti dell’UNFCCC a Belém in Brasile che rischia di tradursi ancora una volta in una drammatica paralisi,
- alla definizione della posizione dell’Unione europea che è stata in passato un buon esempio a livello internazionale a cominciare dagli accordi di Kyoto e di Parigi,
- e alle politiche del governo italiano che sono ormai appiattite sull’idea sciagurata della cosiddetta neutralità tecnologica.
In secondo luogo, Giorgia Meloni ha approfittato dell’aggressione verbale di Donald Trump all’Unione europea sulle politiche migratorie per lanciare un’inedita richiesta italiana di annullare le convenzioni internazionali sulla protezione dei rifugiati e dei richiedenti asilo (Convenzione di Ginevra) e sui salvataggi in mare (Convenzione di Amburgo).
Esse devono essere aggiornate e rafforzate rispetto ai tempi della loro adozione per rispondere all’aumento dei movimenti di popolazioni causate dalle guerre, dai disastri ambientali e dalla espropriazione delle terre insieme all’invecchiamento e al calo demografico dei paesi sviluppati e non certo per proteggere “i confini delle Nazioni”.
In questo quadro, sarebbe necessario rilanciare e dare piena applicazione al Patto Mondiale per una migrazione sicura, ordinata e regolare firmato a Marrakech l’11 dicembre 2018 e approvato dalla Assemblea delle Nazioni Unite il 18 dicembre dello stesso anno (LINK) con la significativa assenza degli USA della prima presidenza Trump e della mancata firma di una minoranza di Stati europei e cioè di Austria, Bulgaria, Croazia, Repubblica Ceca, Estonia, Ungheria, Lettonia, Lituania, Polonia, Slovacchia e anche dell’Italia che si è continuamente chiamata fuori nonostante i mutamenti di alleanze e di governi.
La posizione espressa da Giorgia Meloni davanti alla Assemblea annuale delle Nazioni Unite è molto grave
- perché ha l’obiettivo di contribuire alla demolizione dei valori e degli impegni delle Nazioni Unite a difesa dei diritti fondamentali unendosi alla politica disumana di Donald Trump,
- perché aggrava gli orientamenti emersi nell’Unione europea in materia di politiche migratorie in vista dell’entrata in vigore nel giugno 2026 del pacchetto di atti normativi compresi nel nuovo Patto migratorio approvato dal Consiglio dell’Unione e dal Parlamento europeo nel dicembre 2023 (LINK) e alla proposta di modifica della direttiva sui rimpatri (LINK),
- perché ha sfruttato la tribuna delle Nazioni Unite per aggredire verbalmente la cosiddetta “interpretazione ideologica e unidirezionale” dei giudici italiani ed europei e cioè di quella che è stata sguaiatamente definita una “magistratura politicizzata che finisce per calpestare il diritto invece di affermarlo”.
Con la sola e lodevole eccezione del giornale Avvenire, la stampa italiana ha perso l’occasione per denunciare la gravità del breve discorso di Giorgia Meloni a New York.
Bruxelles, 29 settembre 2025![]()
LA SETTIMANA DEL MOVIMENTO EUROPEO
30 settembre
- Roma, incontro “A 50 anni dalla Conferenza di Helsinki: perseguire la pace attraverso la politica” (Fondazione Basso, CRS, Fondazione Di Vittorio e Salviamo la Costituzione)
- Roma, incontro “Giorgio Napolitano una passione: la politica internazionale” (SIOI)
- Roma, Workshop “Europe as a Global Actor? A Historical Perspective”(Institute for New Economic Thinking (INET) e Young Scholars Initiative (YSI), Dipartimento di Scienze Politiche – Università degli Studi Roma Tre, AUSE (Associazione Universitaria per gli Studi Europei) e AISPE (Associazione Italiana per la Storia del Pensiero Economico)
- Assemblea Soci AUSE
1° ottobre
- Bruxelles, POLITICO Competitive Europe Summit
2 ottobre
- Convegno “Globalizzazione e federalismo mondiale: la riforma della global governance” (Università degli Studi di Genova)
- European Civic Forum Board meeting
IN EVIDENZA
VI SEGNALIAMO
- 30 settembre, ore 9:00, Roma. Fondazione Basso, CRS, Fondazione Di Vittorio e Salviamo la Costituzione promuovono l’incontro pubblico “A 50 anni dalla Conferenza di Helsinki: perseguire la pace attraverso la politica” per rilanciare una forte iniziativa politica di pace, ispirata allo spirito della Conferenza di Helsinki del 1975. Due sessioni di interventi con studiosi, parlamentari, rappresentanti di movimenti e istituzioni, per riflettere sulla necessità di rompere il clima bellicista e tornare a una prospettiva multipolare fondata sul dialogo tra nazioni. L’incontro si svolgerà presso la sede dell’Istituto Sturzo ma sarà disponibile anche la diretta streaming sul canale YouTube della Fondazione Basso. PROGRAMMA.
- 30 settembre, ore 10:30-18:00, Roma. Il 29-30 settembre si terrà presso il Dipartimento di Scienze Politiche di Roma Tre il workshop internazionale “Europe as a Global Actor? A Historical Perspective”. L’incontro, promosso da INET, YSI, AUSE e AISPE, riunirà giovani studiosi e accademici senior per riflettere sulle occasioni mancate dell’integrazione europea e sul loro impatto nei dibattiti attuali. L’obiettivo è stimolare una riflessione critica e storica sulle scelte passate e sulle prospettive future dell’Unione Europea, al di là delle narrazioni dominanti. PROGRAMMA.
- 30 settembre, ore 15:30. ”Politiche europee e territori: quale modello di sviluppo economico e sociale?”. La Fondazione Bruno Buozzi, in collaborazione con Europolitiche, organizza un seminario per discutere il rapporto tra politiche europee e sviluppo territoriale, con particolare attenzione ai modelli economici e sociali. Interverranno amministratori locali, economisti, esperti di programmazione territoriale e funzionari europei per analizzare le sfide e le opportunità offerte dalla governance multilivello. In diretta sui canali Facebook e YouTube della Fondazione Bruno Buozzi. PROGRAMMA.
- 2 ottobre, ore 9:00, Genova. “Globalizzazione e federalismo mondiale: la riforma della global governance”. Il seminario, promosso dal Dipartimento di Scienze Politiche e Internazionali dell’Università di Genova (DISPI), riunisce studiosi, attivisti e rappresentanti della società civile per riflettere sulle sfide della governance globale e sulle prospettive di riforma in chiave federalista. Tre sessioni tematiche dedicate ai movimenti globali, ai testimoni dell’impegno civile e alle sfide contemporanee: conflitti armati, crisi climatica, diritti e democrazia. Tra gli interventi: Paolo Gerbaudo, Pier Virgilio Dastoli, Nicoletta Dentico, Guido Montani, Fabrizio Coticchia, e molti altri. PROGRAMMA.
ARTICOLI E TESTI DELLA SETTIMANA
- La Flotilla e il vento del Vietnam. Cresce l’indignazione per la situazione di Gaza, di Rocco Cangelosi (Inpiù – 29/09/2025)
- LA LEGALITÀ DELLA GLOBAL SUMUD FLOTTILLA e GLI OBBLIGHI DI PROTEZIONE DELL’ITALIA (Associazione per gli Studi Giuridici sull’Immigrazione Giuristi Democratici Comma 2 – Lavoro è dignità – 29 settembre 2025)
- Agenda Geopolitica della Fondazione Ducci – Settembre 2025
- Agenda – The Week Ahead 29 September – 05 October 2025 (European Parliament)
- EU Weekly: Informal EUCO | EFC | Savings and Investment Union (European Movement International – 22/09/2025)
ULTIME DA BRUXELLES
SCUDO CELESTE, CIELO UNICO EUROPEO
E RICERCA D’ALTRE ALTISSIME BENEDIZIONI
Il cielo, il cielo
si perde il pensiero quando guardo il cielo
Lucio Dalla
Siamo, nell’Unione europea, alla «Tensione nei cieli…»[1], che addirittura evoca «La battaglia dei cieli»[2]. E il commissario europeo alla difesa Andrius Kubilius sostiene l’iniziativa – considerata «una priorità» – Eastern Flank Watch (cosiddetto “muro anti-droni”) di rafforzamento del confine orientale dell’UE, discutendone con 10 Stati membri[3] in attesa del passaggio mercoledì al Consiglio europeo di Copenhagen, in riunione informale[4].
Mi vien da ricordare Durante, figlio di Alighiero degli Alighieri, comunemente conosciuto come Dante. Quello della Commedia. Divina. Quello che per esagerare, a parte l’esigenza di uscir dalla propria creazione «a riveder le stelle»[5], nel Paradiso se n’è inventati nove, di cieli. Il cielo della Luna, di Mercurio, di Venere, del Sole, di Marte, di Giove, di Saturno, per chiudere col cielo stellato (quello delle “stelle fisse”, col trionfo di Cristo e Maria) e col cielo cristallino (cosiddetto “Primo mobile” – il più veloce – col trionfo degli angeli). Ma certo si tratta (chissà …) di creazione poetica, chiusa con l’Empireo (sede di Dio circondato dalla rosa dei beati e residenza delle gerarchie angeliche distribuite in nove cerchi di fuoco), e infine auspicando quell’«amor che move il Sole e l’altre stelle»[6].
Dunque a parte il poi sincopato nome di battesimo del Sommo Poeta, ch’è pur benaugurante di perseveranza, ricordiamo anche il drammaturgo che faceva dire ad Amleto «ci sono più cose in cielo e in terra … di quante ne conosca la tua filosofia»[7]. Cosicché, scendendo dai tanti possibili cieli all’unica Terra che abbiamo (in attesa della colonizzazione della Luna[8] e della conquista di Marte[9]), confrontiamoci oggi addirittura con la “guerra ibrida”, che impiega e mescola elementi di svariate, diverse, tipologie di guerra, come appena accaduto in Moldova[10] in vista delle elezioni politiche della scorsa Domenica (dies Domini) 28 settembre.
Il fatto è che l’UE non da ora si attiva riguardo alle “minacce ibride”[11]; ma vorrei piuttosto tornare ai cieli per trarne specifiche considerazioni d’attualità.
Veniamo quindi a noi, che stiamo sotto i cieli, sotto il cielo, e al cielo guardiamo.
Mentre appunto droni, ma anche aerei militari, attacchi informatici, avvertimenti vari allertano in Polonia, Romania, Estonia, Danimarca, Norvegia, Svezia, ecc., le difese nazionali e NATO dell’Europa, con contributo operativo italiano[12], siamo alle parole ripetute della necessità di far fronte alle impellenti esigenze, in questa parte di mondo, con «una nuova velocità, una nuova scala e nuova intensità»[13]. L’Unione europea «non tiene il passo»[14], anzi per qualcuno siamo di fronte a un’«Europa a passo di gambero»[15].
Così, con riferimento a quanto sta accadendo nei cieli europei, anche Igor ZhovKva, vice capo ufficio della Presidenza ucraina, ricorda che «non si tratta solo della sicurezza dell’Ucraina» ma «dobbiamo unire i nostri sforzi per rendere possibile uno scudo celeste intorno all’intero continente», Ucraina compresa[16]. Si constata «La guerra di Putin contro l’Europa»[17], mentre nel nostro Paese fa polemica «L’allarme del ministro [Crosetto]: “Lo scudo italiano pronto solo dal 2031”»[18].
Se «l’urgenza spinge la spesa per la difesa»[19], giacché «La Nato di fatto è in guerra»[20], non sto qui a ripetere quanto il Movimento europeo in Italia, fra l’altro in queste Newsletter, sottolinea su ReArmEU, Readiness 2030, S.A.F.E.[21], giacché «Viviamo in tempi molto pericolosi» e «l’Ue deve essere pronta a difendersi anche da sola»[22].
Riaffermo pertanto la necessità di un «esercizio monacale», secondo quanto emerso nel documento redatto al monastero di Camaldoli lo scorso sabato 13 settembre[23]. Un esercizio che contribuisca – rapidissimamente – a far sì che almeno «Un gruppo di Stati inizi a federarsi»[24] in Europa (in un continente dove, a parte ovviamente … la Federazione russa (!), c’è la Germania appunto federale, il Belgio in situazione forse anche più federalmente pronunciata, la Svizzera che manifesta sotto il formalismo d’esser confederazione la sostanza della federazione).
Del resto proprio in Svizzera già nel 2023 si ragionava sulla partecipazione, anche in considerazione del proprio status di neutralità[25], a uno “scudo celeste” europeo protettivo[26]. Ne è sviluppata una dichiarazione di adesione elvetica all’European Sky Shild Initiative (ESSI). Si tratta di «un progetto che mira a creare un’architettura di difesa missilistica condivisa tra i Paesi europei, fondendo le tecnologie antimissilistiche già impiegate da Israele e dagli Stati Uniti. Questo progetto, a guida tedesca, è dunque il tentativo più ambizioso dell’Europa di colmare le lacune critiche della difesa aerea messe in luce dalla guerra della Russia in Ucraina. Sebbene l’ESSI segni una crescente integrazione continentale delle politiche di difesa, comporterebbe dipendenza da sistemi non europei, e si insinua nel tema delle tensioni irrisolte tra gli obblighi della NATO e le politiche di neutralità di alcuni Stati membri dell’UE»[27]. Dell’iniziativa, che vede a luglio di quest’anno la presenza di 24 Paesi[28], sono peraltro partecipi appunto anche Stati non membri dell’Unione come la Svizzera. Non ne è parte l’Italia[29].
Il tema è strettamente compreso in quanto, sempre in queste Newsletter, l’Editoriale di P.V. Dastoli la settimana scorsa rammentava: l’esigenza di (rapidissimi) fatti concreti da svolgere nella sopra indicata direzione federale, magari cominciando da assise tra parlamenti di Stati europei a quell’obiettivo (la federazione) finalizzati[30].
Intanto l’Unione europea ha intrapreso da tempo pure l’iniziativa denominata «Cielo unico europeo (Single European Sky – SES)», oggi arrivata al regolamento (UE) 2024/2803, con l’obiettivo di «migliorare l’efficienza complessiva delle modalità di regolamentazione, organizzazione e gestione dello spazio aereo europeo e della fornitura dei servizi di navigazione aerea»[31]. Il regolamento in questione è allineato all’altro regolamento (UE) 2018/1139, «recante norme comuni nel settore dell’aviazione civile, che istituisce un’Agenzia dell’Unione europea per la sicurezza aerea»[32]. Il regolamento del 2024 «stabilisce norme per l’istituzione e l’efficace funzionamento del cielo unico europeo al fine di rafforzare il livello di sicurezza del traffico aereo, di contribuire allo sviluppo sostenibile del sistema di trasporto aereo e di migliorare le prestazioni globali della gestione del traffico aereo e dei servizi di navigazione aerea per il traffico aereo generale in Europa, con l’obiettivo di rispondere alle esigenze di tutti gli utenti dello spazio aereo. Il cielo unico europeo prevede una rete paneuropea coerente, uno spazio aereo progressivamente più integrato e sistemi di gestione della rete e del traffico aereo basati su sicurezza, efficienza, interoperabilità e modernizzazione tecnologica, a beneficio di tutti gli utenti dello spazio aereo, dei cittadini e dell’ambiente»[33]. Subito si specifica[34] che l’applicazione del regolamento «lascia impregiudicate la sovranità degli Stati membri sul proprio spazio aereo e le prescrizioni degli stessi in materia di ordine pubblico, pubblica sicurezza e difesa». Il «regolamento non contempla operazioni e addestramento militari. È assicurato il coordinamento con le autorità militari al fine di individuare e affrontare i potenziali effetti dell’applicazione del … regolamento sulle attività militari».
* * *
Resta in conclusione la possibilità di far festa, prima o poi, con San Michele arcangelo, principe delle milizie celesti, che viene celebrato dalla Chiesa cattolica il 29 settembre. Per dire finalmente con l’altro principe, Andrej Bolkonsky, a terra gravemente ferito dopo la battaglia di Austerlitz: «Che silenzio, che calma, che solennità! Com’è tutto diverso da quando correvo … com’è diverso da quando noi correvamo, gridavamo e ci battevamo … Come sono diverse queste nuvole che corrono nel cielo alto e sconfinato. Come mai prima non lo vedevo questo cielo sublime? E come sono felice di averlo finalmente conosciuto. Sì! Tutto è vano, tutto è inganno al di fuori di questo cielo infinito»[35].
Restano le possibilità offerte dalle sette sante benedizioni per ottenere la protezione divina. La prima delle sette è la «benedizione della potenza del Padre Celeste, della sapienza del Figlio Divino e dell’amore dello Spirito Santo»[36]. Giacché una potabile prospettiva del comportamento umano è quella di agire tamquam si Deus esset, non tamquam non esset.
Il problema è: quale Dio?
DINO G. RINOLDI
[1] Così nel titolo centrale di prima pagina del Corriere della Sera del 26 settembre 2025.
[2] Così nel titolo centrale di prima pagina di la Repubblica del 26 settembre 2025.
[3] Bulgaria, Danimarca, Estonia, Ungheria, Lettonia, Lituania, Polonia, Romania, Slovacchia e Finlandia.
[4] V. F. Basso, Bruxelles: un «muro anti-droni»…, in Corriere della Sera del 27 settembre 2025, pp. 14-15.
[5] Inferno, canto XXXIV, verso 139.
[6] Paradiso, canto XXXIII, verso 145.
[7] W. Shakespeare, Amleto, atto I, scena I.
[8] V. E. Carelli, Occhi al cielo: la Luna cinese ridisegna il mondo, in lespresso.it, 22 agosto 2025. V. pure la nota successiva.
[9] V. A. Sarno, Eric Berger: ”Entro il 2039 sulla Luna, entro il 2050 su Marte. Tutto con SpaceX di Musk, in huffingtonpost.it, 25 settembre 2025.
[10] V. S. Vakulina, Mosca intensifica la guerra ibrida in Moldova : bot, propaganda e falsi decreti prima delle elezioni, in euronews.it, 24/09/2025. V., pure: Minacce ibride, in consilium.europa.eu/it aggiornato al maggio 2025.
[11] V. G. D’Agnone, L’Unione europea e le risposte alle ‘minacce ibride’, in Il Diritto dell’Unione europea (www.dirittounione europea.it), 31/07/2016.
[12] V. Perché gli F35 italiani si sono alzati a difesa dell’Estonia e come si sono svolte le operazioni, in Rainews.it, 20/09/2025.
[13] V. F. Santelli che in Affari & Finanza allegato a la Repubblica del 22 settembre ricorda, a p. 8 nell’articolo Energia, eurobond e mercato unico. Dove si è incagliato il Rapporto Draghi, le parole di quest’ultimo volte a fare il bilancio, pochi giorni fa, del proprio studio sulla competitività presentato all’Unione europea l’anno scorso.
[14] V. nota precedente.
[15] Così nel titolo dell’articolo di A. Puato e D. Manca a p. 1 dell’allegato L’Economia al Corriere della Sera del 22 settembre 2025.
[16] V. l’intervista di M. Serafini, «Serve uno scudo celeste sulla Ue, noi siamo esperti: investite nei nostri droni», in Corriere della Sera del 21 settembre 2025, pp. 4-5.
[17] Così il titolo dell’articolo di G. Catania, in valigiablu.it del 24 settembre 2025.
[18] Così il titolo dell’articolo di T. Ciriaco in la Repubblica del 16 settembre 2025, p. 7.
[19] V. il sottotitolo dell’articolo di F. Santelli già segnalato.
[20] Così già il titolo dell’articolo di M. Serafini nel Corriere della Sera del 16 settembre 2025, p. 6.
[21] V. riferimenti nel mio contributo nella Newsletter del 15 settembre di quest’anno.
[22] Così U. von der Leyen nell’intervista in la Repubblica del 21 settembre 2025, p.2.
[23] V. ancora, al riguardo, quanto complessivamente contenuto nella Newsletter appena ricordata, non solo nel mio contributo che nel titolo parla appunto di “esercizio monacale”.
[24] V. il titolo dell’articolo di A. Picariello, su Avvenire del 14 settembre 2025, p. 3.
[25] La Svizzera non è, come ben si sa, Stato membro dell’UE, pur essendovi legata da una serie di accordi. Stati membri dell’Unione europea con status di neutralità sono Austria, Irlanda e Malta.
[26] V. R. Krcmar, Lo “scudo celeste” per proteggere l’Europa dai missili piace anche alla Svizzera, in Ticino on line, 4 luglio 2023.
[27] V. G. Croce, L’Iniziativa Europea dello Sky Shield: difesa collettiva in un continente frammentato, in geopolitica.info, 06/03/2025.
[28] Albania, Austria, Belgio, Bulgaria, Repubblica Ceca, Danimarca, Estonia, Finlandia, Germania, Grecia, Ungheria, Lettonia, Lituania, Paesi Bassi, Norvegia, Polonia, Portogallo, Romania, Slovacchia, Slovenia, Svezia, Svizzera, Turchia, Regno Unito
[29] V. sopra, all’altezza dell’esponente di nota 18, l’allarme del Ministro Crosetto. Ma v. pure il titolo dell’articolo di M. Serafini a p. 8 del Corriere della Sera del 28 settembre 2025: Altri droni sospetti. La UE: guerra ibrida. E Zelensky: «L’Italia forse è la prossima». Forse.
[30] V. dello stesso Dastoli l’articolo Le assise interparlamentari sono la via obbligata per rifondare la democrazia europea, in Linkiesta del 20 settembre 2025.
[31] Notizie e testi al riguardo sono reperibili on line in Eur Lex, inserendo la denominazione dell’iniziativa, oppure in parlamentoeuropeo.it, inserendo la frase Note tematiche sull’Unione europea e subito dopo Trasporto aereo. Il cielo unico europeo.
[32] V. nota precedente.
[33] Art. 1.1 del regolamento.
[34] All’art.1.2.
[35] Lev Nikolajevič Tolstoj, Guerra e pace (Fonte: https://le-citazioni.it/frasi/1343430-lev-nikolajevic-tolstoj-che-silenzio-che-calma-che-solennita-come-tutt/).
[36] V. cautivoestrella.org/it/le-sette-sante-benedizioni/.
