1) Giorgia Meloni nel suo primo discorso pubblico non parla di Italia o di Stato ma di ”Nazione”. Le parole in politica pesano.
2) La riunione a Roma di conservatism international con il giovane nazionalista rampante francesco giubilei, l’ufficiale di collegamento in europa della Meloni fitto, gli orbaniani e i neofascisti di Vox è stata una significativa marcia europea su roma. Lollobrigida cognato della Meloni ha confermato la volontà di costituzionalizzare il primato del diritto nazionale e il presidenzialismo che piace anche a Calenda e Renzi. Come si fa a dire « ci vuole una soluzione europea in cui ognuno difende l’interesse nazionale » ?
3) In Lettonia le elezioni hanno consolidato il potere del primo ministro del ppe di Centro destra che per costituire un governo dovrà accordarsi con un partito conservatore e riformista (per intenderci il partito presieduto da Giorgia Meloni) e una specie di ”Lega” baltica. Una fotocopia del governo che verrà in Italia.
4) Chiari e scuri, anzi neri.
Il Foglio e Domani danno spazio alla riunione romana della rete Italian Conservatism promossa da Nazione Futura e dalla Fondazione Tatarellla, un ritrovo di convinti sovranisti che passano dai seguaci di Viktor Orban al partito neofascista spagnolo Vox. Dal chiaro del nuovo europeismo di Giorgia Meloni allo scuro del nazionalismo esasperato dove la comune fede sovranista si annacqua quando si discute di Ucraina e Russia, di sanzioni e Putin e del prezzo del gas. Non sarà facile per Giorgia Meloni far quadrare il cerchio delle necessarie alleanze nel Consiglio europeo e la variegata famiglia sovranista dentro e fuori Strasburgo.
5) Chiari e scuri, anzi neri/2
Consigliamo la lettura illuminante di Luciano Capone su Il Foglio dedicata ai « fratelli del MES » che ci chiarisce le idee sulla strada strettissima di Giorgia Meloni fra la dura opposizione alla ratifica della revisione del MES su cui si sono spesi in governi differenti Giovanni Tria, Roberto Gualtieri e Daniele Franco e la necessità di confermare la credibilità dell’Italia nell’Unione europea per ottenere aiuti di cui avremo certamente un drammatico bisogno quando peggiorerà la nostra situazione economica e finanziaria. Movimento europeo
6) Siamo tutti convinti che le sfide concrete di fronte a cui si trova l’Europa non possono essere affrontate con efficacia e con metodo democratico restando prigionieri di un trattato firmato quindici anni fa. siamo anche convinti che non basta modificare questo o quell’articolo del Trattato per rendere l’Unione europea più efficiente e democratica. Sappiamo che i governi – che sono i maggiori responsabili della paralisi – non hanno nessuna intenzione di dare seguito alla modesta proposta del parlamento europeo per convocare una convenzione che potrà solo fare delle raccomandazioni ad una conferenza intergovernativa, una situazione evidente che rende incomprensibile l’ostinazione di una maggioranza dell’Uef a sostenere l’idea della convenzione. Pur con le sue difficoltà la strada costituente appare come l’unica in grado di aprire il cantiere del superamento del trattato di Lisbona. La forza democratica del progetto Spinelli del 1984 (del suo contenuto e del suo metodo) si è materializzata nel fatto che esso non è stato totalmente ignorato ma che pezzo dopo pezzo le sue innovazioni sono state inserite progressivamente nei trattati successivi cosicché oggi è stato calcolato che l’80% di quelle innovazioni fanno parte dei trattati rendendo quel progetto ben superiore alla modesta e inutile dichiarazione di Stoccarda. Il metodo immaginato allora dal parlamento europeo era fondato sull’idea che il suo progetto dovesse essere sottomesso direttamente ai parlamenti nazionali come prevede la convenzione di Vienna sui trattati, che avrebbero dovuto fare osservazioni e critiche e che il successivo parlamento europeo avrebbe dovuto redigere un testo definitivo da sottoporre ad un referendum paneuropeo con la clausola (art. 82) che il progetto sarebbe entrato in vigore in una maggioranza qualificata di paesi e di popoli e che questa maggioranza avrebbe negoziato le relazioni con chi non lo aveva ratificato. Il tempo e tiranno e il parlamento europeo discusse solo con i parlamenti tedesco, belga e italiano che dettero il loro sostanziale consenso ma non ebbe il tempo di discuterlo con i parlamenti irlandese, greco, danese, lussemburghese, francese, inglese e olandese i cui deputati europei lo avevano accettato a maggioranza (ivi compresi i conservatori britannici) perché la legislatura fu interrotta dalle elezioni europee del 1984 e il progetto fini nelle mani del solito comitato di “saggi” (il comitato dooge) che ne accettò il contenuto con l’opposizione britannica danese greca ma non il metodo. Le battaglie politiche si perdono se si rinuncia in partenza a farle piegandosi ad un apparente realismo o facendo prevalere un pessimismo nichilista. Se le battaglie politiche si fanno si possono perdere o vincere ma lasciano sempre delle tracce come lo è stato il progetto Spinelli del 1984 per chi vorrà rilanciarle quando le circostanze come quelle odierne lo richiedono. Chi fra le amiche e gli amici di Facebook e le amiche e gli amici degli amici e delle amiche di Facebook è pronto a moltiplicare e tradurre sui loro profili. Questo messaggio per partecipare attivamente a questa battaglia ? Potete trovare sul sito del movimento europeo www.movimentoeuropeo.it tutti i materiali necessari per dare motivazioni e Idee alla vostra battaglia manifestando il vostro interesse a partecipare.
7) Il vertice dei Ministri dell’energia del 30 settembre è stato insoddisfacente, poiché si è limitato ad approvare le misure annunciate a Strasburgo da Ursula von der Leyen, così come è stato inadeguato il ruolo della Commissione.
Sono stati approvati il taglio dei consumi, il tetto agli extraprofitti per i produttori di elettricità non da gas e un contributo di solidarietà per i produttori di combustibili fossili, ma è mancata una risposta Europea forte e congiunta.
Rompere il fronte sulle misure nel settore dell’energia è un errore, mentre la Russia porta la tensione a un livello ancora più alto con l’illegale annessione di alcune regioni ucraine e la sicurezza del sistema energetico europeo è messa a rischio dagli incidenti ai gasdotti nel mare del Nord.
In questo scenario avremmo avuto bisogno che l’Unione continuasse ad agire in maniera unitaria anche sui prezzi del gas. Le azioni dei singoli Stati membri per definire tetti ai prezzi del gas interni, coperti con le risorse pubbliche, rischia di aumentare la speculazione di chi vuole mettere in difficoltà l’Unione attraverso prezzi del gas astronomici che i bilanci pubblici non possono arrivare a compensare, non dappertutto, non per tutti. La Commissione europea dovrebbe gettare il cuore oltre l’ostacolo e mettere una proposta sul tavolo del Consiglio affinché si possa avere una discussione concreta e precisa.
Eurodeputati PD Socialists and Democrats Group in the European Parliament
8) Il 12 marzo 1938 il nazista Adolf Hitler impose all’Austria l’annessione (Anschluss in tedesco) con l’obiettivo di ricostruire – disse – la cosiddetta Grande Germania o piuttosto un mostro giuridico sottomesso alla spietata violenza.
Adolf Hitler non si fermò all’annessione dell’Austria ma scatenò due anni dopo il secondo conflitto mondiale per costituire il mostro del Terzo Reich con la complicità del fascista Benito Mussolini e degli altri regimi fascisti che si costituirono in Europa dopo la farsa drammatica della marcia su Roma.
Ottantaquattro anni dopo il neo-nazista Vladimir Putin ha compiuto con la sopraffazione un altro Anschluss per creare il mostro della cosiddetta Grande Russia e ha annunciato che le sue folli mire imperialiste non si fermeranno qui.
Questo Anschluss è stato condannato dal Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ma la comunità internazionale deve agire con forza per ottenere l’Auschuss e impedire altri Anschluss.
9) Francesco Lollobrigida ribadisce su Il Foglio che la modifica della Costituzione non può essere un tabù ricordando le modiche adottate dal 1948 ad oggi.
Francesco Lollobrigida coglie l’occasione per ricordare le proposte del suo partito sul presidenzialismo e sul rapporto fra diritto nazionale e diritto europeo.
Sul presidenzialismo (in Italia e in Europa) stata diffusa una lettera aperta firmata da autorevoli costituzionalisti e esperti europei e invitiamo a leggerla sul sito del movimento europeo www.movimentoeuropeo.it.
Sul primato del diritto Francesco Lollobrigjda, il suo partito e tutti i membri della Camera e del Senato sappiano che la traduzione nella costituzione italiana di orientamenti emersi ma fortemente differenziati davanti ad alcune Corti costituzionali nazionali che fanno prevalere il diritto nazionale su quello europeo metterebbe in discussione la natura essenziale dell’Unione a cominciare dal mercato interno, dall’’uguaglianza fra i cittadini e dalla parità tra Stati membri.
Se fosse approvata questa modifica della Costituzione sarebbe un primo passo verso l’uscita dell’Italia dall’Unione europea (Italexit).
10) Lunedì 3 ottobre è stata la giornata internazionale dedicata alle vittime dell’immigrazione che una parte di questo paese celebra in memoria di tanti sventurate e sventurati che hanno perso la vita semplicemente il 3/10/2016 in uno dei peggiori naufragi del Mediterraneo perché colpevoli di cercare un futuro per sé o propri figli e coniugi. Spesso solo un futuro, non un futuro migliore, non condizioni di vita degne della civiltà del terzo millennio. Non spesso solo la mera alternativa alla morte per inedia o per disastri climatici o per persecuzioni religiose, etniche, di genere o politiche.
Una parte soltanto del nostro Paese celebra questa giornata perché essa è “divisiva”: una parte propone di risolvere il problema affondando i barconi dei “clandestini” o instaurando un blocco navale che impedisca loro di avvicinarsi al suolo del bel paese dove il si risuona, una parte infine, affidandosi ai meccanismi del patto sulle migrazioni elaborato dalla Commissione Europea che prevede diverse misure inaccettabili su cui mi/ci sono/siamo già soffermato nei mesi passati, ritiene che i migranti debbano presentare le loro domande di protezione fuori dai confini nazionali Queste tre parti del paese, unite tra loro. come l’antica Gallia oggi costituiscono un unico blocco che ha la maggioranza legale del Parlamento. Ma probabilmente non rappresenta la maggioranza del Paese, dove ong, chiese, terzo settore ricordano il significato del 3 ottobre e lo possono collegare alla memoria della nostra emigrazione, passata e presente, dei vecchi e dei giovani “cervelli in fuga”, alle tematiche della pace, ora che il conflitto nucleare conseguente all’invasione dell’Ucraina sembra essere sempre più spesso minacciato o addirittura evocato e infine alla tematica ambientale che già provoca e sempre più provocherà espulsione di popolazioni al cui confronto i milioni di profughi ucraini sembreranno un rivolo a confronto di un grande fiume…
Una rete piccola, senza potere come Grei250, come la nostra, non ha molti spazi di agibilità in questa situazione. Ma, se possibile, adoperiamoci per ricordare la giornata di domani, partecipiamo alle iniziative laddove si realizzeranno , chiediamo che la giornata internazionale del 3 ottobre in memoria delle vittime della migrazione sia celebrata degnamente, come il 1 maggio, l’8 marzo e non attaccata, vilipesa o semplicemente dimenticata da chi si appresta a governare il nostro Paese.
11) Anche in Bulgaria prevalgono nel voto le forze conservatrici come in Lettonia ma il voto lascia il paese nella confusione e nella impossibilità di formare un governo stabile con il rischio di quarte elezioni in due anni all’inizio ddl 2023.
In questa situazione il presidente della Repubblica Razov, molto vicino a Mosca, potrebbe assumere il controllo politico del paese fino a nuove elezioni.
