CARE LETTRICI E CARI LETTORI
La nostra newsletter settimanale Noi e il futuro dell’Europa è stata concepita per contribuire ad una corretta informazione sull’Unione europea e partecipare al dibattito sulla riforma dell’Unione, così come abbiamo fatto durante la Conferenza sul futuro dell’Europa e come continueremo a fare per la nuova legislatura europea.
Ecco l’indice della nostra newsletter di oggi:
– Editoriale, che esprime l’opinione del Movimento europeo su un tema di attualità
– Bando di concorso “Immagini per il futuro dell’Europa”
– Petizione al Parlamento europeo
– Rubrica “Attiriamo la vostra attenzione“
– SPECIALE 9 MAGGIO – Festa dell’Europa
– La settimana del Movimento europeo
– Eventi principali, sull’Europa in Italia e Testi in evidenza
Siamo come sempre a vostra disposizione per migliorare il nostro servizio di comunicazione e di informazione e per aggiungere vostri eventi di interesse europeo nella speranza di poter contare su un vostro volontario contributo finanziario.
L’EDITORIALE
Il coraggio della speranza
e la necessità di una pacifica rivoluzione europea
Uno storico italiano – che non ama la storia, che non la conosce o che ama distorcerla ad uso e consumo del suo antistorico patriottismo – scrisse nel 2017 in occasione dei sessanta anni dalla firma dei Trattati di Roma che “il processo di integrazione europea è il frutto di decenni di improvvisazioni”.
Jean Monnet – uno dei genitori del processo di integrazione europea – aveva invece dichiarato che “l’Europe se fera dans les crises et elle sera la somme des solutions apportées à ces crises”.
Il Ministro della cultura francese Jacques Lang attribuì poi nel 1982 a Jean Monnet una frase, lontana dalla sua idea di quel processo, che “si c’était à refaire, je commencerai par la culture” e questa frase fa ora mostra di sé in libretti di aforismi apocrifi del mancato commerciante di cognac.
Le tappe del processo di integrazione europea nel passato, nel drammatico presente e nell’incerto futuro ci confermano che quel processo non è stato il frutto di improvvisazioni, che esso è progredito attraverso le crisi ma che a volte – come tutte le costruzioni umane per natura fragili che non sono protette da una superiore provvidenza – ha rischiato di arrestarsi o di rivoltarsi indietro verso un continente bellicoso nella difesa di sovranità assolute e degli Stati nazione sapendo, come disse François Mitterrand, che “le nationalisme c’est la guerre”.
Poiché le università sono il luogo delle culture e dunque delle identità europee, pensiamo che Jean Monnet non avrebbe mai iniziato il suo viaggio europeo partendo da questi luoghi avendolo avviato invece a partire dall’idea di una amministrazione sovranazionale a cui affidare il compito di “realizzazioni concrete per creare una solidarietà di fatto”.
Molti anni dopo quel viaggio Jacques Delors – che di Jean Monnet fu interprete con il suo “metodo dell’ingranaggio” – fu attratto invece dall’idea dei medioevali clerici vagantes chiamati a spostarsi nelle loro peregrinazioni accademiche per sfruttare lo “schema di azione comunitaria europea per la mobilità degli studenti universitari” che è conosciuto con l’acronimo ERASMUS.
Ulteriori passi in avanti in questa direzione potranno essere compiuti grazie alla iniziativa del Parlamento europeo, attualmente in discussione davanti alla commissione cultura e educazione, su “una nuova visione per una alleanza fra università”.
L’anno 1985 si aprì con il decennio di Jacques Delors e cioè di un architetto europeo che, al contrario dell’ape incapace di immaginare l’esito del suo lavoro, agì per far progredire il processo inventato da Jean Monnet adattandolo alle nuove sfide di un mondo in ebollizione.
Di Jacques Delors celebreremo il 20 luglio 2025 il centenario della sua nascita sottolineando che quel decennio ha regalato all’Europa un architetto che di Jean Monnet aveva ereditato il gradualismo e che ci ha lasciato frutti ancora acerbi di cui dobbiamo nutrirci nell’Europa del presente drammatico e del futuro incerto e cioè:
- il dialogo fra le coscienze religiose e umaniste per una fraternità operosa immaginata con il suo programma “un’anima per l’Europa” e ripresa da Papa Francesco con l’Enciclica Fratelli tutti, un dialogo scritto sulla carta del Trattato di Lisbona ma rimasto fermo in quella carta con un’idea valida ancora oggi su cui vogliamo richiamare la sensibilità e l’influenza del successore di Pietro,
- il dialogo fra i partner sociali iniziato a Val Duchesse nel 1985 ma ancora largamente incompleto nella prospettiva di una per ora inconsistente democrazia economica,
- la necessità di collegare la crescita equilibrata con la protezione dell’ambiente, del clima e della biodiversità al fine di realizzare la convergenza ecologica della società che fu al centro del Vertice della Terra nel 1992 e che più recentemente è stata oggetto dell’Agenda 2030, della Enciclica di Francesco Laudato Si e del Patto Verde Europeo,
- la visione geopolitica e non atlantista dell’Europa unita al servizio della pace nei rapporti fra le due parti del continente allora divise dalla Cortina di ferro che si avviavano verso un mutamento dopo l’arrivo di Michail Gorbaciov nel 1985 alla testa del PCUS, nelle relazioni con il Mediterraneo e con il continente africano,
- la necessità di combattere le distorsioni del mercato unico per garantire una prosperità condivisa,
- la moneta unica come strumento di una politica economica sovranazionale,
- un bilancio ambizioso sulla base di un piano pluriennale, come tramite per la redistribuzione fra le regioni povere e le regioni ricche, finanziato da risorse proprie e da debito comune.
Se riflettiamo attentamente su questi frutti acerbi e li mettiamo sui tavoli dei nostri dibattiti sul futuro dell’Europa possiamo comprendere il sentimento di frustrazione dell’architetto Delors, figlio nello stesso tempo dell’internazionalismo socialista e dell’universalismo cristiano a conclusione dei negoziati che, a partire dal Consiglio europeo di Milano nel giugno 1985, portarono agli accordi intergovernativi dell’Atto Unico Europeo nel febbraio 1986:
- per il silenzio sulla dimensione geopolitica dell’Europa unita di fronte ad un continente in ebollizione,
- per la reticenza priva di preveggenza sulla convergenza ecologica,
- per l’inadeguatezza della dimensione sociale,
- per la mancanza di strumenti giuridici essenziali nella lotta alle distorsioni del mercato unico di cui esistono ancora barriere fisiche, fiscali, economiche e tecnologiche a quaranta anni dalla denuncia dei “costi della non-Europa”,
- per un sistema bizantino nella ricerca di un sistema istituzionale che fosse efficace nel superamento del voto all’unanimità, efficiente nei poteri di governo dell’esecutivo europeo e democratico nella corresponsabilità politica e legislativa attraverso il controllo parlamentare.
La frustrazione di Jacques Delors nacque dalla convinzione che era stato tradito dai governi il suo trittico fra il progetto, un metodo adeguato alla sua realizzazione e un’agenda precisa ed ambiziosa.
Altiero Spinelli, sulla soglia della sua ultima battaglia politica e di vita, aveva avvisato Jacques Delors di questi pericoli dicendogli “Sachez oser Monsieur Delors” con riferimento alle battaglie del Parlamento europeo per un bilancio ambizioso e per la legittimità democratica dell’integrazione europea.
I discorsi di Altiero Spinelli al Parlamento europeo dal luglio 1985 al gennaio 1986, pubblicati da Il Mulino nel 1987, ci consegnano le sue “invettive dantesche” sulla frammentarietà, la provvisorietà e l’inadeguatezza delle decisioni confederali dei governi nazionali di cui paghiamo ancora oggi le conseguenze.
Altiero Spinelli parlava a nome dell’ampia maggioranza dell’Assemblea che aveva approvato a Strasburgo il 14 febbraio 1984 il “progetto di Trattato che istituisce l’Unione europea” per cambiare i Trattati di Roma del 1957 secondo un metodo ed una agenda costituenti.
Altiero Spinelli parlava anche a nome di oltre centomila cittadine e cittadini europei che avevano risposto in Piazza Castello a Milano all’appello delle organizzazioni federaliste a sostegno dell’iniziativa parlamentare rivolgendosi ai Capi di Stato e di governo chiusi nel Castello Sforzesco.
Il “progetto Spinelli” aveva rotto il tabù della immodificabilità dei trattati di cui i Governi si consideravano e si considerano tuttora gli unici depositari e la mobilitazione popolare ha influito sulla decisione di una maggioranza di Capi di Stato e di governo che superò i veti britannico, danese e greco.
Spetta a noi analizzare quel che avvenne a Milano nel giugno 1985 dentro e fuori dal Palazzo, mettere a confronto il progetto del Parlamento europeo e il risultato del negoziato fra i Governi, giudicare quel che è avvenuto successivamente nel processo di integrazione europea a cominciare dalla Carta europea dei diritti fondamentali firmata a Nizza 25 anni fa, riflettere sulle prospettive future di un processo costituente verso un’Europa federale avendo il coraggio della speranza per gettare le basi di una “alleanza sociale” e la determinazione di una pacifica rivoluzione europea secondo il messaggio dei confinati antifascisti di Ventotene che scrissero nel 1941 il “progetto di un manifesto per una Europa libera e unita”.
Roma, 5 maggio 2025![]()
EUROPA DEI DIRITTI
La cittadinanza europea come base e motore della democrazia sovranazionale. Il senso ed il significato della recente sentenza della Corte di giustizia
1. Il 29 aprile la Corte di Giustizia (nella sua composizione più alta della Grande Sezione) ha emesso una vibrante sentenza (C-181/23, Commissione europea contro Malta) sulla nozione di cittadinanza dell’Unione e sul rilievo cruciale nel processo di integrazione di tale nozione introdotta nel Trattato di Maastricht nel 1992, anche – come suggerirono negli anni 90 molti commentatori – in quanto elemento di bilanciamento (unitamente all’introduzione di un Protocollo sull’azione sociale) dell’intensificazione degli aspetti di tipo funzionalistico ed economico dell’UE (realizzati con il citato Trattato) con il lancio di una politica monetaria che avrebbe, in poco meno di un decennio, portato al varo della moneta unica e la stipula di un Patto di stabilità per la sorveglianza macroeconomica dei bilanci nazionali. Da quel che ricordo- rimandando sul punto ad un esame più dettagliato di questa sentenza del 29 aprile- mancano precedenti per queste affermazioni così nette di natura costituzionale. La nozione di cittadinanza europea ha avuto, sin dalla sua introduzione, riscontri applicativi importanti in vari settori ad esempio nel rafforzare la pretesa antidiscriminatoria dei cittadini europei ad usufruire di sussidi economici a carattere non contributivo se residenti a scopi lavorativi in altri paesi membri, secondo una coraggiosa giurisprudenza garantista della Corte di giustizia, poi attenuata dopo le polemiche sul pericolo di cosidetto “ turismo sociale” in Gran Bretagna ed altrove che portarono, nonostante gli accomodamenti giurisdizionali, alla Brexit ([1]). Analogamente la cittadinanza sovranazionale ha avuto un ruolo (anche in questo caso giurisprudenziale) importante per circoscrivere i casi nei quali, dopo i primi tre mesi, un cittadino di un paese membro che viva in altro member state può essere riportato forzatamente nel paese originario di appartenenza([2]). Tuttavia il diritto ai soccorsi economici per i residenti in stato di difficoltà in altri paesi membri o a non essere trasferito (anche se incapiente) nel paese di origine dopo tre mesi, in connessione con lo status di cittadino dell’Unione, si esprimono in ambiti che riconducono ad aspetti tradizionali di natura economico- funzionalista del processo di integrazione come la libertà di circolazione nelle sue varie dimensioni. Il divieto di commercializzare l’attribuzione di cittadinanza di uno stato membro, invece, nella sentenza del 29 aprile che qui commentiamo è giocata dalla Corte di giustizia sul piano squisitamente democratico-partecipativo in relazione alla salvaguardia dei principi (come la solidarietà e la leale collaborazione tra paesi membri) e dei valori costituitivi dell’identità dell’UE e delle sue linee di sviluppo ([3]). Se prima la cittadinanza UE rappresentava un vettore per rendere effettiva la liberà circolazione in Europa oggi la Corte afferma a tutto tondo che “la cittadinanza dell’Unione costituisce una delle principali concretizzazioni della solidarietà, che è alla base stessa del processo di integrazione …., facendo parte, di conseguenza, dell’identità dell’Unione in quanto ordinamento giuridico peculiare, accettato dagli Stati membri a condizione di reciprocità” (punto 93)
2. Ma andiamo, sia pur sinteticamente, per ordine. A seguito di una modifica del 2020 della legge sulla cittadinanza, Malta adottava una normativa che stabiliva l’acquisizione della cittadinanza di quel paese a cittadini di paesi terzi, privi di legami con il territorio, per aver reso “servizi eccezionali” tramite investimenti diretti. Gli investitori stranieri potevano così chiedere di essere naturalizzati qualora sussistessero una serie di requisiti principalmente di natura finanziara (versamento di una somma tra le 600.00 e le 750.000 euro, acquisto di una casa a Malta di una certa importanza, residenza-meramente legale non effettiva- da 12 mesi riducibile a 3 mesi con il versamento di altri 150.000 euro etc.) La Commissione europea riteneva (dopo una complessa e puntigliosa istruttoria anche sulle modalità di applicazione della legge del 2020) che questa normativa violasse il diritto dell’Unione in quanto introduceva una “commercializzazione“ della concessione della cittadinanza maltese che comporta automaticamente l’acquisizione dello status di cittadino europeo con i correlati diritti sanciti nei Trattati, in violazione degli artt. 4.3 TUE (sul principio di leale collaborazione cui sono tenuti gli stati) e dell’art. 20 TFUE che disciplina la cittadinanza europea come derivata dall’acquisizione di quella degli stati appartenenti all’Unione.
La Corte di giustizia ha accolto in toto l’impostazione del ricorso della Commissione dichiarando che “avendo introdotto e attuato il programma di cittadinanza tramite investimento del 2020, che è assimilabile ad una commercializzazione della concessione di cittadinanza di uno stato membro, nonché per estensione, dello status di cittadino dell’Unione Malta ha volato il diritto dell’Unione“ per cui Malta sarà obbligata a cancellare la legislazione del 2020 se non vuole rischiare serie conseguenze anche in termini di severe sanzioni da parte degli organi dell’Unione.
Per dimostrare la violazione dell’art. 20 TFUE e dell’art. 4.3. del TUE nell’esercitare la competenza, pur spettante allo Stato maltese, di determinare le condizioni per accedere alla nazionalità la Corte ricorda i benefici che lo status di cittadino europeo (derivante in via automatica da quello di cittadino di uno stato membro) consente di acquisire:
occorre rilevare, anzitutto, che, conformemente al tenore letterale stesso dell’articolo 3, paragrafo 2, TUE, l’Unione offre ai suoi cittadini uno spazio di libertà, sicurezza e giustizia senza frontiere interne, in cui sia assicurata la libera circolazione delle persone, resa possibile dall’esistenza di misure appropriate per quanto concerne i controlli alle frontiere esterne, l’asilo, l’immigrazione, la prevenzione della criminalità e la lotta contro quest’ultima; a tal riguardo, la Corte ha chiarito che tanto il principio della fiducia reciproca tra gli Stati membri quanto il principio del mutuo riconoscimento, che si fonda sul primo di tali principi, rivestono, nel diritto dell’Unione, un’importanza fondamentale, dato che consentono la creazione e il mantenimento di tale spazio senza frontiere interne…;si inserisce nella realizzazione di tale spazio senza frontiere interne il diritto, conferito direttamente a qualsiasi cittadino dell’Unione dall’articolo 20, paragrafo 2, lettera a), e dall’articolo 21, paragrafo 1, TUE, di circolare e di soggiornare liberamente sul territorio degli Stati membri, e di cui la direttiva 2004/38/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 29 aprile 2004, relativa al diritto dei cittadini dell’Unione e dei loro familiari di circolare e di soggiornare liberamente nel territorio degli Stati membri, mira, secondo giurisprudenza costante, ad agevolare l’esercizio…tale diritto trova, del resto, specifica espressione nell’articolo 45 TFUE relativo alla libertà di circolazione dei lavoratori, nell’articolo 49 TFUE relativo alla libertà di stabilimento e nell’articolo 56 TFUE relativo alla libera prestazione di servizi” ( punti 83-88).
Ma ci pare che l’enfasi della sentenza non sia su questi diritti ed opportunità di matrice economica ma sui diritti di partecipazione che rendono effettiva la formula della democrazia rappresentativa (valore fondativo dell’Unione) nella cornice europea che, secondo la lettura del migliore costituzionalismo pro-europe, ([4]) non sostituisce quella nazionale ma la integra e l’aggancia in un sistema autonomo più ampio sovra-nazionale, sia pure con modalità ancora imperfette e da completare in una radicale riforma costituzionale di tipo federale. La Corte infatti afferma piuttosto solennemente che:
Inoltre, i cittadini dell’Unione godono di diritti politici che garantiscono la partecipazione degli stessi alla vita democratica dell’Unione, di cui agli articoli 10 e 11 TUE e che sono concretizzati negli articoli 20, 22 e 24 TFUE. Si tratta, segnatamente, del diritto di presentare un’iniziativa dei cittadini, del diritto di presentare petizioni al Parlamento, del diritto di ricorrere al Mediatore, del diritto di rivolgersi alle istituzioni e agli organi consultivi dell’Unione in una delle lingue ufficiali dell’Unione, nonché del diritto di voto e di eleggibilità alle elezioni al Parlamento e alle elezioni comunali nello Stato membro in cui i cittadini risiedono, alle stesse condizioni dei cittadini di detto Stato…A tal riguardo, esercitando i diritti politici loro conferiti dagli articoli 10 e 11 TUE, i cittadini dell’Unione partecipano direttamente alla vita democratica dell’Unione. Infatti, il suo funzionamento si fonda sulla democrazia rappresentativa, la quale concretizza il valore della democrazia che costituisce, in virtù dell’articolo 2 TUE, uno dei valori sui quali l’Unione si fonda…. Ne consegue che l’esercizio da parte degli Stati membri della loro competenza per definire i requisiti per la concessione della cittadinanza di questi ultimi incide sul funzionamento dell’Unione in quanto ordinamento giuridico comune. Infine, la cittadinanza dell’Unione garantisce altresì a ciascun cittadino di uno Stato membro, in un paese terzo in cui tale Stato membro non è rappresentato, il diritto, sancito all’articolo 20, paragrafo 2, lettera c), TFUE e concretizzato all’articolo 23 TFUE, alla tutela delle autorità diplomatiche e consolari degli altri Stati membri, alle stesse condizioni dei cittadini di questi ultimi (punti 88-90).
Questo mi pare il fulcro della storica decisione (punto 91):
“È alla luce di questi diversi diritti che la Corte ha dichiarato che le disposizioni relative alla cittadinanza dell’Unione figurano tra le disposizioni fondamentali dei Trattati che, inserendosi nel quadro del sistema peculiare dell’Unione, sono strutturate in modo da contribuire alla realizzazione del processo di integrazione che costituisce la ragion d’essere dell’Unione stessa e fanno quindi parte integrante del suo quadro costituzionale [v., in tal senso, parere 2/13 (Adesione dell’Unione alla CEDU), del 18 dicembre 2014, EU:C:2014:2454, punto 172]”.
Nell’esercitare la competenza di cui disponeva disciplinando le condizioni di accesso alla cittadinanza interna Malta ha violato l’art. 20 e l’art. 4.3 perché:
“uno Stato membro viola in modo manifesto la necessità di tale particolare rapporto di solidarietà e di lealtà, caratterizzato dalla reciprocità dei diritti e degli obblighi tra lo Stato membro e i suoi cittadini, e fa in tal modo venir meno la fiducia reciproca sulla quale si fonda la cittadinanza dell’Unione, in violazione dell’articolo 20 TFUE e del principio di leale cooperazione sancito all’articolo 4, paragrafo 3, TFUE, allorché introduce e attua un programma di naturalizzazione che si basa su una procedura avente natura di transazione tra lo Stato membro stesso e coloro che presentano una domanda a titolo di tale programma, in base alla quale la cittadinanza di detto Stato membro e, quindi, lo status di cittadino dell’Unione, è in sostanza riconosciuta in cambio di pagamenti o di investimenti predeterminati. Infatti, un siffatto programma è assimilabile a una commercializzazione della concessione dello status di cittadino di uno Stato membro e, per estensione, di quella dello status di cittadino dell’Unione, che è incompatibile con la concezione di tale status fondamentale che deriva dai Trattati. Inoltre, si deve ricordare che gli Stati membri sono tenuti a riconoscere gli effetti derivanti dall’attribuzione a una persona, da parte di un altro Stato membro, della cittadinanza di quest’ultimo al fine dell’esercizio dei diritti e delle libertà derivanti dal diritto dell’Unione… Orbene, una naturalizzazione avente natura di transazione, che è concessa in cambio di pagamenti o di investimenti predeterminati, non solo è contraria al principio di leale cooperazione, ma è anche tale da mettere in discussione la fiducia reciproca sottesa a tale obbligo di riconoscimento, dal momento che tale fiducia si basa sulla premessa in base alla quale l’attribuzione della cittadinanza di uno Stato membro è fondata su un particolare rapporto di solidarietà e di lealtà che giustifica la concessione dei diritti derivanti, tra l’altro, dallo status di cittadino dell’Unione”.
Riassumendo, anche le parti non riportate, il sistema voluto nei Trattati lascia agli stati disciplinare l’acquisizione della cittadinanza interna (che si converte automaticamente in quella europea) e si fonda su una solidarietà tra paesi basata sull’art. 4.3 e sulla connessa convinzione che l’uso di questa discrezionalità non arrivi a modalità abnorme e “mercativistiche” di commercializzazione della cittadinanza che sono chiaramente incompatibili con lo status di cittadino europeo e con quell’insieme di diritti di primaria importanza sia di ordine economico che di partecipazione politica connessi a tale status . La democrazia rappresentativa è peraltro un valore dell’Unione che deve essere salvaguardato a tutti i livelli ([5]).
La Corte dedica poi le ultime pagine ad esaminare gli elementi di prova acquisiti dalla Commissione per dimostrare che, in pratica, si trattava di una mera commercializzazione dell’acquisizione della cittadinanza fondata sull’erogazione da parte di generosi cittadini di paesi terzi di somme notevoli e sull’acquisito o l’affitto di una abitazione nell’isola di una certa importanza; la residenza per un periodo molto limitato aveva un carattere solo legale senza controlli di sorta e che quindi nei fatti neppure obbligava ad una permanenza stabile nell’isola etc.
Di conseguenza conclude la Corte:
“si deve dichiarare che, avendo introdotto e attuato il programma istituzionalizzato di cittadinanza tramite investimento del 2020, fondato sull’articolo 10, paragrafo 9, della legge sulla cittadinanza maltese, che istituisce una procedura di naturalizzazione avente carattere di transazione in cambio di pagamenti o di investimenti predeterminati e che è quindi assimilabile ad una commercializzazione della concessione della cittadinanza di uno Stato membro nonché, per estensione, di quella dello status di cittadino dell’Unione, la Repubblica di Malta è venuta meno agli obblighi ad essa incombenti in virtù dell’articolo 20 TFUE e dell’articolo 4, paragrafo 3, TUE”.
3. Pertanto, come detto, si tratta di una decisione di altissimo profilo che stringe in un unico orizzonte costituzionale la cittadinanza europea con i suoi benefici economici e con i suoi diritti di partecipazione politica, democrazia rappresentativa e protezione dei valori dell’Unione che va ben oltre la stigmatizzazione degli abusi affaristici della Repubblica di Malta e che rappresenta una sorta di programma anche costruttivo (e non solo garantista) dell’Unione di rafforzamento e promozione dello status di cittadino europeo, vettore privilegiato, per ripeterlo con la Corte del “processo di integrazione che costituisce la ragion d’essere dell’Unione stessa”. Speriamo serva anche ad aiutare la discussione nella sfera pubblica europea sull’opportunità di un Progetto di revisione costituzionale dei Trattati in senso federale che dia una piena effettività ai quei principi normativi costituzionali in senso habermasiano che la Corte ha enunciato il 29 aprile con molta forza e rigore.
Giuseppe Bronzini
Già Presidente della sezione lavoro della Corte di cassazione;
Segretario generale Movimento europeo-Italia
[1] Ci si riferisce in primis alla nota sentenza Dano della Grande Sezione dell’11.11.2014, C-333/13; cfr. S. Giubboni Diritto del lavoro europeo. Una introduzione critica, Padova, Cedam, 2017
[2] La Corte ha parlato di un rimpatrio in casi eccezionali, praticamente per ragioni importanti di ordine pubblico
[3] Pur avendo la Corte già affermato, in molto citate sentenze (CGUE 2 Luglio 1992, Micheletti, C-369/90; 2 Marzo 2010 Rottman, C-135/08), che la determinazione dei modi di acquisizione e di perdita della cittadinanza di uno Stato membro rientra tra le competenze di ciascun stato ma che tale competenza deve essere esercitata nel rispetto del diritto dell’Unione, nella sentenza del 29 aprile non si discute solo di legalità sovranazionale, cioè del principio del primato, ma del rilievo che la cittadinanza UE ( e dei connessi poteri di partecipazione democratica) deve avere come momento di legittimazione dello stesso ordinamento: i cittadini costituiscono, infatti, la radice del potere pubblico europeo unitamente agli stati (cfr. art.10 UE)
[4] Per il cammino compiuto dai diritti di partecipazione democratica a livello europeo cfr. ( a cura di F. Bassanini, G. Tiberi ) Le nuove istituzioni europee. Commento al Trattato di Lisbona, Bologna, Il Mulino, 2008; N. Parisi, V. Petralia Elementi di diritto dell’Unione europea. Un ente di governo per Stati ed individui, Milano, Mondadori Education, 2016 L. Moccia UE… ripartire dal futuro… per un federalismo civico, in LCE online n. 2/2023
[5] L.S. Rossi, Il valore giuridico dei valori. L’art. 2 TUE, relazioni con altre disposizioni del diritto primario dell’Unione e rimedi giurisdizionali, in Federalismi 17 Giugno 2020
BANDO DI CONCORSO “IMMAGINI PER IL FUTURO DELL’EUROPA”
Il Movimento europeo Italia, indice, con il supporto del Movimento Europeo Internazionale e della Commissione europea, la seconda edizione del bando di concorso “Images for the future of Europe”.
Il bando è rivolto alle studentesse e agli studenti delle scuole secondarie di secondo grado e agli studenti universitari presenti sul territorio nazionale, tra i 16 e i 25 anni.
Il concorso vuole essere un’iniziativa volta a sollecitare la partecipazione democratica da parte dei giovani e sensibilizzare in maniera apartitica e terza al tema del ruolo dell’Unione europea nel rafforzamento dei diritti, della democrazia e della sicurezza.
L’obbiettivo principale del concorso è quello di realizzare immagini significative ed espressive, tramite l’ausilio di strumenti di Intelligenza Artificiale, capaci di rappresentare le volontà, i desideri, e le necessità delle nuove generazioni nei confronti delle politiche europee. Si invitano i giovani a riflettere sulla propria visione di quella sarà l’Europa del futuro. Sarà possibile esprimersi tramite la compilazione di un PROMPT (ovvero la stesura di breve elaborato propedeutico alla generazione di immagini AI) oppure allegando direttamente le immagini complete.
Per accedere al bando di concorso e alla guida sintetica collegata:
BANDO CONCORSO
GUIDA – Come scrivere un buon “prompt”
Link al format per la candidatura
https://docs.google.com/forms/d/e/1FAIpQLSfS0Wj4kCIi0iGqbsmyStyYKwfen3lWHoxkTbW_2tVQLOYmTg/viewform
PETIZIONE AL PARLAMENTO EUROPEO
Promuovere nell’attuazione del Patto Europeo Migrazione e Asilo il
modello “Riace” per l’accoglienza e inclusione dei migranti
Il Movimento Europeo Italia, insieme al “Comitato 30 gennaio per l’europeizzazione del modello Riace”, ha presentato alla Commissione Petizioni del Parlamento Europeo una petizione per promuovere il modello Riace nell’attuazione del Patto Europeo su Migrazione e Asilo.
Riace ha dimostrato che accoglienza e inclusione possono andare di pari passo con la rinascita dei territori e la costruzione di comunità più coese. Ora chiediamo all’Unione Europea di:
- Coinvolgere le autorità locali e la società civile nelle politiche migratorie.
- Finanziare un progetto pilota basato sul modello Riace.
- Promuovere un’iniziativa legislativa per garantire un trattamento equo ai migranti.
- Porre fine alla criminalizzazione di chi fornisce assistenza umanitaria.
Abbiamo 90 giorni per raccogliere il maggior numero di firme possibile!
Firmare è semplice e veloce attraverso questo MODULO ONLINE.
Vi invitiamo a sottoscrivere la petizione e a condividerla con i vostri contatti. Insieme possiamo costruire un’Europa più giusta e solidale!
Testo della petizione disponibile in: [ITALIANO] – [INGLESE] – [FRANCESE]
ATTIRIAMO LA VOSTRA ATTENZIONE
“Giorgio Napolitano e il Parlamento europeo”
a cura di Pier Virgilio Dastoli e Nicoletta Parisi con prefazione di Giuliano Amato
(Editoriale Scientifica – Napoli)

II volume trova la propria origine nell’evento dedicato a Giorgio Napolitano, tenutosi il 22 febbraio 2024 su invito e iniziativa del Senatore Pier Ferdinando Casini e del Movimento Europeo in Italia, nonché con il sostegno del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale a partire dal progetto dedicato ai “Beni comuni europei per una prosperità condivisa: opportunità e sfide del sistema Italia nella decima Legislatura europea”.
Il volume non si limita a raccogliere il testo degli interventi allora presentati da personalità che – per aver ricoperto incarichi nelle istituzioni europee e per essere state vicine a Giorgio Napolitano durante la sua esperienza di componente del Parlamento europeo – hanno voluto, prima, prendere parte all’evento e, poi, mettere a disposizione dei curatori il proprio contributo. Esso è infatti integrato da altre testimonianze – fra le quali quella espressa dalla Prefazione di Giuliano Amato – e dalla raccolta dei discorsi che Giorgio Napolitano ha tenuto nel corso della quinta legislatura del Parlamento europeo, dove Egli ha ricoperto l’incarico di Presidente della Commissione Affari Costituzionali (1999-2004). Quest’ultima scelta è stata motivata dalla volontà dei Curatori di far scaturire direttamente dalle parole del Nostro il grande contributo da Lui dato al processo di integrazione europea, attraverso l’affermazione dei valori dello Stato di diritto, della democrazia, del rispetto di diritti e libertà individuali.
Il volume vuole anche essere un ringraziamento postumo a un Presidente del Movimento Europeo in Italia (1995-2006) significativamente attivo: Egli ha riversato nell’Associazione energie intellettuali potenti, sostenendo l’idea di un’Europa politicamente integrata, secondo l’insegnamento di Altiero Spinelli e il pragmatismo di Jacques Delors (di stampo “monettiano”) fondato sulla strategia dei “piccoli passi” per costruire politiche comuni.
SPECIALE 9 MAGGIO – FESTA DELL’EUROPA
LA SETTIMANA DEL MOVIMENTO EUROPEO
5 maggio
- Roma, Convegno “EUROPA AL BIVIO” (Istituto di II grado “Poliziano” Roma)
6 maggio
- Roma, Festa d’Europa: Convegno “L’Europa è casa: costruire cittadinanza insieme”(Liceo Scientifico Statale Giovanni Keplero di Roma)
7 maggio
- Milano, evento “Sostenibilità o competitività? Un falso dilemma” (ASviS – Festival dello Sviluppo Sostenibile)
- Torino, Convegno “I Movimenti per l’unità europea 1987-2007” (Dipartimento di Culture, Politica e Società, Centro Studi sull’Europa, Biblioteca Bobbio, Sezione Europea Gianni Merlini, Centro Studi sul Federalismo, Associazione Universitaria di Studi Europei)
8 maggio
- Milano, incontro “Guglielmo Epifani – La dignità del lavoro” (SPI CGIL)
- Riunione gruppo di lavoro sulle risorse proprie (Movimento europeo Italia)
- San Giuliano Terme (PI), dibattito “Cittadinanza italiana, Cittadinanza europea. La sfida per l’Europa e l’Italia” (+Europa, Movimento europeo Italia, MFE, GFE, EuropaNOW!)
9 maggio
- Milano, Convegno “A quarant’anni dal Consiglio europeo di Milano. Lo spazio pubblico europeo: strategie e strumenti per l’avvenire” (Movimento Europeo Italia e Centro italo-tedesco per il dialogo europeo Villa Vigoni con la collaborazione di Università Cattolica del Sacro Cuore, Università Bocconi, Università degli Studi di Milano, Università degli Studi Milano-Bicocca, Università IULM e Università Vita-Salute San Raffaele)
- Cosenza, incontro “Europa. Diritti, Cittadinanza, Pace” (Movimento Europeo Italia e Città di Cosenza)
- Montalbano Jonico (MT), seminario “Dove va l’Europa?” (Europe Direct Basilicata, CDE Potenza e Movimento Europeo Italia, con il contributo della Commissione europea)
- Milano, incontro “Festa dell’Europa: Per l’unità dell’Europa, nostro ideale” (Movimento Europeo Italia e Fondazione Ernesto Rossi – Gaetano Salvemini)
- Concordia sulla Secchia (MO), incontro “SALVIAMO L’EUROPA. Come L’Ue può sopravvivere a Trump e Putin” (Cooperativa culturale Gioacchino Malavasi)
10 maggio
- Milano, Dibattito “Quale piano economico per la nuova Europa?” (Milano Civil Week)
IN EVIDENZA
VI SEGNALIAMO
- 6-7 maggio, Torino. “I movimenti per l’unità europea 1987-2007”. Convegno organizzato nell’ambito del progetto PRIN 2022 “The construction of Europe in a multipolar era: actors, movements, actions (1989-2009)” da Dipartimento di Culture, Politica e Società – Centro Studi sull’Europa, Biblioteca Bobbio – Sezione Europea Gianni Merlini, Centro Studi sul Federalismo, Associazione Universitaria di Studi Europei. In allegato la LOCANDINA con i dettagli dell’evento.
- 7 maggio, ore 17:30, Roma. Il Foglio in partnership con Banca Ifis presenta in anteprima il nuovo mensile Il Foglio europeo, il cui primo numero sarà in edicola in occasione della Giornata dell’Europa, il 9 maggio. Le ambizioni, le promesse, gli ostacoli, i volti, ma anche i luoghi e i pensieri che proiettano un progetto unico al mondo nel futuro. Il Foglio europeo racconterà l’Europa che vorremmo, l’Europa che c’è, per far conoscere di più l’Italia in Europa e far conoscere di più l’Europa in Italia. Il Foglio europeo uscirà ogni mese, in italiano e in inglese, e racconterà, con firme italiane e internazionali, l’Europa dei nostri sogni. L’incontro si svolgerà presso la Camera di Commercio di Roma, nella Sala del Tempio di Vibia Sabina e Adriano in piazza di Pietra a Roma. Iscrizione obbligatoria tramite l’indirizzo europeo@ilfoglio.it. L’ingresso è gratuito ma i posti sono limitati. ULTERIORI INFORMAZIONI.
- 8 maggio, alle ore 9:30, Milano. Presso la Camera del Lavoro CGIL di Milano, si terrà l’incontro “Guglielmo Epifani – La dignità del lavoro”, promosso da SPI CGIL. Un’occasione di approfondimento e confronto per onorare l’eredità di Epifani e riaffermare il ruolo fondamentale del lavoro nella società. Dopo i saluti di Massimo Bonini, Segretario generale SPI CGIL Milano, e Maria Giuseppina Epifani, Presidente dell’Associazione Guglielmo Epifani, interverranno: Francesco Palaia (Responsabile Politiche della memoria SPI CGIL nazionale), Luca Stanzione (Segretario generale Camera del Lavoro Milano), Pier Virgilio Dastoli (Presidente Movimento Europeo Italia), Sergio Cofferati (già Segretario generale CGIL), Roberto Speranza (Deputato Partito Democratico). A concludere i lavori sarà Tania Scacchetti, Segretaria generale SPI CGIL nazionale, mentre il dibattito sarà presieduto e coordinato da Stefano Landini, Segretario organizzativo SPI CGIL nazionale. LOCANDINA.
- 8-9 maggio, Roma. Stati generali delle democrazie. Il Parlamento europeo in Italia, la Rappresentanza in Italia della Commissione europea, la Fondazione Marco Pannella, con il patrocinio di Roma Capitale, promuovono due giorni di dibattiti in Campidoglio sul futuro della democrazia europea, con esperti, politici e rappresentanti delle istituzioni e della società civile. La giornata dell’8 maggio, si apre alle 9.15 nella sala della Protomoteca del Campidoglio. Ai saluti inaugurali di Carlo Corazza, direttore dell’Ufficio del Parlamento europeo in Italia, e degli altri organizzatori, seguiranno interventi di orientamento e tre panel tematici. Tra gli speakers l’ambasciatore delle Francia, Martin Briens, e della Germania Hans-Dieter Lucas, l’economista Carlo Cottarelli, i giornalisti Gianni Riotta, Letizia Tortello, Fabrizio Goria, Giulia Pompili, il presidente dello IAI e ambasciatore Michele Valensise, l’analista Alberto Forchielli, il costituzionalista Alfonso Celotto, la garante per i diritti dei detenuti Irene Testa. Le celebrazioni della Giornata dell’Europa del 9 maggio iniziano alle 9:30 con l’apertura di una bandiera gigante della UE sulla scalinata del Campidoglio. A seguire, nell’aula Giulio Cesare, riprenderanno i lavori degli Stati generali delle democrazie con gli interventi delle vice presidenti del Parlamento europeo Pina Picierno e Antonella Sberna, del vice presidente esecutivo della Commissione europea Raffaele Fitto, del sindaco di Roma Roberto Gualtieri e di Ryszard Schnepf, ambasciatore della Polonia, presidenza di turno della UE. Presenti anche gli eurodeputati Salvatore De Meo (PPE-FI), presidente della delegazione per le relazioni con l’Assemblea parlamentare della NATO, Nicola Zingaretti (S&D-PD), capodelegazione del PD, e Nicola Procaccini (ECR-FdI), co-capogruppo ECR. Modera Luisa Anzaldo del TG1 Rai. PROGRAMMA COMPLETO.
- 8 maggio, ore 18:30 – 22:00, San Giuliano Terme (PI). In occasione della Giornata dell’Europa, si svolgerà un dibattito aperto e gratuito su cittadinanza italiana e cittadinanza europea, alla luce dei principi del Manifesto di Ventotene. Interverranno: Riccardo Magi, Agnese Balducci, Emma Bonino, Pier Virgilio Dastoli, Roberto Castaldi, Sara Bertolli, Eric Jozsef, Simone Marinai. Ingresso libero. LOCANDINA. Per maggiori dettagli: info@palatodisco.it
- 9 maggio, ore 9:00-18:30, Milano. Nel 75esimo anniversario della dichiarazione Schuman, si terrà a Milano, presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore, il Convegno intitolato: “A quarant’anni dal Consiglio europeo di Milano. Lo spazio pubblico europeo: strategie e strumenti per l’avvenire“. L’evento è promosso dal Movimento Europeo Italia, insieme al Centro italo-tedesco per il dialogo europeo Villa Vigoni e con la collaborazione di sei Università milanesi – Università Cattolica del Sacro Cuore, Università Bocconi, Università degli Studi di Milano, Università degli Studi Milano-Bicocca, Università IULM e Università Vita-Salute San Raffaele – per approfondire le sfide e le difficoltà che il processo di integrazione del Continente europeo pone attualmente, cogliendo l’occasione di ricordare quanto sia stato propulsivo il Consiglio europeo tenutosi a Milano il 28-29 giugno 1985. L’iniziativa rappresenterà un’importante occasione di riflessione sul processo di integrazione europea, prendendo spunto dal ruolo chiave svolto dal Consiglio europeo di Milano del 1985, che avviò la modifica dei Trattati istitutivi, ponendo le basi per il completamento del Mercato Interno e per il riconoscimento della cittadinanza europea. Quegli sviluppi furono decisivi per il rilancio del progetto comunitario. Oggi, tuttavia, il percorso di integrazione appare rallentato da tensioni internazionali e da divisioni tra gli Stati membri, rendendo necessaria una nuova riflessione sulle prospettive future dell’Unione e sugli strumenti più efficaci per rafforzarne la governance. La partecipazione è gratuita, previa registrazione. PROGRAMMA e LINK DI ISCRIZIONE.
- 9 maggio, ore 10:00, Cosenza. Il Movimento Europeo Italia e la Città di Cosenza celebrano la Giornata dell’Europa con un incontro dedicato a diritti, cittadinanza e pace. Dopo i saluti istituzionali, esperti e rappresentanti offriranno testimonianze sulle sfide dell’integrazione, dall’immigrazione alla costruzione di un’Europa più inclusiva. Concluderà i lavori il ricercatore Alfredo Rizzo, approfondendo le politiche pubbliche su economia civile e migrazioni. Un’occasione di dialogo e riflessione per il futuro dell’Europa. LOCANDINA.
- 9 maggio, ore 10:00-13:00, Montalbano Jonico (MT). Un seminario promosso da Europe Direct Basilicata, CDE Potenza e Movimento Europeo Italia, con il contributo della Commissione europea, per riflettere sul futuro dell’Unione e le sue sfide. Esperti e rappresentanti delle istituzioni discuteranno il ruolo della cittadinanza, dell’integrazione e delle prospettive di sviluppo del continente. Coordina: Antonino Imbesi, Direttore Europe Direct Basilicata. Saluti: Cristalla Mezzapesa, Dirigente Scolastico IIS Pisticci-Montalbano, Assunta Arte, Responsabile CDE-CNR di Potenza. Interverranno: Luigi Vitelli, Responsabile del documentario “Vado Verso Dove Vengo”, Pawel Karczmarzyk, Responsabile del progetto MBSS, Pier Virgilio Dastoli, Presidente del Movimento Europeo in Italia,Dino Nicolia, Funzionario della Commissione europea – DG Agri. Spazio alle domande del pubblico per un confronto aperto e partecipativo. PROGRAMMA.
- 9 maggio, ore 15:00 – 20:00, Roma. Presso l’Aula Giulio Cesare, si terrà la prima Assemblea della Consulta Europea, con l’approvazione del regolamento e l’elezione del Direttivo. Un momento significativo per rafforzare il dialogo sulla costruzione dell’Europa. L’evento si aprirà con i saluti istituzionali di Antonella Melito, Riccardo Corbucci e del Sindaco Roberto Gualtieri, per poi proseguire con le votazioni che definiranno la nuova guida della Consulta. A seguire, dalle 17:30 alle 20:00, spazio alla terza Assemblea romana dei cittadini per il futuro dell’Europa, un’occasione di partecipazione e confronto. Un appuntamento imperdibile per chi vuole contribuire attivamente alla discussione sul destino europeo. PROGRAMMA.
- 9 maggio, ore 19:00, Roma. In un momento in cui i valori europei – pace, democrazia, cooperazione – sono messi alla prova, Volt Roma organizza un incontro per ribadire l’impegno verso un’Europa più forte e più unita, con un EURO Aperitivo organizzato nella cornice della Piazzetta di O’Bistrot (Largo Venue, Via Biordo Michelotti, 2). Un’occasione informale per discutere insieme dei referendum dell’8 e 9 giugno, di diritti, partecipazione e delle nuove iniziative per rendere Roma più internazionale, sana e moderna. Un momento di incontro aperto a tutte e a tutti. LOCANDINA.
- 9 maggio, ore 20:00, Milano. Il Movimento Europeo Italia e la Fondazione Ernesto Rossi – Gaetano Salvemini invitano a celebrare insieme la Festa dell’Europa, un momento di riflessione e confronto sul passato e il futuro del continente. Dalle 20:00 alle 21:00 è prevista la proiezione del film “Le parole di Ventotene. Ernesto Rossi: il progetto di Unione europea” di Marco Cavallarin, Elisa Mereghetti e Marco Mensa. Seguirà un dibattito sull’impegno europeista della società civile. Un dialogo con esperti e protagonisti della costruzione europea: Renata Colorni, Pier Virgilio Dastoli, Antonella Braga, Francesca Lacaita, Luca Aniasi, Roberto Cenati, Gabriele Nissim, Milena Santerini, Piero Savaris. Modera Pier Virgilio Dastoli, Presidente Movimento Europeo Italia. Conclusioni: Ferruccio Capelli, Direttore Casa della Cultura, e Pier Virgilio Dastoli. Un’occasione per riaffermare il valore dell’unità europea e il ruolo della società civile nella sua costruzione. PROGRAMMA.
- 9 maggio, ore 21:00, Concordia sulla Secchia (MO). Incontro “SALVIAMO L’EUROPA. Come L’Ue può sopravvivere a Trump e Putin”. In occasione della Giornata dell’Europa, la Cooperativa culturale Gioacchino Malavasi organizza un incontro per celebrare i 75 anni dalla Dichiarazione Schuman, atto fondativo dell’integrazione europea. Mai come oggi, le parole di Schuman risuonano con urgenza di fronte alle sfide attuali: dalla guerra in Ucraina alle incertezze americane, l’Europa deve rilanciare il suo progetto, rafforzare la sovranità condivisa e difendere la democrazia. L’iniziativa si inserisce nelle celebrazioni della Festa dell’Europa, con il patrocinio del Movimento Europeo Italia, Fondazione SIAS, Comune di Concordia sulla Secchia, Centro culturale “Francesco Luigi Ferrari” e Associazione “Giorgio La Pira”. PROGRAMMA.
SPECIALE 9 MAGGIO
- RIFLESSIONI A PARTIRE DALLA DICHIARAZIONE SCHUMAN DEL 9 MAGGIO 1950, Pier Virgilio Dastoli
- Schuman Declaration, May 1950 (EPRS | European Parliamentary Research Service – May 2025)
- [Press Release] Europeans celebrate 75 Years of unity and solidarity on Europe Day 2025 (Parlamento europeo – 30/04/2025)
- Riproponiamo la Lettera all’Unione Europea del Card. Matteo Maria Zuppi e di Mons. Mariano Crociata in occasione della Giornata dell’Europa 2024 (CEI-COMECE)
ARTICOLI E TESTI DELLA SETTIMANA
- Anteprima della sessione plenaria del 5-8 maggio 2025, Strasburgo (Parlamento europeo)
- EU Weekly: MFF | REPowerEU | EU-US relations (European Movement International – 05/05/2025)
- The Week Ahead 05-11 May 2025 (European Parliament)
- Statistiche attività della Camera nella formazione delle Politiche UE – Periodo 13 ottobre 2022 – 30 aprile 2025 (Ufficio Rapporti con l’Unione europea, Camera dei Deputati)
- Bollettino quindicinale sulle attività dell’Unione europea a cura dell’Ufficio Rapporti con l’Unione europea della Camera dei deputati (Bollettino n.56 / 14 aprile – 4 maggio 2025)
- Calendario delle attività della Camera dei deputati in materia di Unione europea (settimana 5-11 maggio 2025). Ufficio Rapporti con l’Unione europea
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