Newsletter 9 Dicembre/2025 – ULTIME DA BRUXELLES

 

SMISURATA PREGHIERA SOVRANNAZIONALE EUROPEA

 

L’inferno esiste solo per chi ne ha paura

Fabrizio De Andrè, Preghiera in gennaio

 

Di fronte alla sterminata e sovrumana (perché colonizzatrice) odierna attitudine della sicurezza nazionale russa, statunitense e cinese la giornata dell’8 dicembre appena trascorsa mi fa rivolgere una preghiera alla Madonna, immacolata alla nascita, vergine nel concepimento del Figlio, assunta al cielo in anima e corpo, e, infine, rappresentativa tanto dell’Apocalisse prossima ventura quanto dell’identità europea connessa alle 12 stelle che, su di Lei vestita di Sole e con la Luna sotto i piedi, ne incoronano il capo[1]. Del resto nell’Unione europea, come si ricava dalla Dichiarazione n. 52 annessa ai Trattati in vigore, tra «i simboli della comune appartenenza dei cittadini all’Unione … e del loro legame con la stessa» c’è proprio «la bandiera rappresentante un cerchio di dodici stelle dorate su sfondo blu».

Basta pregare, di fronte a constatazioni del tipo: «Trump, Putin e i sovranisti interni. Ecco i nemici dell’Europa libera»[2]?

Basta pregare quando «Trump scarica l’Europa» nel recente documento sulla sicurezza USA, col riferimento alla possibile cancellazione della civiltà del “vecchio” continente[3]?

Basta pregare quando «Putin attacca la Nato»[4], in riferimento alla quale si vorrebbe organizzare un’azione difensiva efficace mentre il Presidente del suo principale Stato membro, gli USA, dichiara incongruamente di poter “farsi mediatore” tra Nato stessa e Federazione russa?[5].

E infatti si arriva all’ «Asse Putin – Trump sull’Europa»[6]. Per soprammercato pure della Cina occorre costatare «l’attacco», più sotto traccia e mellifluo, all’Unione europea[7].

Bastano, o sono poche in questo buio tragitto della storia, «Le luci del mercato europeo» di cui parla Il Foglio nell’inserto Europa del 5 dicembre 2025?

Bastano, o sono troppi per un percorso capace di portare alla decisione di «aprire formalmente un processo costituente [federale continentale] al cui centro dovrà essere collocato il nuovo Parlamento europeo», i 40 mesi di cui scrive P. V. Dastoli nell’editoriale della scorsa Newsletter del 2 dicembre[8]? 40 mesi, oltretutto, per arrivare solo ad “aprire” quel processo …

C’è un continente, quello europeo, da reinventare, applicando la memoria e contemporaneamente l’immaginazione creativa[9]. In fretta. Prima del tramonto. Prima dell’occaso. Prima della sottomissione. Ricordando Europa, ingenua figlia di Agenore e Telefe rapita da Zeus, seduttore instancabile trasformatosi in toro bramoso dal manto candido. «La bellezza del toro bianco catturò l’attenzione della fanciulla, che gli si avvicinò e, vista l’assoluta mansuetudine che l’animale dimostrava, fino ad accucciarsi a terra di fianco a lei, iniziò a fare ghirlande con i fiori raccolti e a intrecciarli nelle sue corna … Europa finì con il salire in groppa al toro, che si alzò subito sulle quattro zampe e corse a gettarsi in mare, allontanandosi velocemente dalla riva senza che la principessa potesse far altro che aggrapparsi alle sue corna … »[10]. Poi Zeus «si congiunse con Europa»[11]. E qui comincia la storia dell’Occidente, che ora minaccia di continuare sempre più a Ovest abbandonando in periferie sempre più disagiate e mal popolate la porzione d’Europa a cui guardano con bramosia Russia e Cina. Prepotente la prima, ammiccante la seconda.

Torno allora al titolo di quest’intervento, ispirato a Fabrizio De Andrè, a propria volta ispirato da Alvaro Mutis. Immagino l’Unione europea …

«Alta sui naufragi dai belvedere delle torri china e distante sugli elementi del disastro dalle cose che accadono al disopra delle parole celebrative del nulla lungo un facile vento di sazietà di impunità … »[12].

Che fare? Non posso che trovare ispirazione attuale, oltre che nelle proposte del Consiglio italiano del Movimento europeo (tempi “tecnici” a parte!), nel Codice per una nuova Europa proposto dall’Associazione nuova Camaldoli[13]. Occorre una «stagione costituente» che abbia l’obiettivo di costruire «un’autentica federazione», pur di fronte «alle difficoltà rappresentate dai tentativi di riforma dei trattati» attuali dell’Unione. Una stagione che deve passare da una «collaborazione sistematica e aperta di tutti i Paesi» europei intenzionati a fare fronte (fare fronte!) a «questo contesto di competizione tra potenze e di crisi del multilateralismo»[14]. Una stagione breve. Brevissima. Tra i Paesi europei che ci vogliano stare perché costretti dal tempo presente. Stati attualmente membri dell’Unione europea o anche fuori da essa. Ma in fretta …

Scrive Marco Taradash[15] che «L’Ue e gli altri Paesi europei che la affiancano hanno poche settimane di tempo per decidere del proprio futuro di società aperte capaci di competere politicamente ed economicamente con Usa e Cina e di respingere l’espansione militare Russia». E anche «L’Italia è al bivio». Risulta «necessaria una alleanza democratico-liberale che proponga autonomamente un programma elettorale incentrato sul riarmo nazionale ed europeo e sulla difesa della società aperta e dell’economia sociale di mercato. Occorre una chiarezza di intenti e una determinazione politica che finora non si è manifestata con forza adeguata rispetto alla drammaticità del momento che viviamo». Posso aggiungere, con Sergio Fabbrini[16], che «è inevitabile» per gli europei porsi «il problema di come difendersi, subito e non “piano piano”», giacché occorre «una difesa sovrannazionale sottoposta a controllo democratico», mentre «l’UE sta nazionalizzando la difesa, creando asimmetrie tra gli Stati membri». È necessario «costruire una difesa europea che sia indipendente dai governi nazionali, razionalizzando quelle [le difese] nazionali».

Occorre insomma che queste articolazioni delle Newsletter intestate «Ultime da Bruxelles» o «Ultime da Strasburgo», e così via, non siano davvero … ultime per esaurimento dell’oggetto.

DINO G. RINOLDI

 

 

[1] Giovanni, Apocalisse, 12.1.

[2] Domani, 8 dicembre 2025, p. 1, col rinvio agli articoli di L. Ciarrocca, Y. H. Holgado, G. Riva e al commento di G. Rampoldi.

[3] V. la Repubblica del 6 dicembre 2025, p.1.

[4] V. la Repubblica del 5 dicembre 2025, p.1.

[5] V. il punto 4 del testo di Piano di pace USA per l’Ucraina pubblicato da Axios il 20 novembre 2025 nell’articolo di B. Ravid e D. Lawler.

[6] V. Corriere della Sera, 8 dicembre 2025, p.1.

[7] V. L’Economia del Corriere della Sera, 8 dicembre 2025, con l’articolo di F. De Bortoli subito a p. 1: L’attacco di Usa e Cina. Ora l’Europa si difende.

[8] Dal titolo appunto # Obiettivo 40 Costituzione europea.

[9] V. F. Cardini e S. Valzania, L’invenzione di un Continente, Milano, 2025.

[10] Op. ult. Cit., p. 8.

[11] Ibidem.

[12]Smisurata preghiera, I. Fossati, F. De Andrè, A. Mutis.

[13] Lo si veda in www.associazionenuovacamaldoli.it.

[14] V. ad esempio i punti 44, 48, 106 del Codice in questione.

[15] Su Facebook.

[16] Di cui v. l’articolo La difesa nell’epoca post americana, in Il Sole 24 ore, 7 dicembre 2025, p.5.