Newsletter n.16/2020 – Dopo la pandemia: trasformiamo la nostra Europa

 

Il Movimento europeo ha posto al centro delle sue priorità, insieme all’azione per riformare il sistema di governo dell’Unione europea, la trasformazione del suo modello di produzione per rendere la sua economia sostenibile non solo dal punto di vista ambientale ma anche sociale e culturale.

Coerenti con quest’impegno, abbiamo espresso – in una lettera ai leader europei – la nostra preoccupazione sulla scelta dell’obiettivo del “rilancio” o della “ricostruzione” su cui si sono concentrati i governi per uscire dalla crisi provocata dalla pandemia.

Abbiamo proposto ai leader, che si preparano ad adottare decisioni essenziali per la vita delle nostre comunità, di scegliere l’obiettivo della “trasformazione” affinché appaia chiaro alle opinioni pubbliche che abbiamo imparato la lezione di questi mesi di “tempo sospeso”.

La nostra preoccupazione è cresciuta dopo l’ingiustificato e ingiustificabile rinvio di un anno della Conferenza delle Nazioni Unite sulla lotta al cambiamento climatico (COP26) che avrebbe dovuto tenersi a Glasgow nel prossimo autunno nonostante i segnali negativi di un rallentamento degli impegni legati alla realizzazione degli obiettivi per lo sviluppo sostenibile e l’avvicinarsi della scadenza dell’Agenda 2030.

Abbiamo preso atto con soddisfazione del fatto che né la Commissione né il Parlamento europeo a cui si è aggiunta ora la BCE abbiano ridotto l’impegno per un “Patto Verde”, che  – a nostro  avviso – deve trasformarsi in un “Patto Sociale e Verde” dando finalmente concretezza al “Pilastro Sociale” firmato a Göteborg nel novembre 2017.

Appartiene a questo impegno la proposta della Commissione “Dal produttore al consumatore”, presentata la scorsa settimana, su cui sono stati chiamati ad esprimersi non solo i governi e il Parlamento europeo ma anche le cittadine ed i cittadini insieme alla associazioni rappresentative e alla società civile.

E’ evidente che questa proposta deve essere strettamente legata alla riforma della Politica Agricola Comune (PAC) – su cui dovrebbe esprimersi il Parlamento europeo nella prossima sessione di giugno –  che non può più viaggiare alla velocità pre-COVID19 ma che deve essere radicalmente aggiornata, cogliendo l’occasione del periodo transitorio reso necessario per il mancato accordo sul Quadro Finanziario Pluriennale (a questo proposito, per ulteriori approfondimenti, vi invitiamo a visitare il sito della Direzione Generale (AGRI) Agricoltura e sviluppo rurale della Commissione europea, il sito della Commissione per l’Agricoltura e lo sviluppo rurale (AGRI) del Palamento europeo e il sito della Confederazione italiana agricoltori – CIA).

Si deve dunque avviare un dibattito pubblico su una trasformazione delle strutture economiche e sociali nel quadro di una più ampia condivisione della sovranità a livello europeo attraverso competenze federali con elementi programmatici legati ad un eco-sistema fondato sull’obiettivo della piena occupazione creando nuovo lavoro e contrastando la precarietà.

Queste trasformazioni devono riguardare l’uguaglianza delle opportunità, la lotta alle diseguaglianze e allo stato di indigenza, la politica di inclusione, la riorganizzazione dello spazio e il ruolo delle città, l’organizzazione della mobilità, la redistribuzione del tempo, il ricambio generazionale e la parità di genere, le forme della partecipazione civile, la democrazia economica, una rinnovata strategia per le PMI e per il sistema cooperativo, la formazione permanente.

Noi intendiamo avviare una nostra consultazione fra i membri collettivi del Movimento europeo sollecitando la creazione di strutture territoriali nelle regioni italiane per fornire in primo luogo ai deputati europei eletti in Italia e poi alla Commissione un nostro contributo di idee e di proposte.

 coccodrillo