Quando si parla di informazione, in relazione alle istituzioni europee il discorso diventa al contempo complesso e affascinante, ma anche difficile e con alcune tortuosità. A ben vedere, ci si trova di fronte ad un tema su cui si può constatare la presenza di prospettive assai distanti: uno dei principali elementi divisivi è quello relativo proprio alla comunicazione istituzionale. Se infatti, in termini generali, l’informazione (e la disinformazione) sull’Unione europea è abbondantemente diffusa sui media, d’altro canto si avverte l’esistenza di una serie di criticità rispetto al flusso centro – periferia delle informazioni chiave sulle posizioni ufficiali e sulle politiche europee. È ciò che porta a ritenere gli esperti che non venga prodotta informazione europea di qualità adeguata. Ecco perché occuparsene. Le possibili distorsioni possono essere generate da cause differenti: può esservi una lettura politica e partitica di quanto viene deciso a Bruxelles, oppure può verificarsi quella che i massmediologi chiamano “distorsione involontaria” e che avviene all’interno delle redazioni giornalistiche tutte le volte che i responsabili di un determinato organo di informazione, senza saperlo, costruiscono una rappresentazione della realtà difforme da quella effettiva. Può poi esservi una causa spesso sottovalutata alla base dell’alterazione della realtà: la sottovalutazione del ruolo del contesto in cui vengono apprese le notizie. Fin dall’inizio della diffusione dei mezzi di comunicazione di massa si è riscontrato questo fenomeno ed oggi, in epoca di web sempre più avanzato, appare ancora più complesso indagare il contesto entro cui avviene la percezione dell’informazione.
Su un fatto si può essere certi: è compito delle politiche europee intervenire su un ambito in cui i rischi di una cattiva informazione si sono ampliati e, proprio in relazione a ciò, riportiamo la notizia che il prossimo 10 giugno si avrà la presentazione dell’Action plan sulla disinformazione da parte della Commissione europea. Rispetto a questa iniziativa, il Movimento Europeo si dichiara favorevole ad un intervento più incisivo e giuridicamente vincolante a confronto con quelli finora effettuati. Il rischio che si avverte è quello di un risvolto preoccupante per le sorti della democrazia: quello cioè che, proprio in nome della libertà di espressione, si diffondano idee fuorvianti, soprattutto perché trainate dai social network, mezzi dalle grandi potenzialità, ma anche in cui può trovare legittimazione l’antipolitica, con tutto ciò che questo comporta. Diffondere inesattezze con un megafono quale quello degli annunci telematici a pagamento genera degli effetti sulle persone ed è bene che la collettività disponga di un vaccino basato su una corretta cultura civica dei media, ambito in cui sembra di trovarsi di fronte ad una grande area di miglioramento della propria attività da parte dei soggetti politici. Per quanto riguarda poi i soggetti non istituzionali che possono effettuare azioni di disinformazione, è bene ricordare che esistono e che, non da oggi, il Parlamento europeo ne ha consapevolezza. Per esempio, sui grandi temi che coinvolgono la collettività, come il coronavirus, un dossier redatto dal Servizio europeo per l’azione esterna datato 16 marzo sostiene che vi sarebbe stato un tentativo russo di manipolare l’emotività generata nei cittadini europei dalla pandemia: “L’obiettivo globale del Cremlino”, si afferma, “è quello di aggravare la crisi nei Paesi occidentali minando la fiducia nel sistema sanitario nazionale e ostacolando così una risposta efficace all’emergenza”. E anche in occasione della Brexit si manifestò tale intento, non solo da parte russa. Una risposta incoraggiante al fenomeno è la notizia della nascita, a Firenze, all’interno dell’Istituto Universitario Europeo, il 1° giugno, di un osservatorio europeo sulle fakenews finanziato dall’Unione europea. Per l’occasione, si è riscontrato l’intervento della Vicepresidente della Commissione europea con delega ai valori democratici e alla trasparenza Vera Jourova, secondo cui la nascita dell’osservatorio rappresenta “un elemento importante del nostro approccio, promuove il controllo dei fatti e migliora la nostra capacità di comprendere meglio la diffusione della disinformazione online”. Per maggiori informazioni, clicca qui.
Questa settimana segnaliamo inoltre:
- Dibattito della Commissione per gli Affari Costituzionali del Parlamento europeo (AFCO) sulla Conferenza Europea sul futuro dell’Europa, 8 giugno;
- BOARD del Movimento Europeo internazionale, 8 giugno;
- Dibattito italo-tedesco promosso da Sven Giegold 8 giugno dalle ore 17 alle 19, un webinar con il Commissario Paolo Gentiloni e il noto economista Tito Boeri, dal titolo “Una politica di zero tolleranza verso il dumping fiscale e il riciclaggio di denaro“. Affermano i promotori: “Insieme a 70 economisti e personaggi pubblici italiani e tedeschi pubblicheremo lunedì un nuovo appello dove chiediamo una politica europea di zero tolleranza verso il dumping fiscale e il riciclaggio di denaro.Vogliamo discutere pubblicamente le nostre richieste italo-tedesche.
In passato, la mancanza di unità europea ha limitato i progressi compiuti in direzione di una politica fiscale comune e una decisa lotta contro la criminalità finanziaria. Considerata l’entità della crisi causata dal coronavirus e l’aumento dell’indebitamento sovrano, chiediamo una politica globale di tolleranza zero verso il riciclaggio di denaro sporco, la frode fiscale e il dumping fiscale in Europa. In questo webinar presenteremo e discuteremo con voi e le nostre cinque misure chiave per una tale politica. Presenteremo anche una strategia per far valere le nostre richieste nonostante il principio di unanimità sulle questioni fiscali in vigore al Consiglio Europeo”
- Iniziativa della FEBAF, 9 giugno, una serie di webinar dal titolo “Investment and Finance for the post covid-19 recovery”;
- Iniziativa di “Eumans” per la discussione dello Statuto dell’Associazione, 9 giugno h 20.30. Si avrà la partecipazione del Presidente del Movimento Europeo, Pier Virgilio Dastoli;
- Iniziativa del Bruegel 10 giugno h 14.30, “Insuring for pandemic-related losses, in this crisis and future ones”;
- Consiglio di Presidenza Movimento Europeo in Italia 10 giugno;
- Conferenza COMPUBBLICA e MOVIMENTO EUROPEO dal titolo “Discutiamo insieme di comunicazione pubblica”, 11 giugno ore 10.30 – 13.30, con il Presidente Pier Virgilio Dastoli;
- Comunicazione Italiana, 11 giugno con il Presidente Pier Virgilio Dastoli;
- Riunione Eurogruppo, 11 giugno;
- Riunioni Consiglio affari sociali 11 e 12 giugno;
- Consiglio Eco-Fin 12 giugno;
- Dibattito su Economia Circolare della Fondazione Sviluppo Sostenibile, 12 giugno.
Ricordiamo che nella settimana dal 15 al 19 giugno si riuniranno il Parlamento europeo in sessione plenaria (16-17 giugno) per discutere fra l’altro della Conferenza sul futuro dell’Europa e il Consiglio europeo (18-19 giugno) per discutere del piano “l’Unione di nuova generazione” (Next Generation EU – NGEU) e del Quadro Finanziario Pluriennale (tutte le riunioni a distanza).
Il 16 giugno dalle 21 alle 23 il Movimento Europeo in Italia promuoverà una serata online per ricordare l’assassinio della deputata laburista inglese Jo Cox avvenuto il 16 giugno 2016 alla vigilia del referendum sul Brexit.
