CARE LETTRICI E CARI LETTORI
La nostra newsletter settimanale Noi e il futuro dell’Europa è stata concepita per contribuire ad una corretta informazione sull’Unione europea e partecipare al dibattito sulla riforma dell’Unione, così come abbiamo fatto durante la Conferenza sul futuro dell’Europa e come continueremo a fare per la nuova legislatura europea.
Ecco l’indice della nostra newsletter di oggi:
– Editoriale, che esprime l’opinione del Movimento europeo su un tema di attualità
– Rubrica “Attualità“
– Petizione al Parlamento europeo
– Rubrica “Attiriamo la vostra attenzione“
– La settimana del Movimento europeo
– Eventi principali, sull’Europa in Italia e Testi in evidenza
– Rubrica “Ultime da Strasburgo“
Siamo come sempre a vostra disposizione per migliorare il nostro servizio di comunicazione e di informazione e per aggiungere vostri eventi di interesse europeo nella speranza di poter contare su un vostro volontario contributo finanziario.
L’EDITORIALE
SETTE DOMANDE
E UN TENTATIVO DI CONCLUSIONI A PARTIRE DALLA DIFESA EUROPEA
Partiamo innanzitutto da sette domande sulle questioni che hanno finora impedito la realizzazione di una difesa europea come parte integrante di una politica estera e di sicurezza comune:
- si tratta di fondare un esercito unico nonostante le differenze linguistiche con una organizzazione sovranazionale nel quadro di una sovranità condivisa e una rinuncia alle apparenti autonomie nazionali o mantenere gli eserciti nazionali con l’eccezione di limitate strutture comuni?
- gli uomini e le donne chiamati a svolgere un servizio militare avranno una educazione politica-militare europea o nazionale qualunque sia la scelta fra un unico esercito o più eserciti nazionali?
- il bilancio militare sarà unico per quanto riguarda le spese e sarà finanziato da contributi nazionali o da risorse proprie oppure sarà la somma dei bilanci nazionali fatta eccezione per la standardizzazione europea degli acquisti e delle produzioni?
- sarà costituita preventivamente o parallelamente una autorità politica sovranazionale agli ordini della quale la forza armata europea o le forze armate nazionali dovranno rispondere oppure gli Stati membri conserveranno il potere di constatare le aggressioni ad uno degli Stati membri, di ordinare la mobilitazione, di dichiarare la guerra o di fare la pace?
- la creazione di uno strumento militare comune per raggiungere gli obiettivi di carattere umanitario e di soccorso definiti dallo statuto delle Nazioni Unite, di mantenimento della pace (peace keeping) e di gestione delle crisi comprese quelle di ristabilimento della pace (peace building) e di imposizione della pace (peace enforcement), di ispezione sul rispetto dei trattati internazionali e di lotta al terrorismo realizzerà un’efficace interoperabilità fra le forze armate per incrementare le capacità necessarie a far fronte alle nuove sfide (difese anti-missile, scudo europeo, connettività protette da minacce cyber…) e fra i servizi di intelligence con investimenti europei e limitate spese nazionali o richiederà maggiori spese nazionali?
- la difesa comune ed il potere politico europeo saranno affrontati e risolti come un solo problema e come la logica e la democrazia imporrebbero creando un autonomo pilastro dell’Unione europea nella Alleanza Atlantica nella prospettiva della adesione della stessa Unione europea al Patto Atlantico consentita dai trattati o costituiranno due problemi separati di cui il primo potrebbe precedere il secondo per l’urgenza della situazione internazionale?
- Nell’ipotesi di una insuperabile divisione fra gli Stati europei sull’obiettivo di una difesa comune si dovrà cercare una temporanea soluzione fra gli Stati che lo vorranno o con la cooperazione strutturata permanente (che è diversa dalla cooperazione rafforzata) o con il metodo degli opting out applicati all’euro o al di fuori dei trattati come è avvenuto per Schengen sulla soppressione del controllo alle frontiere o con gli accordi di Prum sulla cooperazione di polizia o con il Meccanismo europeo di Stabilità e cioè con forme di cooperazione parallele all’Unione europea, considerate legittime dalla Corte di Giustizia nella sentenza Pringle, in attesa di una riforma più ampia dell’Unione europea che entri in vigore secondo un metodo democratico costituente fra coloro che lo vorranno o si dovrà rinunciare ad una sovranità condivisa rimanendo prigionieri dell’egemonia statunitense?
Sulla base delle risposte a queste domande, si può immaginare una soluzione che sia coerente con l’obiettivo di quel progetto di integrazione europea nato con il Manifesto di Ventotene.
In questo spirito la soluzione non può essere racchiusa in un appello ad un gruppo di governi ma nella mobilitazione delle opinioni pubbliche ed in particolare delle giovani generazioni per riscoprire insieme il valore della solidarietà e della giustizia.
La risposta europea al programma di Donald Trump “Make America Great Again” non può essere lo slogan uguale e parallelo “Make Europe Great Again” sostituendo al nazionalismo degli Stati un improbabile e pericoloso nazionalismo europeo con l’idea di una patria europea sovrana destinata ad aumentare il caos e la conflittualità internazionale.
La strada da percorrere è una crescente autonomia strategica europea nella ricerca, nello sviluppo delle nuove tecnologie a partire dalle energie rinnovabili e alternative e dall’infosfera, nella convergenza sociale e ambientale come obiettivo per garantire la competitività, nella cooperazione internazionale con i Paesi esportatori di materie prime e mano d’opera, nella formazione durante tutto il corso della vita e nella solidarietà intergenerazionale sapendo che tutto ciò richiede una capacità fiscale permanente con un sostanzioso bilancio quinquennale finanziato da nuove risorse proprie e da debito comune per investire in beni pubblici europei e non in un insieme di progetti nazionali.
Dando sostanza ad un progetto sostenibile di governance internazionale e di sovranità condivisa – che si ispiri all’Agenda 2030 – la risposta europea ad ogni forma di sovranismo e di nazionalismo deve riscoprire e rilanciare il valore politico e culturale del Manifesto di Ventotene nella sua dimensione federale di lotta per la libertà, la giustizia sociale e la democrazia.
Montpellier, 24 febbraio 2025![]()
ATTUALITA’
Sintesi dei risultati delle elezioni federali tedesche del 23 febbraio 2025
- L’affluenza al voto è stata molto alta (82.5%) con un dato che conferma la vitalità della democrazia tedesca e gli effetti di un sistema elettorale che unisce il doppio voto locale e federale. Una percentuale così alta ci fu solo dopo la caduta del Muro di Berlino nel 1990
- La coalizione CDU-CSU ha vinto le elezioni ma con una percentuale del 28.5% al di sotto del 30% e con 208 parlamentari (164 CDU e 44 CSU) che la obbliga ad un accordo di programma non solo sulla composizione del governo ma soprattutto sulle priorità della legislatura 2025-2029 che riguardano in primo luogo le politiche economiche e sociali su cui sono maggiori le differenze fra i partiti nel Bundestag e con i Laender
- L’AFD ha ottenuto il risultato previsto con il 10% superiore al 2021 e 152 parlamentari confermando la differenza fra l’Est (34%) e l’Ovest (17%) e sapendo che la probabile formazione di una Grande Coalizione per assicurare alla Germania un governo stabile renderà politicamente impossibile il metodo dei due forni che Friedrich Merz ha usato nelle ultime settimane prima del voto
- Il pessimo risultato dei socialdemocratici (120 parlamentari) non impedirà loro di entrare nel prossimo governo con un nuovo leader (Pistorius?) e con una più forte influenza della sinistra del partito
- FDP e BSW non entrano al Bundestag rendendo così meno complicata la vita parlamentare, pagando le conseguenze delle loro rispettive ambiguità, fornendo voti FDP alla CDU e BSW alla Linke, facilitando la creazione di una Grande Coalizione
- La Linke è stata premiata nel voto soprattutto dai giovani elettori (che erano 2,3 milioni) e potrà svolgere un utile e costruttivo lavoro di opposizione sui temi sociali e della politica estera
- I Verdi resteranno molto probabilmente all’opposizione con 85 parlamentari, che insieme alla Linke (64 parlamentari) sarà certamente più influente di quella dell’AFD, e potranno rivendicare i risultati ottenuti nella legislatura 2021-2024 – nonostante l’FDP e le decisioni del Tribunale Costituzionale di Karlsruhe sul debito pubblico – con l’aumento delle energie rinnovabili e la riduzione dell’uso del carbone, la riduzione dei prezzi dell’energia per l’industria, l’alleggerimento del carico dell’inflazione sulle famiglie e l’aumento del salario minimo, il sostegno all’infanzia e all’istruzione, la legge sull’autodeterminazione e le politiche migratorie cioè su temi che saranno al centro della legislatura 2025-2029.
- Nella speranza che si costituisca rapidamente un governo stabile come è stato auspicato da Merz e Scholz vedremo quali saranno le decisioni dei primi cento giorni in una situazione europea e internazionale che esige una presenza forte della Germania.
Montpellier, 24 febbraio 2025
PETIZIONE AL PARLAMENTO EUROPEO
Promuovere nell’attuazione del Patto Europeo Migrazione e Asilo il
modello “Riace” per l’accoglienza e inclusione dei migranti
Il Movimento Europeo Italia, insieme al “Comitato 30 gennaio per l’europeizzazione del modello Riace”, ha presentato alla Commissione Petizioni del Parlamento Europeo una petizione per promuovere il modello Riace nell’attuazione del Patto Europeo su Migrazione e Asilo.
Riace ha dimostrato che accoglienza e inclusione possono andare di pari passo con la rinascita dei territori e la costruzione di comunità più coese. Ora chiediamo all’Unione Europea di:
- Coinvolgere le autorità locali e la società civile nelle politiche migratorie.
- Finanziare un progetto pilota basato sul modello Riace.
- Promuovere un’iniziativa legislativa per garantire un trattamento equo ai migranti.
- Porre fine alla criminalizzazione di chi fornisce assistenza umanitaria.
Abbiamo 90 giorni per raccogliere il maggior numero di firme possibile!
Firmare è semplice e veloce attraverso questo MODULO ONLINE.
Vi invitiamo a sottoscrivere la petizione e a condividerla con i vostri contatti. Insieme possiamo costruire un’Europa più giusta e solidale!
Testo della petizione disponibile in: [ITALIANO] – [INGLESE] – [FRANCESE]
ATTIRIAMO LA VOSTRA ATTENZIONE
“Giorgio Napolitano e il Parlamento europeo”
a cura di Pier Virgilio Dastoli e Nicoletta Parisi con prefazione di Giuliano Amato
(Editoriale Scientifica – Napoli)

II volume trova la propria origine nell’evento dedicato a Giorgio Napolitano, tenutosi il 22 febbraio 2024 su invito e iniziativa del Senatore Pier Ferdinando Casini e del Movimento Europeo in Italia, nonché con il sostegno del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale a partire dal progetto dedicato ai “Beni comuni europei per una prosperità condivisa: opportunità e sfide del sistema Italia nella decima Legislatura europea”.
Il volume non si limita a raccogliere il testo degli interventi allora presentati da personalità che – per aver ricoperto incarichi nelle istituzioni europee e per essere state vicine a Giorgio Napolitano durante la sua esperienza di componente del Parlamento europeo – hanno voluto, prima, prendere parte all’evento e, poi, mettere a disposizione dei curatori il proprio contributo. Esso è infatti integrato da altre testimonianze – fra le quali quella espressa dalla Prefazione di Giuliano Amato – e dalla raccolta dei discorsi che Giorgio Napolitano ha tenuto nel corso della quinta legislatura del Parlamento europeo, dove Egli ha ricoperto l’incarico di Presidente della Commissione Affari Costituzionali (1999-2004). Quest’ultima scelta è stata motivata dalla volontà dei Curatori di far scaturire direttamente dalle parole del Nostro il grande contributo da Lui dato al processo di integrazione europea, attraverso l’affermazione dei valori dello Stato di diritto, della democrazia, del rispetto di diritti e libertà individuali.
Il volume vuole anche essere un ringraziamento postumo a un Presidente del Movimento Europeo in Italia (1995-2006) significativamente attivo: Egli ha riversato nell’Associazione energie intellettuali potenti, sostenendo l’idea di un’Europa politicamente integrata, secondo l’insegnamento di Altiero Spinelli e il pragmatismo di Jacques Delors (di stampo “monettiano”) fondato sulla strategia dei “piccoli passi” per costruire politiche comuni.
LA SETTIMANA DEL MOVIMENTO EUROPEO
26 febbraio
- Riunione gruppo risorse proprie Movimento europeo Italia
27 febbraio
- Riunione Infocivica
28 febbraio
- Roma, Assemblea Ordinaria dei Soci IAI
IN EVIDENZA
VI SEGNALIAMO
- 26 febbraio, ore 19:00, Roma. Dibattito “Elezioni in Germania 2025 – Nuovi scenari e prospettive per l’Europa” promosso dal Goethe Institut in collaborazione con la Fondazione Konrad Adenauer, la Fondazione Friedrich Ebert, Cep – Centre for European Policy Network e Limes-Rivista Italiana di Geopolitica. Cosa ci racconta della Germania il risultato delle ultime elezioni? Come si comporrà il futuro governo tedesco? Per approfondire le implicazioni del voto, un incontro con esperti italiani e tedeschi, che analizzeranno i risultati e le possibili ripercussioni per l’UE. Ingresso gratuito fino ad esaurimento posti. La registrazione non è obbligatoria. MAGGIORI DETTAGLI.
- 27-28 febbraio, Roma. Quante risorse finanziarie ci saranno nel prossimo bilancio UE, per quali obiettivi e come saranno spese? Questa settimana il portale di informazione sui finanziamenti europei FASI propone gratuitamente due iniziative dedicate alle opportunità europee nel quadro del proprio “EU Funding Forum 2025”. Entrambe le conferenze si svolgeranno presso lo “Spazio Europa” di via IV Novembre, 149 a Roma. La giornata di giovedì 27 febbraio, ore 15:00, sarà dedicata ai temi della “Formazione e occupazione nell’era dell’Intelligenza Artificiale” PROGRAMMA e ISCRIZIONE; la giornata di venerdì 28 febbraio, dalle ore 10:00, ai temi “Energia, Ambiente e Infrastrutture”. PROGRAMMA e ISCRIZIONE.
ARTICOLI E TESTI DELLA SETTIMANA
- Intervista a Jacques Attali: “Il faudrait fusionner l’UE avec l’Otan, sans les États-Unis” (L’Echo – 22/02/2025)
- Intervista a Vincenzo Camporini “Con Trump Nato al tramonto. Serve un’Alleanza europea: regole e tecnologie ci sono già” (Il Messaggero – 22/02/2025)
- MONACO 1938, MONACO OGGI. Voltafaccia, litigiosi, incapaci di una visione strategica: i leader europei davanti a Hitler. Kyiv come Praga, di Siegmund Ginzberg (IL FOGLIO QUOTIDIANO – Sabato 22 e domenica 23 febbraio 2025)
- Defending Europe without the US: first estimates of what is needed, by Alexandr Burilkov, Guntram B. Wolff (Bruegel – 21/02/2025)
- EU needs ‘Schengen for defense’, by Paolo Gentiloni (Politico.eu – 15/09/2016)
- Il piano italiano: una Difesa europealimitata agli Stati disposti a esserci, di Paolo Valentino (Corriere della Sera – 24/09/2016)
- Altiero Spinelli and the Idea of the US Constitution as a Model for Europe: The Promises and Pitfalls of an Analogy, by Andrew Glencross – University of Pennsylvania (JCMS 2009 Volume 47. Number 2)
- The Week Ahead 24 February – 02 March 2025 (European Parliament)
- Calendario delle attività della Camera dei deputati in materia di Unione europea (settimana 24 febbraio-2 marzo 2025). Ufficio Rapporti con l’Unione europea
ULTIME DA STRASBURGO
IN EXITU
…dello Stato di diritto,
dell’Unione europea?
Nella rubrica «Ultime da Bruxelles» della Newsletter dello scorso 18 febbraio ricordavo Ennio Flaiano, il quale nel racconto Un marziano a Roma ci spiega che «La parola serve a nascondere il pensiero, il pensiero a nascondere la verità. E la verità fulmina chi osa guardarla in faccia». Aggiungevo: «Chissà se Elon Musk la troverà, la verità, su Marte dove ci racconta di voler andare, o di volerci mandar l’uomo. Lasciamolo andare…». Ma valutiamo bene la sua foga di tagliare sulla Terra legami abituali, accettando in regalo simbolico una motosega dal Presidente argentino Milei.
Così, mentre sempre Musk si compiace del buonissimo successo ottenuto alle elezioni tedesche del 23 febbraio dal partito di estrema destra Alternative für Deutschland (AFD), da lui lodato, vien fatto di dire o scrivere quante meno parole possibile; anzi, vien fatto di lasciarle vorticare nel vento, quel vento impetuoso che si è scatenato (v. il libro di Giobbe, 1.19) da qualche tempo ma soprattutto in questo inizio di rinnovata Presidenza Trump.
Non servon parole per nascondere pensieri che agitano l’elaborazione di documenti ufficiali allo studio in questi giorni fra ONU e G7 su Ucraina, Russia e aggressione bellica posta in essere comunque in violazione della Carta delle Nazioni Unite. La verità si è manifestata anche a chi non osa guardarla ma pretende di interpretarla. Si è manifestata pure a chi in buona fede si domanda «cos’è la verità?».
La verità del nuovo ordine mondiale.
La verità degli imperi (USA, Cina, Russia) che il mondo se lo vogliono acquistare, non importa come, e dividere in zone d’influenza diretta. Influenza virale e batterica insieme.
La verità dello Stato nazionale in disfacimento, del resto conformemente al fatto che lo Stato non è creatura naturale coeva alla storia del mondo. Come conseguentemente non è creazione fisiologica mondiale il diritto internazionale, inter nationes, la cui data di nascita simbolica risale al 1648 (dopo Cristo, eh..) con la fine della Guerra dei trent’anni e la pace di Westfalia, facendo capo fra l’altro alle due conferenze di Münster e Osnabrück.
La verità della fine dell’utopia – forse mai realizzata – dello Stato di diritto. Dello Stato costituzionale di diritto. Del Rule of Law.
La verità della fine del diritto. Anche se non del diritto concepito come regola di governo imposto. Affermandolo cioè come imposto da Dio, tanto per non darne conto agli uomini (infatti il sostantivo latino ius risale allo iovis di Giove). Imposto e sempre pronto a trovare adattamenti e deroghe. La legge del più forte insomma. Con la separazione dei poteri (esecutivo, legislativo, giudiziario) che va … a farsi benedire, magari – per l’appunto – da Giove.
Altro che «Costituzione della Terra», di cui vagheggia Luigi Ferrajoli (Per una Costituzione della Terra. L’umanità al bivio, Feltrinelli, 2022).
Non servon più parole, non servon più pensieri. La verità oramai, nuda, ci ha fulminati. Senza rispondere con parole alla domanda di cui sopra. Rispondendo piuttosto col suo corpo nudo. Come Gesù martoriato davanti a Pilato che gli chiedeva «Quid est veritas?». E Gesù taceva a parole, manifestando la verità col proprio stesso corpo, con quanto quel corpo significava. Senza nascondimenti di parole o pensieri. Infatti già sant’Agostino ci raccontava di come quella domanda dovesse piuttosto essere rivoltata, in direzione di chi l’aveva formulata, secondo l’acronimo «Est vir qui adest!»: la verità è l’uomo che ti sta davanti. Nella sua scarna eppure immensa essenza. Senza parole. Senza pensieri.
L’Unione europea è nuda e ci sta davanti. Altro che «Costituzione europea» (v. il Trattato che adotta una Costituzione per l’Europa, firmato a Roma il 29 ottobre 2004 e mai entrato in vigore).
Serve averne conferma dalle parole – ancora parole – di Mario Draghi? Di nuovo l’altro giorno egli ricorda davanti al Parlamento europeo che in questa parte d’Europa «possiamo aspettarci di esser lasciati soli» e quindi «serve un cambiamento radicale». Quel «cambiamento radicale» già sollecitato il 9 settembre 2024 presentando alla Commissione europea il proprio rapporto sulla competitività. Parole ora dette davanti, ma anche al, Parlamento europeo, perso in moderatismi, conservatorismi, tatticismi, pensieri, parole, tutto impegnato a copertura della verità, quella verità che in pochi ci ricordano come far agire nella storia, prima che l’asteroide 2024YR4 effettui l’impatto con la Terra, il 2 dicembre 2032[1].
La Terra senza Costituzione, l’Europa senza Costituzione. Costituzione europea come invece auspicata dall’editoriale di P.V. Dastoli nella Newsletter del 6 maggio dell’anno scorso o, ancor più efficacemente, in quello della Newsletter del 2 luglio, rammentando «il gattopardo europeo» e la necessità di una «insurrezione costituente».
La Terra senza Costituzione; l’Europa senza Costituzione. Costituzione invece richiamata dall’art. 1.3 dello Statuto del partito +Europa, secondo cui è necessario porsi «l’obiettivo della federazione democratica degli Stati Uniti d’Europa nella prospettiva della costruzione di una federazione democratica mondiale».
«Ma il tempo ormai si è fatto breve» (San Paolo, I Corinzi, 7.29).
DINO G. RINOLDI
[1] P. Virtuani, L’asteroide che minaccia di colpire la Terra il 22 dicembre 2032. La Nasa: 1,5 % di probabilità. Ha un diametro di 90 metri. «Ma possiamo deviarlo», in Corriere della sera, 21/2/2025, p. 24.
LIMITAZIONE DELLA RESPONSABILITÀ
Ad eccezione de L’EDITORIALE, le opinioni espresse nella presente newsletter sono esclusivamente riconducibili alla responsabilità degli autori e non riflettono la posizione ufficiale del Movimento europeo.
