CARE LETTRICI E CARI LETTORI
La nostra newsletter settimanale Noi e il futuro dell’Europa è stata concepita per contribuire ad una corretta informazione sull’Unione europea e partecipare al dibattito sulla riforma dell’Unione, così come abbiamo fatto durante la Conferenza sul futuro dell’Europa e come continueremo a fare per la nuova legislatura europea.
Ecco l’indice della nostra newsletter di oggi:
– Editoriale, che esprime l’opinione del Movimento europeo su un tema di attualità
– Rubrica “Attiriamo la vostra attenzione“
– La settimana del Movimento europeo
– Eventi principali, sull’Europa in Italia e Testi in evidenza
Siamo come sempre a vostra disposizione per migliorare il nostro servizio di comunicazione e di informazione e per aggiungere vostri eventi di interesse europeo nella speranza di poter contare su un vostro volontario contributo finanziario.
L’EDITORIALE
Come e perché l’Europa esige un percorso costituzionale (II)
Il Consiglio europeo del 27 giugno 2024 aveva invitato la Commissione europea a presentare entro la primavera del 2025 un piano di riforma dell’Unione europea in vista delle nuove adesioni che contenesse quattro pilasti operativi:
- Lo stato di diritto
- Le politiche europee per garantire la competitività, la prosperità, la leadership globale e l’autonomia strategica
- Il bilancio sulla base di un progetto di MFF da presentare entro il 1° luglio 2025
- La governance.
Di questo piano globale non c’è per ora una traccia sostanziale nelle comunicazioni della Commissione europea né la maggioranza parlamentare che ha confermato per la seconda volta Ursula von der Leyen alla presidenza è stata in grado di accompagnare il voto di fiducia con un “contratto di coalizione” sulle priorità della nuova legislatura.
Questi quattro temi hanno a ben vedere un significato costituzionale nel senso che la loro operatività, se si tradurrà in decisioni dell’Unione europea, inciderà sul sistema di governo europeo, sui rapporti tra le istituzioni europee e fra esse e gli Stati membri.
Questi quattro temi furono presi in considerazione dal Parlamento europeo nel rapporto sulla revisione del Trattato di Lisbona, su cui l’Assemblea si è espressa il 22 novembre 2023, che è stato ignorato dal Consiglio, dal Consiglio europeo, dalla Commissione e non fa più parte delle priorità dei gruppi politici fin dalla campagna elettorale del 2024.
Se fosse stata accettata la proposta discussa nella Convenzione sul futuro dell’Europa di introdurre delle “leggi organiche” che non richiedono modifiche dei Trattati ma più forti maggioranze, le decisioni sul rispetto dello stato di diritto, sull’ampliamento delle competenze come previsto dall’art. 352 TFUE, sul bilancio pluriennale comprensivo di debito pubblico e risorse proprie e sulla governance avrebbero potuto essere adottate superando lo scoglio dell’unanimità.
Così non è stato e le decisioni che riguardano l’essenza del sistema dell’Unione europea e cioè che sono previste nella prima parte del Trattato (TUE), che fu scritta dalla Convenzione sul futuro dell’Europa e che hanno dunque una natura costituzionale richiedono quasi sempre l’unanimità e talvolta l’intervento dei parlamenti nazionali.
Di fronte agli ostacoli del voto all’unanimità e, più in generale, all’idea errata secondo cui queste decisioni richiedono una “cessione di sovranità” mentre si tratta di una “condivisione della sovranità”, il Parlamento europeo dovrebbe abbandonare il percorso inutilmente avviato con il rapporto del 22 novembre che condurrebbe inevitabilmente ad una conferenza intergovernativa ed ispirarsi al metodo costituente partorito dal Club del Coccodrillo nel 1980.
Dopo le elezioni europee nel giugno 2024 la volontà politica di riaprire la strada verso una costituzione europea è praticamente scomparsa dai programmi di quasi tutti i gruppi parlamentari e non fa parte nemmeno delle priorità dell’intergruppo informale che si è dato il nome di “Gruppo Spinelli” che ha scelto invece la via dell’articolo 48 TUE.
Se le condizioni politiche non sono attualmente riunite per lanciare un processo costituente il Parlamento europeo dovrebbe rivendicare la necessità di un “percorso costituzionale” affinché vengano adottate decisioni che influiscono sul sistema dell’Unione europea e sulla sua essenza fondandolo su un accordo interistituzionale, su basi giuridiche che garantiscono il controllo democratico, sul coinvolgimento dei parlamenti nazionali e infine sul dialogo con i cittadini e la società civile.
Fanno certamente parte del “percorso costituzionale” il tema della difesa europea come parte integrante della politica estera e di sicurezza a cui si devono applicare basi giuridiche che riconoscono il controllo democratico parlamentare, il tema del quadro finanziario pluriennale che consente lo strumento di prestiti e mutui e dunque di debito pubblico europeo ma anche di risorse proprie tali da richiedere un accordo fra il Consiglio e il Parlamento e la promozione di un dialogo strutturato con i parlamenti nazionali, la protezione dei valori dell’Unione europeo e dunque dello stato di diritto così come sanciti dall’art. 2 TUE, l’uso dell’art. 352 TFUE per estendere le competenze dell’Unione europea laddove lo richiede il principio della sovranità condivisa e l’uso dell’art. 235 TFUE che attribuisce al Parlamento europeo un potere di “pre-iniziativa legislativa” in attesa che il potere di iniziativa venga inserito nei Trattati, lo sviluppo comunitario dello spazio di libertà, sicurezza e giustizia che comprende il tema della cittadinanza, della non-discriminazione e delle politiche migratorie e di asilo.
Per quanto riguarda il dialogo con la società civile e la democrazia partecipativa che è un elemento essenziale della dimensione costituzionale, il Parlamento europeo dovrebbe rafforzare il suo regolamento interno per essere all’ascolto delle cittadine e dei cittadini che hanno fatto uso dell’art. 11 TUE in attesa di una modifica del Trattato che trasferisca alla Assemblea il potere di esaminare le ICE.
Lungo il “percorso costituzionale” apparirà chiaro al Parlamento europeo ma anche ai parlamenti nazionali e ai poteri locali che i passi in avanti saranno inadeguati anche in vista dello stato de negoziati per l’allargamento, che la difesa dello stato di diritto si scontrerà con le divisioni fra i governi, che la frammentazione delle relazioni esterne fra due parti del Trattato nuoce fortemente al ruolo internazionale dell’Unione europea, che il quadro finanziario pluriennale che proporranno i governi non sarà coerente con gli obiettivi della convergenza e della competitività e che l’art. 352 TFUE non consentirà di rafforzare le competenze dell’Unione europea laddove si pone la questione della sua autonomia strategica come l’industria e l’energia.
Bisognerà prepararsi in quel momento per passare dal “percorso costituzionale” al “processo costituente” secondo un metodo democratico e una agenda finalizzata alla conclusione della decima legislatura europea aprendo il dibattito su una ampia riforma dell’Unione europea che coinvolga una maggioranza di Stati e popoli che la condivideranno.
Bruxelles, 23 giugno 2025![]()
ATTIRIAMO LA VOSTRA ATTENZIONE
SUMMER SCHOOL RENZO IMBENI 2025
AVVISO DI SELEZIONE
Organizzata dal Comune di Modena in collaborazione con l’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia e la Fondazione Collegio San Carlo, la Summer School Renzo Imbeni è un’iniziativa prestigiosa, nata per onorare la memoria di Renzo Imbeni, Vicepresidente del Parlamento europeo.
Il titolo di questa edizione è Europa 2025: da utopia a necessità.
Il corso, si terrà dal 1° al 6 settembre 2025 ed è rivolto a un massimo di 30 corsisti. Il termine ultimo per presentare la domanda è fissato per le ore 12:00 del 07 luglio 2025.
Per il bando, le modalità di partecipazione e la documentazione necessaria visitare il sito della Summer school Renzo Imbeni alla pagina dedicata.
LA SETTIMANA DEL MOVIMENTO EUROPEO
23 giugno
- Bruxelles, riunione dei membri collettivi del Movimento europeo Italia presso le Istituzioni europee
- Bulgaria, evento progetto “EUth, strengthening youth and democracy in Europe” Erasmus+
24 giugno
- Bruxelles, riunione interparlamentare Commissione AFCO sulla riforma dell’UE in vista del futuro allargamento (Parlamento europeo)
- Bruxelles, incontro “L’Europa che si unisce vola” (Parlamento europeo, Circolo Palombella, Movimento europeo Italia, Comune di Messina)
- Roma, evento di lancio ufficiale di Erasmus+ Coalition Italy
28 giugno
- Frascati (Roma), Conferenza Nazionale del MoVI-Movimento di volontariato italiano
29 giugno
- San Lazzaro di Savena (Bologna), primo congresso nazionale del Partito Liberaldemocratico
29 giugno/2 luglio
- Kleve (Germania), Kick-off Meeting Erasmus+ project “DIVE – Diverse Societies and Digital Participation”
IN EVIDENZA
VI SEGNALIAMO
- 23 giugno, ore 15:00-18:30, Bruxelles. Presso la sede della Regione Lazio a Bruxelles si terrà la quinta riunione dei membri collettivi del Movimento Europeo Italia presso le Istituzioni europee. All’ordine del giorno, l’approfondimento su iniziative comuni e documenti strategici, tra cui la dichiarazione sul MFF, le proposte per nuove risorse proprie e una riflessione condivisa sulla giurisprudenza della CEDU.
- 24 giugno, ore 16:30-18:00, Bruxelles. Incontro-dibattito “L’Europa che si unisce vola” legato alla celebrazione del 70° anniversario della Conferenza di Messina (1955-2025), alla presenza della Presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola e di numerosi europarlamentari. L’incontro rappresenta un’occasione significativa per riflettere insieme sul passato e sul futuro dell’Unione. LOCANDINA.
- 28 giugno, ore 9:00, Frascati (RM). Dal 27 al 29 giugno si terrà a Frascati la Conferenza Nazionale del MoVI-Movimento di volontariato italiano. Appuntamento triennale per condividere riflessioni sul presente e tracciare il futuro del Movimento. Sarà un’occasione di confronto aperto e partecipato, per rafforzare l’impegno comune verso una società più giusta, solidale e attenta al pianeta. Invitati a partecipare i rappresentanti di tutti i gruppi aderenti alla rete e realtà vicine. MAGGIORI INFORMAZIONI e PROGRAMMA.
- | SAVE THE DATE | 2 luglio, ore 16:00, Roma. Su iniziativa del Senatore Pier Ferdinando Casini, il Movimento europeo Italia e l’Istituto Universitario europeo, in collaborazione con la Commissione europea – Rappresentanza in Italia, organizzano il prossimo 2 luglio, alle ore 16:00, un incontro in onore di Filippo Maria Pandolfi, scomparso il 22 marzo 2025, per riflettere sul suo ruolo di Ministro del Tesoro, di Commissario europeo e di uomo politico di grande sensibilità europea. L’incontro si svolgerà presso la Sala Zuccari del Senato. L’incontro rappresenta un’importante occasione per riflettere sul contributo di Filippo Maria Pandolfi al processo di integrazione europea, sia nel suo ruolo di Commissario europeo, dove ha lavorato per rafforzare la cooperazione tra gli Stati membri, sia come Ministro del Tesoro, promuovendo politiche economiche che hanno avuto un impatto significativo sul progetto europeo. La partecipazione è gratuita previa registrazione obbligatoria tramite l’apposito form online, da compilare entro e non oltre il 26 giugno. L’accesso alla Sala – con abbigliamento consono e, per gli uomini, obbligo di giacca e cravatta – è consentito fino al raggiungimento della capienza massima. PROGRAMMA e FORM DI ISCRIZIONE ONLINE.
ARTICOLI E TESTI DELLA SETTIMANA
- [AT A GLANCE] Plenary round-up – June 2025 (EPRS | European Parliamentary Research Service – June 2025)
- Dahlia Scheindlin et Omar Dajani : « Le destin des Palestiniens et des Israéliens est lié : ils peuvent prospérer, ou sombrer ensemble. », par Cécile Moscovitz (AOC media – 21/06/2025)
LIMITAZIONE DELLA RESPONSABILITÀ
Ad eccezione de L’EDITORIALE, le opinioni espresse nella presente newsletter sono esclusivamente riconducibili alla responsabilità degli autori e non riflettono la posizione ufficiale del Movimento europeo.
