Newsletter 16 Dicembre/2024

CARE LETTRICI E CARI LETTORI

La nostra newsletter settimanale Noi e il futuro dell’Europa è stata concepita per contribuire ad una corretta informazione sull’Unione europea e partecipare al dibattito sulla riforma dell’Unione, così come abbiamo fatto durante la Conferenza sul futuro dell’Europa e come continueremo a fare per la nuova legislatura europea.

Ecco l’indice della nostra newsletter di oggi:

– Editoriale, che esprime l’opinione del Movimento europeo su un tema di attualità

– La settimana del Movimento europeo

– Eventi principali, sull’Europa in Italia e Testi in evidenza

Siamo come sempre a vostra disposizione per migliorare il nostro servizio di comunicazione e di informazione e per aggiungere vostri eventi di interesse europeo nella speranza di poter contare su un vostro volontario contributo finanziario.

 

 


 L’EDITORIALE

Le turbolenze europee in un mondo terremotato

Quel che è avvenuto negli ultimi giorni a Seoul e a Damasco ci ha offerto l’immagine di un mondo ulteriormente terremotato che ha fatto passare momentaneamente in secondo piano le guerre in Ucraina e in Medio Oriente ma le nuove scosse telluriche avranno certamente effetti che usciranno dalle frontiere coreana e siriana.

Le folle festanti che hanno celebrato, al di fuori delle moschee e lontano dall’influenza islamista, la fine del regime degli Assad che avevano preso il potere nel 1971 potrebbero trovare finalmente adepti nella vicina cultura della Persia dove la violenta dittatura iraniana degli Ayatollah – alleata delle violenze di Assad, Hamas e Hezbollah – ha subito una sconfitta dopo l’altra e non potrà rifugiarsi in una improbabile deterrenza nucleare di fronte all’anelito di libertà che potrebbe trascinare il coraggio delle donne persiane in tutte le piazze al grido dei ribelli siriani “la religione è per Dio e lo Stato è per tutti” in una nuova primavera araba che esige la nostra solidarietà e il nostro sostegno concreto e immediato.

Che effetti avrà la rivolta siriana nella regione ma anche rispetto agli altri attori che sono stati finora i protagonisti della politica internazionale come la Russia che fugge con la coda fra le gambe da Damasco, la Turchia e i rapporti con la diaspora curda, Israele e i suoi alleati odierni e futuri a Washington, il terrorismo di Hamas che perde il suo sostenitore principale, l’insignificante Autorità Palestinese, il variegato e diviso mondo arabo che gioca sui due tavoli del fondamentalismo islamico e le corrotte complicità finanziarie/militari con l’Occidente?

Quel che è avvenuto in Corea del Sud è solo il frutto di un colpo di testa del Presidente Yoon dopo la destituzione di Park Geun-hye nel 2016 o l’inchiesta metterà in luce i rischi di ingerenze esterne ed interne in una regione in cui non si conosce il destino di Taiwan e si attende che il futuro potere a Washington esca dal silenzio negli ambigui rapporti con la Cina condizionati dal trattamento preferenziale di Pechino offerto a Elon Musk?

Al di fuori dell’Unione europea ma vicino alle sue frontiere gli ultimi giorni hanno offerto l’immagine inquietante delle influenze esterne in Georgia senza dimenticare le simpatie pro-russe del Governo serbo candidato all’adesione all’UE e, all’interno delle sue frontiere, le ingerenze esterne in Romania e le inaccettabili complicità di Viktor Orban con Vladimir Putin.

In questo mondo terremotato l’Unione europea naviga invece a vista fra le sue turbolenze interne con il Consiglio europeo ed il Consiglio dell’Unione bloccati dalla paralisi dell’ingranaggio nel motore franco-tedesco e con il Parlamento europeo in cui i capi-gruppo (PPE, S&D, Liberali, Verdi, Sinistre e ECR) sembrano i commedianti di Luigi Pirandello dei “Sei personaggi in cerca d’autore” in assenza del suggeritore che, a teatro, ha il compito di leggere il copione per ricordare agli attori le loro battute e la presenza rumorosa ma politicamente irrilevante delle comparse dei patrioti e dei sovranisti.

Nonostante la difficile transizione politica da una legislatura all’altra, la Commissione europea ha apparentemente approfittato del vuoto pneumatico che ha colpito il Consiglio dell’Unione e il Parlamento europeo

  • per affermare il suo ruolo di competenza quasi esclusiva nella politica commerciale con l’accordo raggiunto a Montevideo il 6 dicembre da Ursula von der Leyen e dai cinque Paesi del Mercosur per un mega-patto che coinvolge 780 milioni di persone (e che Sergio Mattarella ha definito “un veicolo di pace”) e che anticiperebbe una risposta comune alla minaccia di Donald Trump di smantellare l’OMC,
  • per confermare che le regole ed i tempi sul passaggio dai combustibili fossili alle energie non inquinanti nel settore dei trasporti (le auto non endotermiche) non saranno modificati,
  • e per annunciare che la futura politica di coesione dal 2028 al 2032 sarà fondata non solo sulla capacità di spendere degli Stati ma anche sulle riforme interne (e sul rispetto dello Stato di diritto) come è già avvenuto con il NGEU.

Ci attendiamo che la stessa determinazione venga affermata dalla Commissione europea nella transizione digitale e nella sostenibilità sociale, nella traduzione finanziaria in risorse e politiche per beni pubblici garantiti dal bilancio pluriennale abbandonando le suggestioni di una prioritaria “economia di guerra” e sposando invece l’idea di una difesa al servizio della pace, in una nuova visione inclusiva e valoriale dello spazio pubblico di libertà e giustizia anche nei confronti dei migranti e dei richiedenti asilo e nell’impegno per una riforma costituzionale europea che preceda e renda possibile il futuro allargamento dell’Unione europea.

Ci attendiamo infine che tutta l’Unione europea esca dal suo silenzio assordante nel mondo terremotato e disordinato adottando per sé e per il resto del pianeta regole e politiche antisismiche in una logica di continuità con il “Patto per il futuro” adottato il 22 settembre 2024 dal Vertice Globale delle Nazioni Unite e rivolto alle giovani generazioni.

Montpellier, 16 dicembre 2024

coccodrillo

 

 

[VERSIONE INGLESE] – [VERSIONE FRANCESE]

 

 


LA SETTIMANA DEL MOVIMENTO EUROPEO

17 dicembre

  • Bruxelles, Second Macro-Regional Citizen Agora (European House Budapest)

18 dicembre

  • Bruxelles, Annual Meeting of the macro-regional civil network (European House Budapest)

20 dicembre

  • Roma, Consiglio di Presidenza Movimento europeo Italia

 

 

 


IN EVIDENZA

VI SEGNALIAMO

  • 17 dicembre, ore 9:00-16:30, Bruxelles. La seconda Macro-Regional Citizen Agora è l’evento conclusivo del Programma annuale 2024 della European House Budapest – un’organizzazione della società civile pro-europea – intitolato “Stronger.Together – The magic of macro-regions 2024”. Esso si basa sui risultati di quattro eventi preparatori organizzati nel corso dell’anno a Budapest, Lione, Zagabria e a Visby. L’incontro di Bruxelles riunisce attori della società civile e altri stakeholder provenienti dalle quattro macroregioni e non solo. Si discuterà, fra le altre cose, della situazione attuale e le prospettive delle strategie macroregionali con un approccio dal basso verso l’alto; saranno elaborate posizioni politiche su temi quali la prospettiva quotidiana della politica di coesione, le questioni di cooperazione transfrontaliera; verrà sollecitata una partecipazione significativa dei giovani nelle macroregioni. Particolare attenzione sarà rivolta alla posizione e alle proposte del CESE su questi temi; il parere del CESE sull’attuazione delle strategie macroregionali dell’UE (ECO/609) funge da documento di riferimento. ULTERIORI INFORMAZIONI, ISCRIZIONE E PROGRAMMA.

 

ARTICOLI E TESTI DELLA SETTIMANA

 

 


 

 NEL TRASMETTERVI I NOSTRI PIU’ CALOROSI AUGURI DI BUONE FESTE

VI DIAMO APPUNTAMENTO AL 7 GENNAIO 2025

 

 


 LIMITAZIONE DELLA RESPONSABILITÀ
Ad eccezione de L’EDITORIALE, le opinioni espresse nella presente newsletter sono esclusivamente riconducibili alla responsabilità degli autori e non riflettono la posizione ufficiale del Movimento europeo.