Newsletter 24 Febbraio/2025 – ULTIME DA STRASBURGO

 

IN EXITU

…dello Stato di diritto,

dell’Unione europea?

Nella rubrica «Ultime da Bruxelles» della Newsletter dello scorso 18 febbraio ricordavo Ennio Flaiano, il quale nel racconto Un marziano a Roma ci spiega che «La parola serve a nascondere il pensiero, il pensiero a nascondere la verità. E la verità fulmina chi osa guardarla in faccia». Aggiungevo: «Chissà se Elon Musk la troverà, la verità, su Marte dove ci racconta di voler andare, o di volerci mandar l’uomo. Lasciamolo andare…». Ma valutiamo bene la sua foga di tagliare sulla Terra legami abituali, accettando in regalo simbolico una motosega dal Presidente argentino Milei.

Così, mentre sempre Musk si compiace del buonissimo successo ottenuto alle elezioni tedesche del 23 febbraio dal partito di estrema destra Alternative für Deutschland (AFD), da lui lodato, vien fatto di dire o scrivere quante meno parole possibile; anzi, vien fatto di lasciarle vorticare nel vento, quel vento impetuoso che si è scatenato (v. il libro di Giobbe, 1.19) da qualche tempo ma soprattutto in questo inizio di rinnovata Presidenza Trump.

Non servon parole per nascondere pensieri che agitano l’elaborazione di documenti ufficiali allo studio in questi giorni fra ONU e G7 su Ucraina, Russia e aggressione bellica posta in essere comunque in violazione della Carta delle Nazioni Unite. La verità si è manifestata anche a chi non osa guardarla ma pretende di interpretarla. Si è manifestata pure a chi in buona fede si domanda «cos’è la verità?».

La verità del nuovo ordine mondiale.

La verità degli imperi (USA, Cina, Russia) che il mondo se lo vogliono acquistare, non importa come, e dividere in zone d’influenza diretta. Influenza virale e batterica insieme.

La verità dello Stato nazionale in disfacimento, del resto conformemente al fatto che lo Stato non è creatura naturale coeva alla storia del mondo. Come conseguentemente non è creazione fisiologica mondiale il diritto internazionale, inter nationes, la cui data di nascita simbolica risale al 1648 (dopo Cristo, eh..) con la fine della Guerra dei trent’anni e la pace di Westfalia, facendo capo fra l’altro alle due conferenze di Münster e Osnabrück.

La verità della fine dell’utopia – forse mai realizzata – dello Stato di diritto. Dello Stato costituzionale di diritto. Del Rule of Law.

La verità della fine del diritto. Anche se non del diritto concepito come regola di governo imposto. Affermandolo cioè come imposto da Dio, tanto per non darne conto agli uomini (infatti il sostantivo latino ius risale allo iovis di Giove). Imposto e sempre pronto a trovare adattamenti e deroghe. La legge del più forte insomma. Con la separazione dei poteri (esecutivo, legislativo, giudiziario) che va … a farsi benedire, magari – per l’appunto – da Giove.

Altro che «Costituzione della Terra», di cui vagheggia Luigi Ferrajoli (Per una Costituzione della Terra. L’umanità al bivio, Feltrinelli, 2022).

Non servon più parole, non servon più pensieri. La verità oramai, nuda, ci ha fulminati. Senza rispondere con parole alla domanda di cui sopra. Rispondendo piuttosto col suo corpo nudo. Come Gesù martoriato davanti a Pilato che gli chiedeva «Quid est veritas?». E Gesù taceva a parole, manifestando la verità col proprio stesso corpo, con quanto quel corpo significava. Senza nascondimenti di parole o pensieri. Infatti già sant’Agostino ci raccontava di come quella domanda dovesse piuttosto essere rivoltata, in direzione di chi l’aveva formulata, secondo l’acronimo «Est vir qui adest!»: la verità è l’uomo che ti sta davanti. Nella sua scarna eppure immensa essenza. Senza parole. Senza pensieri.

L’Unione europea è nuda e ci sta davanti. Altro che «Costituzione europea» (v. il Trattato che adotta una Costituzione per l’Europa, firmato a Roma il 29 ottobre 2004 e mai entrato in vigore).

Serve averne conferma dalle parole – ancora parole – di Mario Draghi? Di nuovo l’altro giorno egli ricorda davanti al Parlamento europeo che in questa parte d’Europa «possiamo aspettarci di esser lasciati soli» e quindi «serve un cambiamento radicale». Quel «cambiamento radicale» già sollecitato il 9 settembre 2024 presentando alla Commissione europea il proprio rapporto sulla competitività. Parole ora  dette davanti, ma anche al, Parlamento europeo, perso in moderatismi, conservatorismi, tatticismi, pensieri, parole, tutto impegnato a copertura della verità, quella verità che in pochi ci ricordano come far agire nella storia, prima che l’asteroide 2024YR4 effettui l’impatto con la Terra, il 2 dicembre 2032[1].

 La Terra senza Costituzione, l’Europa senza Costituzione. Costituzione europea come invece auspicata dall’editoriale di P.V. Dastoli nella Newsletter del 6 maggio dell’anno scorso o, ancor più efficacemente, in quello della Newsletter del 2 luglio, rammentando «il gattopardo europeo» e la necessità di una «insurrezione costituente».

La Terra senza Costituzione; l’Europa senza Costituzione. Costituzione invece richiamata dall’art. 1.3 dello Statuto del partito +Europa, secondo cui è necessario porsi «l’obiettivo della federazione democratica degli Stati Uniti d’Europa nella prospettiva della costruzione di una federazione democratica mondiale».

«Ma il tempo ormai si è fatto breve» (San Paolo, I Corinzi, 7.29).

DINO G. RINOLDI

 

[1] P. Virtuani, L’asteroide che minaccia di colpire la Terra il 22 dicembre 2032. La Nasa: 1,5 % di probabilità. Ha un diametro di 90 metri. «Ma possiamo deviarlo», in Corriere della sera, 21/2/2025, p. 24.