L’EDITORIALE
UN DECALOGO PER UNA RIVOLUZIONE PACIFICA EUROPEA NEL VENTUNESIMO SECOLO
Dalla terza riunione delle reti di movimenti e associazioni del 27 ottobre 2026 – con una iniziativa inclusiva e non esclusiva immaginata dal Movimento europeo dopo la “Piazza per l’Europa” del 15 marzo 2025 – sono emersi dieci elementi essenziali su cui riflettere e che dovrebbero costituire orientamenti condivisi fino all’inizio della campagna elettorale per il rinnovo del Parlamento europeo nel giugno 2029.
1. Nessuna di queste reti è autosufficiente e ciascuna di esse è chiamata a cooperare in Europa per lo sviluppo di iniziative e proposte comuni da rivolgere ai partiti europei che, nella logica della democrazia rappresentativa, saranno i veri protagonisti della campagna elettorale europea con i loro leader (gli Spitzenkandidaten per usare l’espressione tedesca inventata da Martin Schulz nel 2013), i loro programmi e i loro candidati destinati a concorrere in ciascun paese membro per conquistare i 720 seggi europei – se i governi non avranno nel frattempo un soprassalto di saggezza – sulla base di sole leggi elettorali nazionali e senza liste transnazionali in un periodo di votazioni di quattro giorni nei ventisette Stati europei essendo escluso qualunque allargamento dell’Unione europea prima del 2029.
2. Non saranno autosufficienti le culture politiche tradizionali che si identificarono nell’universalismo cristiano, nell’internazionalismo socialista e nel cosmopolitismo liberale a cui si sono aggiunti negli anni novanta i movimenti ecologici senza dimenticare le diverse anime dannate dell’euroscetticismo divise fra patrioti, conservatori e nazionalisti uniti nell’idea perversa ed errata che occorra salvaguardare l’apparente sovranità assoluta di Stati europei che quella sovranità hanno persa irreparabilmente da tempo in un mondo interdipendente oggi sconvolto da vecchi e nuovi imperialismi e dalla volontà di demolire il multilateralismo.
3. Non saranno autosufficienti le varie reti dei movimenti della società civile organizzata che si sono sviluppate in questi anni intorno alle politiche dell’Unione europea così come non saranno autosufficienti i partner sociali che non agiscono per loro natura unitariamente.
4. Tutte queste realtà dovrebbero fare l’enorme sforzo di entrare nella sfera pubblica immaginata da Juergen Habermas(*) accettando l’idea che un processo democratico costituente richieda una comune cabina di regia europea unita nella convinzione della necessità del passaggio dall’Unione ermafrodita, ereditata nel 1993 da Maastricht come figlia dei Trattati di Roma, ad una comunità politica sovranazionale fondata sul primato di un diritto europeo condiviso così come deve essere condivisa la sovranità.
5. Dovrà essere diffuso nelle elezioni nazionali un manifesto comune affinché il teorico consenso delle cittadine e dei cittadini europei sulla rinuncia alla natura ermafrodita dell’Unione europea si traduca nel sostegno di un’Europa unita garante della pace, della libertà, della democrazia e della solidarietà con scelte elettorali coerenti e conseguenti nella sfera pubblica habermasiana e che contenga la stessa chiarezza rivoluzionaria che fu del Manifesto di Ventotene e degli altri punti di approdo della resistenza europea armata contro il nazifascismo.
6. Bisognerà chiarire che non dovrà trattarsi di una comunità fondata sulla collaborazione fra Stati che conserverebbero una apparente sovranità nazionale secondo il metodo della cooperazione confederale prevalente come modello egemonico al momento della firma dei Trattati di Roma e consolidato nel Trattato di Lisbona rispetto al metodo comunitario o alla finalità federale indicata nella Dichiarazione del 9 maggio 1950.
7. Si dovrà trattare di un modello costituzionale in cui prevalgano i cinque elementi che caratterizzano nel mondo tutti i sistemi federali: la cittadinanza federale, il primato del diritto sovranazionale che escluda il potere di veto, una finanza equa ed adeguata che garantisca beni pubblici transnazionali, il potere di fare le leggi attribuito all’autorità parlamentare che rappresenta i cittadini e che risponde ad un governo con poteri limitati ma reali ed un’unica politica estera e della sicurezza che comprenda una difesa comune.
8. In questo spirito dovrà essere concepita la mobilitazione popolare nel marzo 2027 e poi nel successivo Congresso d’Europa. Se questa è la scelta rivoluzionaria che la rete delle reti decideranno di fare in vista delle elezioni europee del 2029 per l’avvio di un processo democratico e costituente da ciò dovrebbe discendere la natura delle manifestazioni che saranno promosse a Roma nel marzo 2027 in occasione dell’anniversario della firma dei Trattati in Campidoglio nel marzo 1957 e che non dovranno essere celebrative come lo furono quelle del 2017 a nove mesi dalla Brexit ma la conferma di un impegno per superare i limiti di quei trattati e dei trattati successivi ed aprire la strada verso un’Europa unita per la pace, la libertà, la democrazia e la solidarietà.
9. L’Europa unita che inizieremo a disegnare a Roma dovrà essere inclusiva escludendo l’idea che la scelta di farne parte sia affidata a monte ad un gruppo di Stati che negozierebbero inevitabilmente fra di loro secondo un metodo intergovernativo in cui prevarrebbe la difesa di apparenti interessi nazionali.
10. Essa deve essere il frutto di un processo democratico (che abbiamo non a caso identificato nel metodo costituente) al termine del quale e a valle di esso ci si affidi al potere di decisione sovrano delle cittadine e dei cittadini attraverso un referendum pan-europeo confermativo prevedendo delle forme differenziate di associazione con gli Stati in cui i popoli a maggioranza avranno deciso di non volere far parte della futura costituzione europea.
Roma, 28 ottobre 2026 (ricordando la cancellazione violenta della democrazia liberale italiana con l’arrivo al potere del fascismo) ![]()
(*) Storia e critica dell’opinione pubblica, Juergen Habermas
[VERSIONE FRANCESE] – [VERSIONE SPAGNOLO]
ATTIRIAMO LA VOSTRA ATTENZIONE
APPELLO AGLI STUDENTI E ALLE STUDENTESSE D’ITALIA
LA COSTITUZIONE È UNA PATRIA SENZA CONFINI
Da realizzare con la scuola e l’istruzione
Segnaliamo la petizione “La Costituzione è una patria senza confini da realizzare con la scuola e l’istruzione”, che richiama l’attenzione sul ruolo centrale della scuola e dell’istruzione nella formazione della cittadinanza democratica, nella promozione dei valori costituzionali e nella costruzione di una società inclusiva.
L’iniziativa invita cittadini, associazioni e realtà del mondo educativo a sostenere una rinnovata attenzione alle politiche per l’istruzione.
Per maggiori informazioni e per aderire: https://www.change.org/p/la-costituzione-%C3%A8-una-patria-senza-confini-da-realizzare-con-la-scuola-e-l-istruzione
EUROPA DEI DIRITTI
LA SETTIMANA DEL MOVIMENTO EUROPEO
27 ottobre
- Roma, iniziativa “Obiettivo 1000: un processo costituente per un’Europa unita di pace, democrazia, libertà e solidarietà” (Movimento europeo Italia)
28 ottobre
- Roma, presentazione del libro “La cittadinanza tra cirsi e resilienze. L’Italia dopo la pandemia” (FONDACA – Fondazione per la cittadinanza attiva e Istituto Treccani)
29 ottobre
- Roma, incontro “AI e Amministrazioni Locali: le Sfide e le Opportunità dell’Unione Europea” (IFEL e da FASI)
30 ottobre
- Madrid, “Madrid Federal European Forum 2026” (Unión de Europeístas y Federalistas de España – UEF España)
IN EVIDENZA
VI SEGNALIAMO
- 30 ottobre, ore 9:30-19:00, Madrid. Si svolgerà a Madrid il Madrid Federal Europe Forum 2026, promosso dall’Unión de Europeístas y Federalistas de España (UEF España) in occasione del quarantesimo anniversario dell’adesione della Spagna alle Comunità europee. L’iniziativa intende offrire uno spazio di confronto sul futuro dell’integrazione europea, riunendo rappresentanti istituzionali, esponenti politici, accademici, organizzazioni della società civile e giovani europeisti. Nel corso della giornata saranno affrontati temi quali il rafforzamento della democrazia europea, l’autonomia strategica e la sicurezza dell’Unione, la competitività e la sostenibilità, le opportunità per le nuove generazioni e il ruolo dell’Europa nel mondo. Al termine dei lavori è prevista l’elaborazione partecipata del Manifesto di Madrid per un’Europa federale. MAGGIORI INFORMAZIONI E PROGRAMMA.
ARTICOLI E TESTI DELLA SETTIMANA
- EU Weekly: Agriculture | Energy | Resilience (European Movement International – 26/10/2026)
- Calendario delle attività della Camera dei deputati in materia di Unione europea (Settimana 26 ottobre – 1° novembre 2026). Ufficio Rapporti con l’Unione europea
ULTIME DA BRUXELLES
CHI NON SAPESSE A CHE SANTO VOTARSI
PER LA FEDERAZIONE EUROPEA
NE TROVA FINALMENTE UNO
CHE INTANTO SI ASSOCIA ALL’UE
A Bruxelles è stato firmato il 19 ottobre scorso l’«ACCORDO CHE ISTITUISCE UN’ASSOCIAZIONE TRA L’UNIONE EUROPEA E I SUOI STATI MEMBRI, DA UNA PARTE, E IL PRINCIPATO DI ANDORRA E LA REPUBBLICA DI SAN MARINO, CIASCUNO A TITOLO DI PARTE DISTINTA, DALL’ALTRA»[1]. Abbiamo dunque la sottoscrizione dopo anni di negoziati, con ciò che da quest’atto discende in termini di comportamento in buona fede volto a far entrare in vigore quanto scritto nel testo, impegno che sul versante dell’Unione europea comporta l’intervento (in approvazione si spera) da parte del Parlamento europeo. Ma com’è abitudine in ambito UE si può prevedere anche un’applicazione dell’accordo in via provvisoria[2], in attesa che siano espletate le procedure di ratifica, conclusione o approvazione[3]. D’altra parte il Consiglio dell’Unione europea ha già autorizzato nello scorso luglio l’applicazione provvisoria dell’accordo di cui ci si sta occupando[4].
Al suo art. 1, par. 2, l’accordo specifica che «Gli obiettivi di tale associazione sono: a) garantire la rispettiva partecipazione degli Stati associati al mercato interno, che comprende la libera circolazione delle persone [inclusi lavoratori subordinati e autonomi], la libera circolazione delle merci, la libera circolazione dei servizi e la libera circolazione dei capitali e la parità di condizioni tra le parti contraenti conformemente al presente accordo, e la partecipazione degli Stati associati alle politiche orizzontali e di accompagnamento associate, tenendo conto della situazione specifica di ciascuno Stato associato; e b) istituire un quadro adeguato volto a sviluppare e promuovere il dialogo e la cooperazione tra l’UE, gli Stati membri dell’UE e ciascuno Stato associato in altri settori di interesse comune».
All’art. 3 si precisa che «Il presente accordo si basa sui valori comuni delle parti contraenti, ossia rispetto della dignità umana, della libertà, della democrazia, dell’uguaglianza, dello Stato di diritto e del rispetto dei diritti umani, compresi i diritti delle persone appartenenti a minoranze. In una società caratterizzata dal pluralismo, dalla non discriminazione, dalla tolleranza, dalla giustizia, dalla solidarietà e dalla parità tra donne e uomini, tali valori comuni sono elementi essenziali del presente accordo».
Il testo puntualizza da subito di fondarsi su una premessa esplicita, quella degli «stretti legami storici, geografici, culturali, politici ed economici tra l’UE e ciascuno Stato associato, anche sotto forma di accordi esistenti, e i legami specifici di vicinanza tra ciascuno Stato associato e uno o più Stati membri dell’UE»[5].
Nell’accordo vengono così più specificamente in considerazione regole in materia di trasporti; di concorrenza e di aiuti di Stato; di produzione e commercio in campo agricolo; di politica sociale; di protezione dei consumatori; di ambiente e clima; di cooperazione nel settore statistico; di diritto societario; di lotta alle frodi, alla corruzione, al contrabbando e a ogni altra attività illecita lesiva degli interessi finanziari dell’UE.
La cooperazione su altre questioni (ma sempre nell’ambito delle quattro libertà di circolazione di persone, merci, servizi e capitali) comporta che «Le parti associate riconoscono e si impegnano ad attuare i principi della buona amministrazione in materia tributaria, comprese le norme internazionali esistenti in materia di trasparenza, scambio di informazioni, equa imposizione, e le norme minime contro l’erosione della base imponibile e il trasferimento degli utili»[6]. Inoltre «Le parti associate promuovono la buona governance in materia tributaria, migliorano la cooperazione internazionale nel settore fiscale e agevolano la protezione del gettito fiscale»[7].
Nondimeno l’accordo si dedica anche alla «Cooperazione al di fuori delle quattro libertà»[8], toccando ricerca e sviluppo tecnologico; servizi di informazione; ambiente; azione per il clima; istruzione, formazione professionale e giovani; politica sociale; protezione dei consumatori; piccole e medie imprese; turismo; politiche audiovisive; protezione civile; cooperazione giudiziaria in materia civile; cultura; comunicazione; reti transeuropee; politica regionale; sanità pubblica (nella misura in cui tali materie non siano disciplinate da altre parti dell’accordo)[9].
Si dispone in materia di partecipazione finanziaria degli Stati associati[10] e di istituzioni atte a governare l’associazione[11].
Inoltre, «Allo scopo di assicurare una vigilanza uniforme sull’applicazione del presente accordo, la Commissione europea e le autorità nazionali degli Stati associati cooperano, procedono a scambi di informazioni e si consultano a vicenda su questioni di politica di vigilanza e su casi specifici»[12]
Ci si dedica pure alla risoluzione delle controversie e al controllo giurisdizionale[13], alla considerazione di misure di salvaguardia e forza maggiore[14].
Infine si sottolinea che «Le parti associate adottano tutte le misure generali o specifiche necessarie per l’adempimento degli obblighi che incombono loro a norma del presente accordo, dei rispettivi protocolli e degli atti giuridici dell’UE ivi menzionati e si astengono da qualsiasi misura che rischi di compromettere il conseguimento dei loro obiettivi»[15].
Ricordando che fra Unione europea e Andorra esiste un accordo monetario, così come fra Unione europea e San Marino esiste una convenzione monetaria[16], non riesco in conclusione di questo scritto – per concludere senza concludere e affidandomi, pur senza fidarmi, al futuro – a non andare oltre questioni di danaro (accordi e convenzioni monetarie) e questioni materiali in genere (circolazione di persone, merci, servizi e capitali) elevando piuttosto il discorso al piano spirituale. Infatti, se continuassi col ragionamento politico-giuridico potrei almeno ricordare, quanto al tema qui in rilievo degli accordi di associazione alla UE, l’associazione di tipo nuovo auspicata da Ursula von der Leyen il 16 settembre scorso nel discorso sullo stato dell’Unione (che Stato non è) specificamente riguardo al Canada[17]. Ma non voglio inoltrarmi ulteriormente lungo strade di questo genere e intendo deviare invece perigliosamente verso sentieri di ben altra fatta.
Si parla dunque molto di “anima” dell’Europa[18] (riferendo il dato geografico all’UE, ai suoi Stati membri e ad altri Stati in posizione di prossimità, persino di immaginata adesione) e ora c’è l’occasione puntuale di chiedere intercessione a un Santo. Un Santo … marittimo (Marino) che protegge una Repubblica installata su un monte (Titano)[19] non mostrando, come all’apparenza potrebbe risultare, contraddizione ma, anzi, volontà di conciliare gli (apparentemente) opposti. E quale miglior esempio di contraddizioni (al plurale) è fornito dall’Unione europea, articolata (disarticolata?) fra sovranità nazionali e soprannazionalità propria, lungo un solco di divisione assai largo delle prime rispetto alla seconda? E se «è l’aratro che traccia il solco» le spade che difendono quel solco nazionalista restano ovviamente rigorosamente plurime, sempre contraddittoriamente disgiunte rispetto alle necessità di unità richieste invece dalla difesa dell’interesse comune a elevare a sovranità reale le piccole potenze statuali dei membri[20]. E infatti l’Unione europea è formalmente «Unita nella diversità»[21], accentuando proverbialmente i tanti segni di contraddizione.
Così pure San Marino, nella propria associazione alla UE, è segno di contraddizione[22] che non possiamo non cogliere pensando a San Paolo e alla necessità di coltivare speranza pur contro ogni speranza possibile (spes contra spem)[23]. Pensando sempre all’evocazione di San Paolo circa i tempi che si sono fatti oramai stretti [24].
Noi che vogliamo in fretta gli Stati Uniti d’Europa.
Noi che vogliamo subito l’avvio di un processo costituente d’una Europa federale tra gli Stati che ci vogliono stare.
Noi che siamo contro la politica imperiale, egemonica, basata sulla ragione della forza (bruta) e non sulla forza (gentile?) della ragione[25].
E non scendo in particolari adesso: Tu, San Marino, sai di cosa parlo!
San Marino, intercedi per noi!
E se non Ti riesce almeno prega per noi! Che un posto per Te nel nostro cuore lo manteniamo, specialmente dopo il 19 ottobre.
Amen …
DINO G. RINOLDI
[1] V. il testo in Consiglio dell’Unione europea, Fascicolo interistituzionale: 2024/0101 (NLE) 2024/0102 (NLE), Bruxelles 27 febbraio 2026, 11787/24, AELE 72 AND 13 SM 13 MI 659, «atti legislativi ed altri strumenti».
[2] Si pensi all’accordo CETA (Comprehensive Economic and Trade Agreement) tra l’Unione europea e il Canada, che si applica in via provvisoria dal 21 settembre 2017; e all’accordo commerciale UE–Mercosur, che si applica sempre in via provvisoria a partire dal 1° maggio 2026.
[3] V. art. 112, par. 2, dell’accordo.
[4] V. la nota Firmato l’accordo di associazione tra UE, Andorra e San Marino, in eunews.it, 29 ottobre 2026, ma v. pure il comunicato stampa del Consiglio dell’Unione europea del 16 luglio 2026, Via libera del Consiglio all’accordo dell’UE con Andorra e San Marino, in consilium.europa.eu/it/press/press-releases/2026/07/16/…
[5] V. p. 5 del documento cit. in nota 1.
[6] V. art. 63, par. 1, dell’accordo.
[7] Ibidem.
[8] Art. 64 ss.
[9] V. art. 64.
[10] Art. 68.
[11] Art. 75 ss.
[12] Art. 86, par.1.
[13] Art. 89 ss.
[14] Art. 97 ss.
[15] Art. 100.
[16] V. Decisione (UE) 2026/2030 del 10 settembre 2026 relativa alla firma degli accordi che modificano l’accordo monetario tra l’Unione europea e il Principato di Andorra e la convenzione monetaria tra l’Unione europea e la Repubblica di San Marino.
[17] «…ho anticipato che dobbiamo ripensare con urgenza i partenariati. Vorrei pertanto avviare i lavori per accogliere il Canada come primo membro associato dell’UE»: così il passaggio del discorso in questione.
[18] V. Agenzia Sir, L’appello dei vescovi: «L’Europa riscopra la sua anima», in romasette.it, 13 febbraio 2026. Nel documento, reso noto in quest’ultima data, si scrive appunto letteralmente che «l’Europa deve riscoprire la sua anima». Il testo integrale dell’appello dei presidenti delle conferenze episcopali di Francia, Germania, Italia e Polonia, intitolato Cristiani per l’Europa. La forza della speranza, può ad esempio esser letto in chiesacattolica.it/appello …. V. anche L’appello dei vescovi europei: «Basta nazionalismi, riscopriamo l’anima cristiana del Continente», in ancilledonalberione.org/2026/02/16/lappello-dei-vescovi-europei …
[19] Il monte Titano (Titèn in romagnolo), che ospita la Repubblica di San Marino, è un massiccio calcareo appenninico.
[20] Non dovrei rammentare che il detto È l’aratro che traccia il solco, ma è la spada che lo difende risale a Benito Mussolini.
[21] Sul motto dell’UE v. https://european-union.europa.eu/principles-countries-history/symbols/eu-motto_it. e la Dichiarazione n. 52 allegata ai Trattati dopo la riforma dovuta al Trattato di Lisbona entrato in vigore il primo dicembre 2009.
[22] V. Karol Woitila [poi Papa Giovanni Paolo I], Segno di contraddizione – Meditazioni, Vita e pensiero, Milano, 1977.
[23] Lettera ai Romani, 4. 18.
[24] Prima lettera ai Corinzi, 7. 29: «il tempo ormai si è fatto breve».
[25] V. Salvador Allende, 11 settembre 1973, ultimo discorso, in https://italiacuba.it/2023/09/11/salvador-allende …, pubblicato l’11/09/1973 e aggiornato il 10/09/2023. In quel discorso, pronunciato a Radio Corporación dalla sede della Presidenza assediata, il Presidente cileno parlava del generale Augusto Pinochet («general rastrero y triste») e del colpo di Stato messo in atto da chi aveva, appunto, le (tante) ragioni della forza e non la forza della ragione.
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