Il completamento del mercato dei capitali per una crescita economica sostenibile
Lo scorso 16 aprile si è tenuta la riunione del consiglio Ecofin, che riunisce i ministri dell’economia e delle finanze dell’Unione.
I ministri hanno avuto uno scambio sulla situazione economica e finanziaria attuale e sulle prospettive future tenendo conto delle misure di contrasto alla pandemia ancora in corso e della campagna di vaccinazione, che per diverse cause ha subito e subisce rallentamenti, influenzando così riaperture e ripresa economica.
Nel corso della riunione, la Commissione ha aggiornato i ministri sullo stato di attuazione di alcune delle principali iniziative messe in campo per contrastare gli effetti della pandemia, vale a dire sul processo di ratifica del Next generation EU; sullo stato di implementazione del regime temporaneo per gli aiuti di stato; sulla predisposizione del Recovery Plan da parte di 17 Stati membri, piani che entro il 30 aprile verranno ufficialmente presentati per poter procedere dopo una loro positiva valutazione all’erogazione della prima quota dei finanziamenti.
La Commissione ha inoltre riferito sullo stato di implementazione del Nuovo piano di azione per il completamento del mercato unico dei capitali per le persone e le imprese.
Quest’ultimo diventa ora più che mai uno strumento strategico fondamentale per accelerare e supportare il rilancio dell’economia europea oltre che per il raggiungimento di obiettivi strategici previsti dal New green deal, dall’agenda 2030, o dagli accordi di Parigi di contrasto ai cambiamenti climatici e da altri accordi stabiliti sia a livello europeo che multilaterale. E’, infatti necessario poter contare nel lungo periodo su capitali aggiuntivi privati ad integrazione di quelli messi a disposizione a livello europeo e nazionale, soprattutto in settori o aree geografiche dove maggiormente servono, sulla base del fatto che mercati ampi ed integrati facilitano un’efficiente allocazione delle risorse e favoriscono anche una trasformazione della società.
La pandemia ha avuto un impatto decisamente negativo sul mercato europeo, aumentando disoccupazione, povertà, e divari tra regioni. Le imprese di tutto il mondo, ma in questo caso europee, hanno sofferto e per poter ripartire in un’ottica di innovazione e di sostenibilità ambientale hanno bisogno oggi più che mai di investimenti sicuri e accessibili e quindi risorse private aggiuntive, che possono anche essere ingenti, ma alle quali spesso per dimensioni o per situazione patrimoniale le aziende non possono facilmente adire. Nello stesso tempo gli investitori privati debbono potersi sentire maggiormente garantiti e tutelati. Solo dal soddisfacimento di queste due esigenze si può sviluppare il mercato unico dei capitali e rilanciare l’economia europea. Non è un percorso semplice ed immediato. Le differenze tra Stati sono ancora molte e riguardano principalmente la vigilanza degli operatori finanziari, la tassazione, la disciplina in materia dell’insolvenza di imprese, vigilanza ecc Si sta pertanto procedendo a piccoli passi, rimuovendo quegli ostacoli che ancora sono presenti e che impediscono la messa in moto e la funzionalità di un mercato unico dei capitali europeo, dove la libera circolazione degli stessi possa creare ricchezza, crescita, inclusione e strumenti finanziari denominati in euro che promuovano il ruolo internazionale della moneta europea e quindi l’autonomia strategica dell’Unione.
Tre sono gli obiettivi del nuovo piano di azione del mercato unico dei capitali:
- Sostenere una ripresa dell’Unione economica, verde, digitale, inclusiva, resiliente grazie ad un maggior accesso ai finanziamenti per le imprese;
- Rendere l’Unione il posto più sicuro per investitori nel lungo termine;
- Spingere i vari mercati nazionali verso la creazione di un unico mercato dei capitali europeo.
Per realizzarli, occorrerà innanzitutto garantire una informazione corretta agli investitori su opportunità di investimento sicure rendendo i dati delle varie aziende disponibili. A tal fine la Commissione europea, a seguito dei risultati di una recente consultazione, presenterà entro l’anno una proposta legislativa per l’istituzione di un punto di accesso unico europeo, che fornirà informazioni finanziarie e dati sulla sostenibilità delle aziende.
Occorrerà inoltre, semplificare le norme di quotazione per i mercati pubblici per promuovere l’accesso ai finanziamenti e di eliminare gli ostacoli normativi per investimento a lungo termine di imprese assicurative, prevedere l’obbligo per le Banche di indirizzare ad altre fonti di finanziamento le PMI alle quali non si può erogare credito, favorire l’espansione del mercato della cartolarizzazione, curare la formazione degli operatori finanziari, prevedendo per gli stessi anche una sorta di ‘etichetta per consulenti finanziari’. Molto importante sarà infine la vigilanza sulle varie operazioni finanziarie, per la quale è previsto un Codice unico e l’armonizzazione delle norme in materia, temi questi di cui si parlerà nel quarto trimestre di quest’anno.
Il Consiglio ha inoltre affrontato il tema dell’architettura finanziaria europea per lo sviluppo sostenibile (EFAD). Su questo punto sono intervenuti anche il Presidente della BERS e quello della BEI. L’architettura finanziaria europea gioca un ruolo fondamentale a livello globale per la lotta alla povertà, per il raggiungimento degli obiettivi dell’agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile e per quelli della lotta ai cambiamenti climatici. A causa della pluralità di attori coinvolti e la numerosità degli strumenti finanziari, essa è particolarmente complessa. Nell’ottobre 2019, un gruppo di saggi – voluto dal Consiglio – ha pubblicato un rapporto, che forniva le prospettive di sfide ed opportunità per migliorare l’architettura finanziaria europea per lo sviluppo, avendo presente anche il ruolo svolto in quest’ambito dalla Banca europea per gli investimenti – BEI e la Banca per la ristrutturazione e lo sviluppo- BERS. Il rapporto dava anche indicazioni sugli obiettivi da seguire e le azioni da attuare. Nel dicembre del 2019, il consiglio ECOFIN ha adottato delle conclusioni su EFAD accettando le indicazioni degli esperti, ma sottolineando anche l’importanza di un’ulteriore riflessione per rendere l’architettura finanziaria più coerente, strategica, inclusiva ed efficace. Il COVID ha sicuramente peggiorato la situazione dei paesi più fragili.
Al Consiglio del 16 aprile, quindi, i ministri hanno ribadito l’urgenza di rinforzare l’architettura alla luce di aggiornamenti dei dati di cui si dispone, anche a seguito dell’impatto della Pandemia ed hanno altresì convenuto che è tempo di passare dalla riflessione all’azione a sostegno dei partner più deboli. Nel Consiglio di maggio si adotterà quindi una decisione in merito.
La presidenza e la Commissione infine hanno informato sugli esiti del secondo meeting presieduto dall’Italia lo scorso 7 aprile, al quale hanno partecipato i ministri delle finanze e i governatori delle banche centrali del G20, che si è concentrato sullo stato dell’economia globale, sugli sforzi per sostenere la ripresa sostenibile, supportare i paesi più fragili, temi finanziari e la tassazione internazionale.
Anna Maria Villa
