Questa settimana ci concentriamo su un tema cardine per un’Unione che voglia dirsi tale e che voglia dirsi compiuta: il rispetto dei diritti e il funzionamento democratico. L’argomento è vasto e richiede una trattazione ampia; per fornire qualche spunto di riflessione, ci concentriamo sulle recenti affermazioni di Angela Merkel nel corso della plenaria della settimana trascorsa: “La nostra economia è ed è stata fortemente scossa in tutta Europa. Milioni di lavoratori hanno perso il lavoro. Oltre alle preoccupazioni per la propria salute e la salute delle proprie famiglie, molti cittadini si sono preoccupati della loro condizione economica. Ora tutti voi avete bisogno del nostro sostegno.
Per spezzare la catena dell’infezione, i diritti fondamentali più elementari dovevano essere temporaneamente limitati. È stato un prezzo molto alto da pagare, perché tante generazioni in Europa hanno lottato duramente per ottenere questi diritti fondamentali. I diritti umani e civili sono il bene più prezioso che abbiamo in Europa. Possono essere limitati solo per motivi molto importanti e solo per un periodo molto breve. Una pandemia non deve mai essere una scusa per minare i principi democratici. Ogni paese in Europa ricorda i suoi sconvolgimenti storici in modo diverso, le differenti lotte per ottenere la libertà e lo stato di diritto. E allo stesso tempo, siamo uniti esattamente dall’aver raggiunto i diritti fondamentali in Europa”. Si tratta di un estratto del testo intero, che può aiutare a indirizzare il ragionamento verso l’azione futura dell’Unione europea che si avvia alla nuova programmazione, a implementare il recovery fund, a porre in essere una serie di politiche comuni per i prossimi anni. Non bisogna perdere di vista il tema dei diritti, anzi: è il momento di avanzare e, come ha affermato recentemente sui social il Movimento Europeo Italia, “Altiero Spinelli non condivideva l’idea del cosiddetto “gradualismo costituzionale” che di costituzionale aveva ben poco e che si identificava piuttosto nel metodo funzionalista scelto da Jean Monnet nel 1950 con l’obiettivo (illusorio) che esso avrebbe condotto il processo di costruzione europea a realizzare la sua finalità federale”. In altre parole, si avverte l’esigenza che l’UE ponga in atto un salto verso la finalità federale, per strutturare quello che, in mancanza di un impianto simile, rimane un mercato, in cui è possibile che si mettano in atto importanti operazioni finanziarie che favoriscono la criminalità organizzata. Di ciò si è avuto un recente riscontro anche dalle ultime notizie sui media, relative al caso delle indagini sulla riconducibilità alla ‘ndrangheta di una serie di cartolarizzazioni sui mercati finanziari internazionali, in cui sarebbero coinvolti alcuni importanti gruppi bancari. Purtroppo, i limiti nel processo di integrazione in tale ambito sono noti: la diversità tra ordinamenti rappresenta ad oggi un’opportunità per le attività illecite di svolgersi impunemente. In relazione a ciò, la settimana scorsa ha visto, in occasione della plenaria, un importante momento di discussione dedicato all’intensificazione delle misure per il contrasto al riciclaggio, attraverso politiche armonizzate in tutta l’UE, l’istituzione di registri di alta qualità dei titolari effettivi delle imprese, il rafforzamento della supervisione europea e della condivisione di informazioni tra gli Stati membri; per approfondire il tema, è presente tra i documenti chiave il link al comunicato ufficiale del Parlamento europeo, a cui è collegata una serie di ulteriori informazioni per conoscere meglio le nuove misure.
