Newsletter n.23/2020 – Sul bilancio europeo Charles Michel cede al ricatto dei “frugali” Perchè il Parlamento europeo dirà di “no”

 

La proposta del Presidente del Consiglio europeo, il liberale belga Charles Michel, sul Quadro Finanziario Pluriennale presentata il 10 luglio 2020 è inaccettabile.

Se sarà adottata dal Consiglio europeo sarà invece respinta dal Parlamento europeo:

  • Perché essa sarà il frutto dell’abuso di potere del Consiglio europeo e del suo Presidente che, agendo ultra vires e dunque al di là delle competenze che sono state loro attribuite dall’art. 15 del Trattato sull’Unione europea, sottraggono il potere di decisione al Consiglio dell’Unione e al Parlamento europeo nel quadro della procedura prevista dall’articolo 312 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea
  • Perché essa conferma il compromesso al ribasso del 26 febbraio 2020 che sarebbe stato inadeguato nell’Unione prima della pandemia e che è ora inaccettabile dopo la pandemia
  • Perché essa è basata sul principio malsano, dal punto di vista economico di una periodicità settennale e non quinquennale
  • Perché essa nega il carattere strategico dell’economia verde e della lotta alle diseguaglianze e riduce a un livello quasi marginale politiche comuni che rappresentano il valore aggiunto della dimensione europea in settori sensibili come l’educazione (ERASMUS PLUS), la cultura (EUROPA CREATIVA) e la gioventù (CORPO EUROPEO DI SOLIDARIETA’)
  • Perché essa è all’opposto delle priorità del programma pluriennale della Commissione Von der Leyen che è stato alla base del voto di fiducia del Parlamento europeo nel novembre 2019
  • Perché essa rende praticamente impossibile la realizzazione di una parte importante degli obiettivi attribuiti all’Unione europea nell’articolo 3 del Trattato sull’Unione europea
  • Perché essa mantiene il metodo dei rebates (rimborsi) che era stato introdotto nel 1984 a favore del Regno Unito quando il bilancio era composto per i 2/3 dalle spese agricole, che è diventato illogico in un bilancio in cui non ci sono più politiche dominanti, che va a beneficio dei paesi più ricchi dell’UE e che è stato contestato nel novembre 2019 da diciannove paesi membri
  • Perché essa scarta e rende praticamente inutile la prospettiva di ridurre delle nuove e vere risorse proprie e di un sistema fiscale europeo più equo che dovrebbe essere posta al centro dei dibattiti e delle decisioni nella Conferenza sul futuro dell’Europa.

Il Movimento europeo in Italia e in Spagna chiede alle organizzazioni rappresentative della società civile europea di esprimere pubblicamente il loro sostegno al Parlamento europeo.

Madrid-Rome, 13 luglio 2020