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foto9nov1989ABOLIRE I MURI PER PORRE LE FONDAMENTA DI UN GOVERNO MONDIALE

Pier Virgilio Dastoli - Presidente Movimento Europeo-Italia

I centocinquantacinque chilometri del muro, che circondò per ventotto anni Berlino Ovest, furono costruiti in pochi giorni nell’estate del 1961. Secondo il governo della DDR si trattava di una “barriera di protezione antifascista”, cui fu affiancato successivamente un secondo muro (“lo spazio della morte”): cosicché fra le due Berlino ci fu, fino all’inverno del 1989, un lungo spazio vuoto. Oltre al muro, il governo della DDR costruì un’interminabile barriera di filo spinato per separare le due Germanie rendendo in tal modo visibile al mondo quella che fu chiamata da Winston Churchill nel 1946 “la “cortina di ferro scesa attraverso il continente” e che fu poi nello stesso tempo di metallo e calcestruzzo.

Non dobbiamo dimenticare che i primi assalti alla cortina di ferro, per abbatterla, furono portati dai cittadini ungheresi nel 1956 e poi dai cecoslovacchi nel 1968 in due rivolte per rivendicare la libertà soppresse con la violenza e poi dagli operai di Danzica in Polonia nel 1980.

Dopo trent’anni dalla caduta del muro, il mondo è oggi pieno di barriere come quella fisica che avrebbe voluto costruire Donald Trump fra gli Stati Uniti e il Messico ma più spesso politiche, sociali, economiche o psicologiche frutto dell’ignoranza e simbolo dell’intolleranza.

Per rispondere o fomentare l’intolleranza si possono adottare politiche di contrasto alle immigrazioni come è stato deciso di fare in Europa, in Asia, in Australia e in America latina e centrale ma nulla potrà fermare le migrazioni che hanno caratterizzato per secoli i rapporti fra le popolazioni nel mondo. Le migrazioni del ventunesimo secolo non sono la conseguenza di un’emergenza ma un fenomeno epocale che durerà per decenni e che dovrebbe essere affrontato con politiche mondiali di cui si dovrebbero fare carico le Nazioni Unite insieme alle autorità delle organizzazioni regionali.

Gli elementi essenziali di queste politiche sono stati identificati nei diciassette obiettivi per uno sviluppo sostenibile sottoscritti da tutti i paesi membri delle Nazioni Unite ma anche dall’Unione europea nel suo insieme e che rappresentano il programma di un futuro “governo mondiale” se si ampliasse un forte movimento per la rifondazione (la “riforma”) dell’ONU riprendendo e rilanciando progetti e proposte su cui si impegnarono statisti come Willy Brandt e Olof Palme dotati di capacità di visione.

La battaglia per un “governo mondiale” sarebbe del resto il logico sbocco dell’azione avviata da Greta Thunberg nell’agosto 2018 contro il cambiamento climatico. Essa dovrebbe essere il tema centrale delle iniziative di “Fridays for Future” programmate nel mondo durante tutto il 2020 e dell’evento promosso da Papa Francesco ad Assisi dal 26 al 28 marzo in una sorta di “progetto per la pace perpetua” non solo filosofico ma come pratica politica a livello internazionale.

Sfruttiamo le tante iniziative previste per ricordare il 9 novembre 1989 per lanciare un appello ad una mobilitazione che non sia nazionale ma europea e internazionale.

 

Segnaliamo che Presidente del Movimento Europeo – Italia sarà relatore in tre iniziative programmate per il 12 e 19 novembre:
La mattina del 12 dalle ore 9.00 alle ore 13.00 nell’ambito dell’iniziativa EAST GALLERY – 30 anni dopo la caduta del Muro di Berlino presso la sala Conferenze dell’ANRP di Roma (Via Labicana, 15/A – 00184 Roma).

Il pomeriggio del 12 (dalle ore 16.30) per la presentazione del Libro “Quando il Muro cadde anche in Italia" di Paolo Soldini presso la Sala delle Bandiere dell’Ufficio di Roma del Parlamento europeo (Via IV Novembre, 149).

La mattina del 19 dalle 9.30 alle 13.00 in occasione del Convegno "A trent'anni dalla caduta del Muro di Berlino" presso l'Aula della Commissione Difesa del Senato della Repubblica (Via degli Staderari, 4).

 

Fra gli eventi romani dedicati al 30mo anniversario della caduta del Muro di Berlino segnaliamo altresì:

8-15 NOVEMBRE, ROMA: MOSTRA FOTOGRAFICA “CADE IL MURO DI BERLINO”

12 NOVEMBRE, ROMA: IL 1989: RIFLESSI SULLE FORZE SOCIALI E SULL’ECONOMIA. ITALIA E GERMANIA A CONFRONTO

15 NOVEMBRE, ROMA: DOPO IL MURO EUROPA, DEMOCRAZIA, SINISTRA A TRENT’ANNI DAL 1989

 

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child under eu flagIl Movimento Europeo in Italia ha avviato una iniziativa in vista della Conferenza Europea sul futuro dell'Europa promossa dal Presidente della Repubblica francese Emmanuel Macron nella sua lettera ai cittadini europei del 4 marzo 2019 e sostenuta dalla Presidente Ursula von der Leyen.

All'iniziativa hanno aderito le seguenti organizzazioni politiche, economiche, culturali e della società civile.

Il Movimento Europeo ha iniziato ad elaborare alcune posizioni al riguardo. In particolare, ha adottato, insieme al Movimento Federalista Europeo (MFE), alla Gioventù Federalista Europea (GFE) e all'Associazione Italiana del Consiglio dei Comuni e delle Regioni d’Europa (AICCRE), un documento comune dal titolo "Verso la Conferenza europea sul futuro dell’Europa", disponibile anche nella versione in inglese "Towards the European Conference on the Future of Europe".

 

 

 

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EuropaStrasburgoVonDerLeyenVoto 16072019 0117 755x491ll Movimento Europeo Italia ha inviato ai membri del Parlamento Europeo una lettera per esprimere il proprio disappunto sulla Risoluzione adottata dal Parlamento Europeo lo scorso 19 settembre sull'importanza della memoria europea per il futuro dell'Europa e sull'80° anniversario dell'inizio della Seconda Guerra Mondiale.

Con l'occasione, il Movimento europeo ha inviato ai deputati europei una copia del Manifesto di Ventotene, scritto da Altiero Spinelli e Ernesto Rossi nel 1941, invitandoli a contribuire alla sua diffusione in tutte le scuole europee.

Riportiamo qui di seguito il testo della lettera:

Dear MEPs,

We have acknowledged with great disappointment the text of the common resolution adopted by the European Parliament last week on the memory of European history related to the Second World War.

It contains serious historical inaccuracies particularly on the cause of the war and suggests specific actions which serve no educational purpose for the European citizens and mainly for the young generations.

We suggest the reading of the “Draft of a Manifesto for a united and free Europe”, written by three antifascists (Altiero Spinelli, Ernesto Rossi and Eugenio Colorni), exiled in the Island of Ventotene during the war.

This Manifesto offers to Europeans a clear vision of the causes which have brought to the Second World War and a non-ideological and federal solution for the unification of the Continent.

We think that this Manifesto could serve as an important educational purpose to the young generations and we suggest that the EP will propose to disseminate it in all the European schools. This text exists in the 24 European languages.

In attach you can find the text in English with the two introductions made by professor Lucio Levi and me.

 

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raffaele vanni

Il Movimento europeo in Italia si associa al cordoglio del mondo sindacale per la scomparsa, avvenuta sabato 14 settembre a Roma, di Raffaele Vanni, fondatore della UIL - Unione Italiana del Lavoro, già presidente del Comitato economico e sociale europeo, grande europeista.

Raffaele Vanni sarà ricordato in occasione della prossima Assemblea del Movimento europeo in Italia che avrà luogo il 25 ottobre a Roma presso la Sala del Parlamentino del CNEL.

Raffaele Vanni ha militato a lungo nelle file del PRI, fin da giovanissimo nei difficili anni della seconda guerra mondiale. La sua attività sindacale è stata precoce ed intensa, arrivando ad essere uno dei fondatori, ed in seguito segretario generale della UIL. È un decano del CNEL, di cui fa parte fin dalla sua creazione. Ha avuto incarichi presso la comunità europea sempre nell'ambito delle tematiche sociali e del mondo del lavoro.

Nella UIL appena costituita viene subito eletto segretario confederale, prima a capo del servizio organizzazione e poi, dal 1953 al 1964, di quello sindacale. Dal 1964 al 1969 è a capo del servizio affari generali, assistenza e previdenza della UIL.

In pieno autunno caldo nel 1969 il quinto congresso della UIL elesse Italo Viglianesi presidente affiancato da tre segretari generali: Lino Ravecca espressione del PSDI, Ruggero Ravenna del PSI e Vanni stesso come rappresentante del PRI.

Il comitato centrale della UIL del 27 ottobre 1971 elesse Vanni segretario generale.

Fu durante il suo mandato, nei duri anni dopo l'autunno caldo, che insieme a Luciano Lama e Bruno Storti formò la Federazione CGIL, CISL, UIL, federazione unitaria delle tre sigle confederali. Il suo mandato, confermato al sesto congresso ebbe fine il 30 settembre 1976 con l'elezione di Giorgio Benvenuto alla segreteria generale della UIL.

È stato presidente del Comitato Economico e Sociale della Comunità Europea nel biennio 1979 - 1980. Successivamente entra a far parte del BIT o ILO.

Dal 1981 al 1998 Vanni è segretario generale della UILTuCS (Unione Italiana Lavoratori Turismo, Commercio e Servizi), sindacato di categoria della UIL.

Lascia la Segreteria Generale a 76 anni, per raggiunti limiti d'età ed assume l'incarico di Presidente della UILTuCS.

 

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Piero Scaramucci 25 aprile 1995

Il Movimento Europeo Italia esprime il proprio cordoglio per la scomparsa di Piero Scaramucci, morto l'11 settembre, all'età di 82 anni, presso la clinica Humanitas, dove era ricoverato da metà agosto.

Piero Scaramucci è stato l’elaboratore del progetto politico-editoriale che ha dato origine a Radio Popolare; è stato direttore nella primissima fase della vita della radio, che è tornato a dirigere nel 1992 restandone alla guida fino al 2002.

Il funerale si svolgerà al cimitero di Lambrate sabato 14 settembre alle ore 10,30.

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